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Ci sono esistenze che scorrono come una sequenza di eventi, e altre che si fermano a interrogarsi sul senso di ciò che accade, ad avvolgersi su sé stesse, a indagarsi in profondità.
Manager didattico e ricercatore Media Education Politecnico di Milano.
Si divide tra il lavoro come Manager didattico delle Scuole di Ingegneria e quello come ricercatore presso il laboratorio HOC, in entrambi i casi al Politecnico di Milano. Si occupa di nuove tecnologie per la didattica, di e-Learning e di storytelling, cercando di conciliare le sue passioni: la didattica e la tecnologia. La sua terza passione sono gli insegnanti appassionati, che lottano quotidianamente per il cambiamento della scuola. Nato nel 1974 a Saronno, avendo mamma veneta e papà abruzzese, crede nella mescolanza. Si è laureato in filosofia con una tesi ipermediale sul gioco e in seguito in media education con una tesi sulla Flipped Classroom. Ha molte passioni, dalla cucina ai viaggi, dalla musica alla corsa, ma quella a cui non saprebbe rinunciare per alcun motivo è la lettura.
Ci sono esistenze che scorrono come una sequenza di eventi, e altre che si fermano a interrogarsi sul senso di ciò che accade, ad avvolgersi su sé stesse, a indagarsi in profondità.
Quando ho scoperto quale sarebbe stato il tema di questo numero di Orione, la nostalgia, ho provato due sensazioni contrastanti.
Quando ho saputo che il filo conduttore del nuovo numero di Orione era Metamorfosi, da appassionato lettore non ho potuto evitare di pensare a Gregor Samsa e a quella terribile mattina in cui si risveglia da sonni inquieti avendo completamente mutato la propria natura.
Da buon laureato in filosofia, innamorato del logos e dell’origine del pensiero occidentale come lo conosciamo oggi, della sua storia millenaria,
Voglio iniziare con una confessione, così da sgomberare immediatamente il campo da ogni possibile equivoco: pur ritenendomi, probabilmente a torto, un intellettuale, anche se di mestiere io abbia finito per fare altro, ho un grosso problema con la poesia, in particolare quella contemporanea.
Un’amica in questi giorni mi ha inviato un messaggio con una bellissima frase di Italo Calvino sul tema della leggerezza, frase tratta dalle Lezioni Americane, dove possiamo leggere: «Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore».
La riflessione che voglio portare ai lettori di Orione nasce da una domanda che negli ultimi tempi si sta facendo per me sempre più urgente, una domanda che non solo mi sembra priva di risposta, ma che addirittura mette in dubbio sé stessa e la necessità di porsela.
Nonostante la mia oramai remota laurea in Filosofia, per anni mi sono rifiutato di leggere la Filosofia contemporanea: la sensazione che in quest’epoca i pensatori si fossero troppo allontanati dalla realtà, che si rifiutassero di occuparsi dei problemi che ci affliggono, che prediligessero un atteggiamento distaccato e da turris eburnea, caratterizzato dal pensiero che finisce per avvolgersi su sé stesso, senza essere realmente utile alla società e agli altri, ermetico e incomprensibile, mi rendeva impossibile continuare a perseguire quella che è sempre stata la mia grande passione.
Il popolare motto decoubertiano, che da oltre cento anni riscuote fortuna a tutti i livelli sportivi, assume un gusto particolarmente interessante quando viene declinato tra quelle fasce della popolazione che potremmo chiamare i non-più-giovani, categoria di cui faccio parte appieno da almeno 20 anni.
I due anni di restrizioni che abbiamo appena trascorso, qualcosa cui nessuno di noi era preparato e che forse mai ci saremmo aspettati di dover vivere hanno lasciato solchi profondi, praticamente a chiunque: in molti hanno perso qualcuno cui volevano bene, un grande numero di persone ha dovuto reinventarsi un lavoro o ha attraversato momenti professionalmente stressanti, sicuramente tutti abbiamo toccato da vicino la solitudine.
Sono una persona estremamente razionale, anzi direi di più, sono razionalista.
Vi siete mai chiesti perché alcune delle aziende più ricche e potenti del mondo ci offrano servizi di enorme valore completamente gratis? Riuscite a immaginare un mondo senza Google Maps, giusto per fare un esempio? Molti di noi, a iniziare da me, risponderebbero a gran voce: «assolutamente no!» e sarebbero senza alcun dubbio disponibili a investire una quota mensile — come già faccio per esempio per la musica — anche per avere a disposizione le mappe del mondo sempre aggiornate e dettagliate e tutta l’intelligenza artificiale a esse collegate (il traffico, la strada alternativa migliore, la possibilità di condividere la posizione in tempo reale, e molte altre info).
Un po’ di tempo fa ho partecipato — presso l’Università in cui lavoro — a una tavola rotonda in cui parlavamo di active learning, quel vasto campo di tecniche e strumenti teorici e pratici che mirano a mettere al centro lo studente, coinvolgendolo in misura maggiore e più attivamente nel processo di insegnamento-apprendimento.
Se mi chiedessero chi sono i supereroi contemporanei, non esiterei neppure un secondo a rispondere: «gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, che in Italia (ma in realtà nel mondo!) sovrintendono a un ruolo che ha davvero del sovrumano, ovvero provare a formare, possibilmente appassionandole, le nuove generazioni».
Il concetto di abitare è molto ampio, e si presta a designare non solo il luogo in cui si svolge la nostra vita privata, ma anche — in senso lato tutti i luoghi in cui accade la nostra vita pubblica.
Una delle attività più affascinanti in cui ci si può imbattere, quando ci si occupa di media education, ovvero di educazione non tanto con i media o ai media, ma attraverso i media, è l’attività di realizzazione di video, ovvero il racconto di storie tramite immagini e suoni.
Negli ultimi anni il rapporto tra tecnologia e letteratura è cambiato in maniera radicale, in particolare grazie alla diffusione sempre più capillare di strumenti hardware che consentono la lettura di libri elettronici -ebook, o come loro principale prerogativa, o tra le altre possibili attività.