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La parola, nei contesti della cura, non può essere ridotta a un semplice veicolo di informazioni. Essa è, viceversa, un atto che costruisce significati, orienta comportamenti, genera fiducia o distanza, apre possibilità o produce ferite.
La parola, nei contesti della cura, non può essere ridotta a un semplice veicolo di informazioni. Essa è, viceversa, un atto che costruisce significati, orienta comportamenti, genera fiducia o distanza, apre possibilità o produce ferite.
Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia evolve alla velocità della luce: dai primi computer desktop al mondo odierno guidato dall’intelligenza artificiale, l’innovazione sta ridefinendo ruoli, opportunità, vincoli e rischi.
La sanità sta vivendo una metamorfosi profonda: le soluzioni digitali, considerate per decenni semplici “strumenti aggiuntivi”, oggi rappresentano il primo motore di un cambiamento che investe ogni aspetto dell’ecosistema salute.
Nel campo della formazione per l’innovazione in salute è sempre più diffuso l’utilizzo di metodiche dialogiche per migliorare la qualità dei servizi forniti e l’umanizzazione dell’assistenza.
La poesia è molto più di un esercizio di rappresentazione di una nuvola o un paesaggio marino: è uno sforzo umanistico che incoraggia la precisione, l’innovazione e, soprattutto, l’empatia.
Il concetto di leggerezza, analizzato da Italo Calvino nelle sue Lezioni americane, offre uno spunto prezioso per esaminare l’esperienza umana sotto diversi punti di vista, inclusi quelli medico-sanitario e psicologico.
Il concetto di danno è ampio e “trasformista”: può essere riferito alle persone, all’ambiente, alle cose, ma sempre, direttamente o indirettamente, impatta sugli individui e sulla collettività in maniera talvolta irreversibile.
Cura i pensieri, diventeranno parole. Cura le tue parole, diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni, diventeranno abitudini. Cura le tue abitudini perchè diventeranno il tuo carattere. Cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo, diventiamo. Margaret Thatche
In ambito sanitario esistono soluzioni innovative per creare situazioni in cui il bias inconscio si può non sviluppare promuovendo così contesti e modalità interculturali in cui, persone di diverse etnie o provenienti da diversi ambienti sociali e culturali, possono mescolarsi come i colori in un arcobaleno.
Il 2023 è l’Anno Europeo delle Skills. Lo ha annunciato la presidente dell’UE Ursula von der Leyen, con l’invito a concentrarsi sulle competenze dei lavoratori: per la digitalizzazione, per una risposta efficace alla crisi climatica, per la ripresa post-pandemia e per ristabilire i valori europei minacciati dai conflitti internazionali.
In ambito psicologico, il pensiero magico è definito come la tendenza ad attribuire nessi causali ad eventi non relazionati tra loro secondo quanto attualmente si conosce delle leggi naturali.
In un periodo storico di globalizzazione, dove l’individuo sembra poter raggiungere virtualmente l’altro angolo del mondo e chiunque, in qualsiasi momento, mentre il senso di solitudine e isolamento invade, in misura diversa, il vissuto di ciascuno, parlare di partecipazione sembra un ossimoro.
L’esperienza della solitudine è altamente soggettiva: un individuo può essere solo senza sentirsi solo e può sentirsi solo anche quando è con altre persone.
Dal punto di vista antropologico, la bellezza corporea tende ad essere collegata a rituali di tipo sociale e a ideali spesso dibattuti e/o criticati.
La salute è la ricchezza più grande, e l’Europa è il continente che vanta il primato per i sistemi sanitari migliori del mondo. La pandemia Covid-19 ha messo a dura prova la nostra resilienza, dimostrando come la trasformazione digitale fosse un elemento essenziale della sostenibilità e dell’equità della sanità pubblica.
L’esistenza di una relazione tra alimentazione e stato di salute non è certo una novità.
In questo articolo abbiamo voluto sottolineare che le differenze biologiche fra l’uomo e la donna si esprimono in comportamenti modellati dall’interazione sociale nei vari periodi storici e in latitudini diverse.
La pandemia da Covid-19 attualmente in corso ci ha dimostrato che le malattie non hanno confini: geografici, sociali, culturali, etnici, evidenziando che non esistono soluzioni semplici a sfide così complesse.
…anche le più drammatiche e le più infelici delle città hanno sempre qualcosa di buono. Quel qualcosa dobbiamo però scoprirlo e alimentarlo. Così avremo città migliori. Italo Calvino
“Nonostante la continuità dell’individualità personale, gran parte della nostra vita di mortali vi sembrerebbe inizialmente un sogno vago e indistinto.” (ll Libro di Urantia)
Secondo il report del World Economic Forum The Future of Jobs siamo ormai arrivati alla Quarta Rivoluzione Industriale o Industria 4.0. Questa è l’epoca dell’intelligenza artificiale, della robotica e della biotecnologia che porteranno a cambiare anche i lavori, le competenze necessarie e il sistema di recruitment delle risorse umane, alla ricerca di persone con skills sempre più specifiche per posizioni nuove, ancora magari inesistenti ma che si vanno già delineando.
La salute umana e quella ambientale costituiscono un binomio indissolubile. Il futuro dipende dalla nostra capacità di collegare economia, ambiente, fabbisogni dei cittadini e responsabilità sociale in maniera circolare, per ridurre l’impatto delle nostre attività sulla natura e capitalizzare al contempo su risorse, storia e cultura locali.
La fragilità si esprime attraverso un insieme di esigenze che variano a seconda dell’età, del sesso, della condizione di salute specifica, e può trasformarsi in disabilità.
La comunicazione è rilevante per ogni aspetto della salute e del benessere, ed assume carattere prioritario nell’implementazione di strategie efficaci rivolte alla prevenzione delle malattie,
I livelli crescenti di disuguaglianze di salute in Europa sono tra i determinanti principali del divario nell’aspettativa di vita media, ed impattano l’impiego ed il ruolo della famiglia all’interno della società.