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Per secoli la donna è stata raccontata attraverso i ruoli. Madre. Moglie. Figlia. Compagna. Lavoratrice.
Per secoli la donna è stata raccontata attraverso i ruoli. Madre. Moglie. Figlia. Compagna. Lavoratrice.
Per tutti il primo teatro in cui si distribuiscono i ruoli che poi giocheremo nella vita è la scena parentale. (Nadia Fusini)
La vecchiaia può essere il tempo della nostra felicità, dice il poeta Jorge Luis Borges.
Mi chiamo Ida, ho 58 anni e faccio la volontaria presso l’Associazione Angela Serra da tanto tempo.
Si è appena concluso il progetto Coblò che Fondazione Sinapsi ha realizzato nell’area territoriale della Regione Campania, grazie a un cofinanziamento nazionale e regionale.
Cosa significa, oggi, vedere? In un’epoca dominata dal consumo bulimico di immagini, spesso superficiali, abbiamo smarrito il legame ancestrale che univa l’occhio al sapere.
Ciao Gabriella. Permetti una parola? Ti do la mia parola che sarò breve!
La nostalgia è un sentimento complesso e ambivalente, perché unisce la tristezza del presente alla felicità nel ricordare eventi passati.
La nostalgia è l’odore di acqua di rose misto a sigaretta lasciata a consumarsi, gli odori della nostalgia hanno sapore, hanno occhi, hanno orecchie, che fanno risuonare parole e risate.
La nostalgia non è mancanza, ma presenza.
All’inizio dell’anno accademico 1967-68, lasciai per la prima volta il mio paese.
A marzo di quest’anno ho visitato per la prima volta il Museo Eidos.
Mi chiamo Mario Esposito Ferraioli e la storia che vi racconto ha come protagonisti la morte, l’amore, il coraggio e lo scorrere inevitabile del tempo.
Ancora una volta l’etimologia ha un ruolo fondamentale nell’aprire varchi di ragionamento e riflessioni: metamorfosi, dal greco μεταμόρφωσις, trasformazione/mutamento; è solo con il movimento (μετα, oltre) che possiamo acquisire una nuova forma.
Non so se si possa parlare di livelli di intensità riguardo al concetto di metamorfosi, ma l’esperienza avuta con Alicia durante il percorso di arteterapia è equivalsa all’aver ottenuto molto più che una trasformazione o un cambiamento: penso sia stata una vera metamorfosi.
Farfalla. Sei ancora un bambino fasciato quando ti liberi dalla crisalide e apri le tue ali per la prima volta. Ma in pochi secondi impari a diventare la creatura più bella del prato. Fabrizio Caramagna
Διάλογος: Διά (attraverso) e λογος (parola). “Attraverso” è complesso da cogliere e fissare, usato tanto come avverbio quanto come preposizione impropria, rappresenta il movimento che avvicina e annulla le distanze o, almeno, ci prova.
Vivo e lavoro in Marocco da molti anni, più di 20, e Io considero a tutti gli effetti il mio paese d’adozione.
Il Metodo Terzi, sviluppato da Ida Terzi, rappresenta un esempio concreto di come il dialogo possa essere utilizzato in ambito educativo per favorire l’inclusione e l’autonomia.
L’arte consente un dialogo tra l’artista e l’osservatore, un dialogo sempre diverso e rinnovato quante diverse sono le opere e le persone che ne fruiscono.
In questo numero, dedicato alla poesia, vogliamo invitarvi a fare un viaggio sensoriale unico, alla scoperta di un luogo dove l’arte e la parola si intrecciano in un abbraccio indissolubile: il Museo Eidos.
Ποιέω: faccio, fabbrico, costruisco. Dal fare al sentire, la poesia, ce lo dice la sua etimologia, è un processo creativo che parte dal fare per tramutarsi nel sentire.
La poesia è un linguaggio che va oltre le parole, un ponte che connette il cuore umano all’esperienza universale.
Lo storytelling esiste sin dalla notte dei tempi, dal preciso istante in cui l’uomo ha iniziato a comunicare oralmente con i suoi simili per tramandare, ricordare e istruire gli altri.
Leggerezza, non è forse questa la richiesta che riecheggia in tutte le stanze di terapia?
Questo pezzo è frutto del lavoro del laboratorio permanente di scrittura collettiva della Fondazione Sinapsi, composto dalle mamme di alcuni dei nostri bambini e bambine.
Questo scritto è il risultato di uno dei lavori del laboratorio permanente di scrittura collettiva della Fondazione Sinapsi, che coinvolge alcune mamme di nostri ragazzi e ragazze.
In un viaggio in Brasile di qualche anno fa, visitando una favela, mi sono imbattuto in un progetto di una ONG dal titolo “Costurando o futuro”.
Sono nata in una terra in cui persino le pietre sono impastate con il Senso della Dea Madre. La dea Madre che porto sempre al collo.
«Mi parli della presa in carico del depresso». Ero seduta a sostenere un esame universitario e ricordo nitidamente l’immagine che mi passò davanti: uno scatolone vuoto, ma pesante e ingombrante, sulle mie spalle.