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Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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Dittatura di un pensiero soffice

8 Maggio 2023
È volto in alto il mio sguardo tremante, bussola di una preghiera urlata in mente unico modo di ovattare il fracasso del mondo circostante.
Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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Dittatura di un pensiero soffice

8 Maggio 2023
È volto in alto il mio sguardo tremante, bussola di una preghiera urlata in mente unico modo di ovattare il fracasso del mondo circostante.

Tra i tanti scenari a mia disposizione avevo scelto quello dell’incertezza dimenticando l’unica cosa costante della mia armatura universitaria: un bradipo di peluche, oracolo di rassicurazione. Per giustificare il misfatto, la parte razionale mi suggerisce che, essendo l’esserino pieno di fiocchi di cotone e non di risposte, poco sarebbe servito al superamento dell’esame stesso. Entro in aula e dopo tre ore ecco il risultato: esame non passato per colpa di un bradipo. L’altra faccia della medaglia del pensiero magico è la convinzione fittizia di non poter procedere in assenza di artefatto o rituale. Che male fa una persona che crede in una forza soprannaturale? O che se non tocca tre volte il letto la giornata va male? Credo fermamente che sia un mezzo potente per la scoperta di sé stessi e del mondo circostante. Perché la prima persona trova serenità in una preghiera e l’altra vivrà la giornata molto meglio. Da bambini, tutti abbiamo fronteggiato l’inaspettato e le nuove emozioni con il pensiero magico: un filtro fatto di fantasia e favole che proietta il bisogno di un mondo interiore colorato su quello esterno, fatto di regole che poco si conoscono imposte da bambi un po’ più adulti. Affrontare la paura della notte con la coperta preferita aiuta all’autogestione delle emozioni come credere ai supereroi aiuta a migliorarsi. Il bambino può arrivare a pensare di poter cambiare il mondo grazie alla fede assoluta dell’onnipotenza del pensiero come direbbe Freud. Il magico e il sovrannaturale ci difende dall’idea di essere fragili e con un limite. L’uomo primitivo, secondo Frazer, si vestiva di pelle animale per assorbirne le caratteristiche poiché nell’uomo razionale è radicato in maniera ancestrale l’idea di incompletezza e fragilità. Con il primitivo, condividiamo la stessa coscienza e morale ma partiamo da premesse logico-razionali nella traduzione del mondo diverse.

Il pensiero magico è una forma di interpretazione slegata dalla realtà circostante e se disegnata bene è ossigeno menti eccellenti mongolfiere tra mille idee. Per i primi antropologi, la magia è un’aberrazione intellettuale priva di logica della scienza imperfetta tipica di una mente primitiva incapace di vedere nessi causali. Malinowski Bronislaw afferma che difficilmente l’uomo riesce a rinunciare a una rassicurazione della vita. Nell’incertezza degli affetti, del lavoro e del futuro troviamo rassicurazione nella magia, un’incertezza controllata che ci concediamo. È un punto di riposo dalle regole del mondo, l’azione non ha senso farla ma si la si esegue perché non ha un costo vero e proprio. In un mondo quasi completamente denudato dalla sua naturale complessità e coperto di euristiche, l’uomo ha bisogno di creare un metaverso fatto di pseudoscienza e formule magiche ripercorrendo una realtà arcaica che pone fede nell’irrazionale immaginario. La società va veloce e ogni cosa quasi perde di significato per quanto repentinamente viene trasferito il valore a un’altra. Ciò che resta è il valore che poniamo alle azioni che compiamo quando siamo soli. È nella società fluida attuale che l’immaginazione è ciò che ci lega allo spirito futuro di cambiamento. Facciamo o pensiamo qualcosa ora in nome dell’atemporaneità e veridicità degli effetti.

L’ansia della comprensione di un bambino attraverso il pensiero magico è padre dell’ansia del controllo della fuga della piena conoscenza razionale. Si crea il punto fisso dell’immobilità nella ritualizzazione di un pensiero illogico in cui ci si può riparare quando si è stanchi dell’evoluzione. Essere creativi nel pensiero magico determina la genialità del pensiero logico. La creazione di scenari alternativi ci toglie la responsabilità degli eventi concreti e la delusione di poter conoscere e prevedere tutto. L’immaginazione quasi ostenta pazzia e il pensiero magico ne è maschera. Un bambino che non pensa in modo magico sarà un adulto non all’allenato al pensiero scientifico volto alla scoperta. Il pensiero magico è la chiave entropica della scienza. La magia del pensiero continua a sopravvivere nell’adulto poiché strettamente legato all’esperienza che valida una connessione tra immaginazione ed effetto nel reale. Jung indica l’energia del pensiero magico come innovatrice che ci permette di connettere esperienze differenti e lontane alla ricerca di significati più profondi. È un dovere alimentare la parte magica del nostro pensare a esperienze dolorose e sul senso della vita, per esempio, oppure disegnare scenari magici e creativi. Se credere in Dio è irrazionale, lo è ancora di più pensare che si possa estirpare il pensiero magico dalla quotidianità. Alcuni studiosi sostengono che l’assenza di pensiero magico porta all’incapacità di provare piacere quindi al disturbo psichiatrico dell’anedonia. Un pensiero magico ci rende forti e più presenti a noi stessi, posti all’accettazione del non programmato. Come me e quell’esame a cui ho attribuito la bocciatura alla mancanza di fortuna. Abbi fede in qualcosa che pensi forse non esiste. L’esame l’ho passato. Ovviamente con l’aiuto di un pensiero soffice. 

PER APPROFONDIRE

Sigmund Freud: Totem e tabù — Bollati Boringhieri — 2011 

Carl Gustav Jung: Psicologia dell’inconscio — Bollati Boringhieri — 2012 

per citare questo articolo

Anna Lambiase:

Dittatura di un pensiero soffice,

n. 28 - Pensiero magico,

maggio-agosto 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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