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Sud, l'Italia che non c'è - recensione - orione

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Sud, l’Italia che non c’è

10 Luglio 2019
Non è frequente imbattersi in un libretto agile, documentato e ben scritto come Sud, l’Italia che non c’è di Raffaele Cimmino e Tonino Scala. Senza appesantire un tema che è oggetto di una vasta pubblicistica, i due autori rivendicano in primo luogo la necessità di riflettere ancora sul Sud.
Sud, l'Italia che non c'è - recensione - orione

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Sud, l’Italia che non c’è

10 Luglio 2019
Non è frequente imbattersi in un libretto agile, documentato e ben scritto come Sud, l’Italia che non c’è di Raffaele Cimmino e Tonino Scala. Senza appesantire un tema che è oggetto di una vasta pubblicistica, i due autori rivendicano in primo luogo la necessità di riflettere ancora sul Sud.

Si avverte chiaramente l’urgenza di esprimere un punto di vista autonomo alla luce della riforma in corso del Regionalismo differenziato, che si considera una scelta grave in grado di arrecare molti danni alle regioni meridionali sia sul piano economico che su quello sociale. Il volume ha l’indubbio merito di non limitarsi alle vicende recenti ma di offrire una panoramica sintetica che mette alla luce tutte le problematiche legate alla condizione del Mezzogiorno fin dai tempi dell’unificazione nazionale. Con un rapido eppure saliente excursus sono messi alla luce i limiti e le contraddizioni sia politiche che sociali del processo di unità nazionale. Sottolineando i costi per le popolazioni meridionali ma senza mai indulgere al facile vittimismo e indicando il preciso percorso dei processi storici. Interessante è la ricostruzione del disegno politico di un grande meridionalista come Francesco Saverio Nitti che pensò all’integrazione delle regioni meridionali sulla base di un processo di industrializzazione. A questo disegno si devono in effetti i primi grandi insediamenti industriali al Sud che hanno segnato positivamente per decenni l’economia meridionale. Con un’analisi ben documentata, che non soffre della sintesi, si evidenzia come il divario meridionale non sia dovuto alle tare delle popolazioni del Sud né a una condizione naturale ma è stato causata da scelte politiche e da condizionamenti storici le cui conseguenze si sono scaricate sul popolo del Mezzogiorno. Passando per i decenni successivi dell’800 fino al dopoguerra e poi agli anni recenti la disamina è chiara e precisa. Si ricordano i numeri importanti dell’emigrazione che ha deprivato il Sud delle forze migliori esattamente come sta avvenendo negli ultimi anni quando migliaia di giovani scolarizzati e formati ogni anno abbandonano le regioni meridionali per trovare una prospettiva di lavoro. Va detto che il libro propone un punto di vista chiaro. D’altra parte i due autori non nascondono la loro appartenenza politica e portano la loro esperienza diretta e le conoscenze tra le pagine del loro lavoro. In particolare la denuncia sulla proposta di regionalismo differenziato appare molto efficace e chiara nel denunciare un tentativo di quasi secessione, “secessione dei ricchi” è infatti definita il disegno che parte dal referendum tenutosi in Lombardia e Veneto. Forte è la denuncia dell’influenza leghista sulle decisioni politiche negli ultimi anni e dell’egemonia di un partito del Nord trasversale agli schieramenti. In generale, gli autori non hanno remora a denunciare l’abbandono consapevole del Mezzogiorno per la mancanza di politiche adeguate. Sarebbe poco generoso definire Sud, l’Italia che non c’è solo come un testo politico. Il libro appare ben documentato e ricostruisce passaggi storici importanti anche con l’aiuto di dati che esemplificano le tesi sostenute. Sostiene un punto di vista che può essere o meno condiviso ma sicuramente offre spunti di riflessione importanti rivelandosi interessante quanto i titoli che stanno avendo fortuna editoriale. Una lettura godibile per chi voglia saperne qualcosa di più sulle vicende passate e presenti del Mezzogiorno da un punto di vista originale e stimolante. L’unico appunto al libro va rivolto alla mancanza di una maggiore cura dell’editing. Pur in veste grafica gradevole la natura di instant book e la rapidità della stesura si evince dai refusi ancora presenti. Un peccato veniale che sicuramente sarà risolto con il prossimo auspicabile lavoro.

per citare questo articolo

Laura Della Monica:

Sud, l’Italia che non c’è,

n. 17 - Madre terra,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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