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«All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle».
Giornalista dell’ANSA e scrittore
«All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle».
Ognuno ha la sua patria, fisica o spirituale, di cui prima o poi sentirà la mancanza.
Dialoghi convincenti e credibili determinano spesso la buona riuscita di un film o di un’opera teatrale.
“Una risata vi seppellirà” è una frase di difficile attribuzione (secondo alcuni la pronunciò per primo Bakunin), divenuta celebre soprattutto negli anni Settanta, quando diventò uno dei motti del movimento del ’77.
E alla fine Pereira ebbe uno scatto d’orgoglio, frutto di una coscienza risvegliata da incontri fortuiti e scossa da un brutale assassinio, e scrisse un articolo, il suo ultimo articolo, per denunciare i pestaggi e gli omicidi della polizia politica del regime di Salazar.
Se leggo “pensiero magico”, lo strumento fantastico utilizzato spesso dai bambini per rifugiarsi in un mondo altro, da appassionato di narrativa mi viene spontaneo pensare al realismo magico di alcuni scrittori latinoamericani molto noti, da Gabriel García Márquez a Jorge Luis Borges, da Isabel Allende a Julio Cortázar.