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Da qualche anno siamo soliti osservare un ritorno alla foto color seppia.
Arteterapeuta, paper artist, poeta
Da qualche anno siamo soliti osservare un ritorno alla foto color seppia.
Non so se si possa parlare di livelli di intensità riguardo al concetto di metamorfosi, ma l’esperienza avuta con Alicia durante il percorso di arteterapia è equivalsa all’aver ottenuto molto più che una trasformazione o un cambiamento: penso sia stata una vera metamorfosi.
Niki ha cinque anni e mezzo, frequenta l’asilo ed è ritenuto un bambino problematico pur non avendo alcuna diagnosi di ritardo mentale.
Tra i miei libri di poesia ho ritrovato una scatola rettangolare di cartone sul cui coperchio, nella parte alta, spicca la scritta POETI FUORISTRADA e, più in basso, oltre ad alcuni versi di Ernesto Cardenal, la dicitura A MEMORIA.
Uno degli effetti dell’arte, in particolar modo del fare arte, è indubbiamente quello di scavare, tirar fuori e quindi di alleggerire i pesi, gli stati d’animo che la vita riserva.
Che l’arte, mettendo in atto processi di cambiamento e trasformazione, sia riparatrice è ormai appurato.
Dalla fine degli anni Novanta anche in Italia si è iniziato a parlare di “Poesia Terapia”, assegnando così alla poesia stessa, come a ogni altra arte, un profondo valore terapeutico.
Sono un’arteterapeuta clinica e, ogni giorno, mi trovo a dialogare con le persone attraverso materiali artistici e colori.