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«Quando l’amore finisce non finisce mai per una ragione precisa o per un trauma forte...
Critico cinematografico
Direttore Artistico da quattro edizioni del Mitreo Film Festival Giornalista, scrive per Left, Transform Italia e altre testate nazionali. Opinionista per Radio Marte e altri network radiofonici .Inviato per le principali Rassegne nazionali, Presentatore ufficiale dell’Altrove Film Festival e Capua il Luogo della Lingua.
Curatore per Tempi Moderni, collabora con l’Archivio Storico Istituto Luce Cinecittà e l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.
Ha tenuto una serie di lezioni sui lungometraggi campani al Liceo Artistico Sabatini Menna di Salerno.
E’ in uscita con alcuni saggi sul Cinema e un libro di Narrativa.
Nell’ultimo periodo ha intervistato Saverio Costanzo, Edoardo De Angelis, Elena Sofia Ricci, Anna Pavignano, Daria Bignardi, Diego De Silva, Roberto Cotroneo, Carolina Rosi, Gabriella Pession, Giacomo Ferrara, Gianfranco Gallo, Simona Sparaco, Cristina Donadio, Claudio Gubitosi, Lucia Ocone, Luca Gallone, Angelo Curti, Pina Turco, Andrea D’Ambrosio, Enzo Avitabile, Domenico De Masi, Piero Sorrentino, Anna Rita Vitolo, Mimmo Borrelli, Massimiliano Rossi, Giancarlo Cattaneo, Maurizio Rossato, Yvonne De Rosa, Franco Ricciardi, Sandro Bonvissuto, Alessio Forgione, Gennaro Apicella, Stefano Veneruso, Paolo Siani, Gaetano Daniele, Pupi e Antonio Avati, Mariolina Venezia, Mogol, Andrea Sannino, Franco 126, Luca Gallone, Tony Laudadio, Agostino Ferrente e Jesus Garces Lambert.
«Quando l’amore finisce non finisce mai per una ragione precisa o per un trauma forte...
Gianni Solla è uno scrittore di successo. Il suo ultimo libro, Il ladro di quaderni edito da Einaudi, è tradotto in dodici lingue che farebbero tredici con la lingua madre.
Francesco Della Calce intervista Lorenzo Marone
C’è una bella parola: niente. Non pensare a niente. Pensa al clown che piange nella vasca da bagno, mentre il caffè gli gocciola sulle pantofole.
Premessa necessaria. La cura nel Cinema d’autore è stata rappresentata da tantissime opere di grande impatto.
«Io non volevo solo partecipare alla feste, volevo avere il potere di farle fallire».
Jonathan Safran Foer alla fine del romanzo autobiografico d’esordio (trasposto al cinema con gli occhi spalancati di Elijah Wood) si porta a casa una scatola di ricordi chiamata “casomai”.1, 2
Truffaut non ha motivo di far mentire Depardieu al cospetto della Deneuve. Del resto, con lei anche Belmondo qualche anno prima ci rimaneva “adorabilmente” secco. , Mastroianni, per esempio, quando s’avvicina alla Ekberg nella Fontana di Trevi prova a lambirle il viso.