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Le parole possono essere lame taglienti o carezze. (Eugenio Borgna)
Le parole possono essere lame taglienti o carezze. (Eugenio Borgna)
Concentrarsi sul fatto-che-si-parla, non su ciò-che-si-dice
La parola è uno degli strumenti più potenti di cui l’essere umano dispone per dare senso alla propria esperienza.
Il mare che vediamo ci dà sempre nostalgia di quello che non vedremo mai. (F. Pessoa)
Ognuno ha la sua patria, fisica o spirituale, di cui prima o poi sentirà la mancanza.
La moglie di Lot si volta a guardare Sodoma bruciare e si trasforma in una statua di sale, Gregor Samsa, nel racconto di Kafka, risvegliandosi, si trova mutato in uno scarafaggio, Yeong-Hye, nel romanzo La Vegetariana di Han Kang, di fronte alla insopportabile violenza del genere umano, decide di rinunciare a tale condizione e vuole trasformarsi in pianta, nutrendosi solo di liquidi.
Il fascino della metamorfosi, dal greco μεταμόρφωσις, intesa come trasformazione di forma, presso il Museo Eidos si manifesta concretamente attraverso la traduzione di opere pittoriche in bassorilievo prospettico e di opere scultoree attraverso riproduzioni in 3D, finemente rifinite da scultori professionisti.
La tolleranza è la virtù che arricchisce la conoscenza reciproca, il dialogo, che dalla tolleranza dipende, è la via della convivenza. La violenza e la guerra iniziano quando cessa il dialogo. La Pace, quando incomincia il dialogo. (Gustavo Zagrebelsky)
In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio. Il Verbo era Dio.
Niki ha cinque anni e mezzo, frequenta l’asilo ed è ritenuto un bambino problematico pur non avendo alcuna diagnosi di ritardo mentale.
Dialoghi convincenti e credibili determinano spesso la buona riuscita di un film o di un’opera teatrale.
L’inizio e la fine di ogni attività Letteraria è la riproduzione del mondo che mi circonda per mezzo del mondo che è in me (Johann Wolfgang Goethe)
«Alla lavagna il professore scriveva. Erano le sette di sera, il corso serale di Metodi matematici della fisica era iniziato da poche settimane e ci avrebbe accompagnato per tutto l’anno...
«Che cos’è la poesia?» chiedo a bruciapelo a mia figlia. Mi incuriosisce sempre sentire i pensieri dei bambini, limpidi nella loro immediatezza.
Voglio iniziare con una confessione, così da sgomberare immediatamente il campo da ogni possibile equivoco: pur ritenendomi, probabilmente a torto, un intellettuale, anche se di mestiere io abbia finito per fare altro, ho un grosso problema con la poesia, in particolare quella contemporanea.
I lettori di poesia sono pochi e neanche chi scrive poesie è propenso a leggere le opere poetiche altrui.
Chi non sarebbe estasiato dalle sfumature di un tramonto, da un vascello in balia di una burrasca, da sanguigni papaveri immersi in un campo dorato?
La leggerezza, che è il contrario della superficialità e dell’effimero, nella nostra epoca più che in altre sembra essere merce rara.
Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l'armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa.
In provenzale antico “leujaria” significa letteralmente “leggerezza”. Per uno di quegli scarti tipici della storia delle lingue, in italiano diventa “leggiadria”. Con quest’ultimo termine non ho problema: la grazia, la bellezza, l’eleganza mi piacciono molto.
Uno degli effetti dell’arte, in particolar modo del fare arte, è indubbiamente quello di scavare, tirar fuori e quindi di alleggerire i pesi, gli stati d’animo che la vita riserva.
Suona la campanella e per tanti studenti è il momento di ricominciare ad andare a scuola. Qualcuno cambierà classe, qualcuno istituto; adesso toccherà scegliere il posto in aula e con il proprio zainetto si parte per questo nuovo anno scolastico.
Nel Film tedesco del 2006 Quattro minuti si seguono le vicende di due donne, una giovane, Jenny von Loeben, l’altra anziana, Gertrud Kruger e del loro scontro/incontro.
Che l’arte, mettendo in atto processi di cambiamento e trasformazione, sia riparatrice è ormai appurato.
Di fronte alla sofferenza del mondo Tu puoi tirarti indietro, sì è qualcosa Che sei libero di fare… ma precisamente Questo tirarti indietro è l’unica Sofferenza che potresti evitare Franz Kafka Mi chiedo quante persone ho guardato Per tutta la vita e non ho mai visto. John Ernest Steinbeck
Dalla fine degli anni Novanta anche in Italia si è iniziato a parlare di “Poesia Terapia”, assegnando così alla poesia stessa, come a ogni altra arte, un profondo valore terapeutico.
Da molti anni, prima nel percorso di studi e poi in quello professionale, devo fare i conti quotidianamente con la parola “cura”.
Le relazioni tra fratelli e sorelle sono da sempre al centro della ricerca psicologica in quanto considerate elementi che strutturano le modalità relazionali di ogni persona.
1. «Tuccio, cura a sòrete!...» Ogni tanto risento la voce di mia madre che m’ingiunge di vigilare su mia sorella, di prestarle attenzione.
All’eterogeneo parterre di professionisti impegnati nella relazione di aiuto è richiesta, oggi più che mai, una riflessione sul portato pedagogico ed educativo del costrutto di “Cura”.