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Recensioni

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Un’amica in questi giorni mi ha inviato un messaggio con una bellissima frase di Italo Calvino sul tema della leggerezza, frase tratta dalle Lezioni Americane, dove possiamo leggere: «Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore».

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Una piuma. Un venticello lieve. Una traiettoria che parte dalla pesante terra e si libra nell’aria. Nel cielo celeste. La brezza continua e la piuma sale sempre di più. Diventa sempre più leggera. Sembra più libera dalle pesantezze terrestri e gioisce delle sue evoluzioni tra le lattee nubi.

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Il libro non si presenta come un saggio ma come un racconto di alcuni fatti storici letti in chiave contemporanea. Ricordiamo che ogni epoca è figlia del suo tempo, ma senza dubbio è influenzata dal padre, il passato.

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Nonostante la mia oramai remota laurea in Filosofia, per anni mi sono rifiutato di leggere la Filosofia contemporanea: la sensazione che in quest’epoca i pensatori si fossero troppo allontanati dalla realtà, che si rifiutassero di occuparsi dei problemi che ci affliggono, che prediligessero un atteggiamento distaccato e da turris eburnea, caratterizzato dal pensiero che finisce per avvolgersi su sé stesso, senza essere realmente utile alla società e agli altri, ermetico e incomprensibile, mi rendeva impossibile continuare a perseguire quella che è sempre stata la mia grande passione.

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I due anni di restrizioni che abbiamo appena trascorso, qualcosa cui nessuno di noi era preparato e che forse mai ci saremmo aspettati di dover vivere hanno lasciato solchi profondi, praticamente a chiunque: in molti hanno perso qualcuno cui volevano bene, un grande numero di persone ha dovuto reinventarsi un lavoro o ha attraversato momenti professionalmente stressanti, sicuramente tutti abbiamo toccato da vicino la solitudine.