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Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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Dal pensiero al realismo magico

8 Maggio 2023
Se leggo “pensiero magico”, lo strumento fantastico utilizzato spesso dai bambini per rifugiarsi in un mondo altro, da appassionato di narrativa mi viene spontaneo pensare al realismo magico di alcuni scrittori latinoamericani molto noti, da Gabriel García Márquez a Jorge Luis Borges, da Isabel Allende a Julio Cortázar.
Orione 28 - Pensiero magico - Dettaglio di copertina. Illustrazione di Bruna Pallante: Omaggio a Vinicio Capossela

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Dal pensiero al realismo magico

8 Maggio 2023
Se leggo “pensiero magico”, lo strumento fantastico utilizzato spesso dai bambini per rifugiarsi in un mondo altro, da appassionato di narrativa mi viene spontaneo pensare al realismo magico di alcuni scrittori latinoamericani molto noti, da Gabriel García Márquez a Jorge Luis Borges, da Isabel Allende a Julio Cortázar.

La definizione, in realtà, viene usata per la prima volta non da un critico letterario, ma da un critico d’arte, il tedesco Franz Roh, che con l’espressione Magischer Realismus vuole connotare una corrente artistica che si afferma nell’ambito della pittura. Siamo negli anni Venti, la stessa epoca in cui nasce anche il Surrealismo, il movimento artistico parente stretto del realismo magico. Avete presente i quadri di René Magritte? Sì, proprio quelli in cui piovono omini dal cielo o galleggiano sospese nell’aria enormi rocce. Ad agevolare il passaggio dalla tela al foglio di carta, sono per primi due scrittori non molto letti in Italia: il cubano Alejo Carpentier e il guatemalteco Miguel Ángel Asturias. Prima di Márquez, dunque. E prima di Borges. Ma c’è davvero un nesso tra il pensiero e il realismo magico, o è solo una forzatura? Il nesso c’è, ne sono convinto. Così come un bambino si rifugia, grazie al pensiero magico, in una realtà tutta sua in cui possono accadere fenomeni fantastici e non spiegabili, allo stesso modo gli scrittori latinoamericani si rifugiano nel realismo magico per manipolare la realtà, per trovare riparo in una dimensione onirica, per sfuggire a quel groviglio di inquietudini e contraddizioni che ha caratterizzato il Novecento. Una dimensione altra in cui lenire il dolore, in cui cercare la bellezza — la magia — della vita. Leggendo il nome di Márquez, viene spontaneo pensare al suo romanzo più famoso: Cent’anni di solitudine. Eppure, c’è una sua raccolta, Dodici racconti raminghi, che forse ci aiuta a comprendere meglio l’autore. In particolare, il racconto La santa. È ambientato a Roma tra personaggi verosimili o addirittura reali, tra i quali spunta il regista Cesare Zavattini, maestro di Márquez quando lo scrittore naturalizzato messicano studiò cinema nella nostra capitale. Ma ad affascinare il lettore, a intenerirlo, è un personaggio inventato: Margarito Duarte, un uomo mite che va in giro con una custodia di violoncello che però non contiene uno strumento musicale. Nella custodia c’è sua figlia, morta piccolina, il cui corpo è rimasto intatto. E per questo Margarito è a Roma: vuole incontrare il Papa perché riconosca quel miracolo e dichiari santa la sua bimba.

In questo racconto c’è tutta la poetica di Márquez e l’essenza più profonda del realismo magico. Da una parte c’è la realtà: Zavattini, la scuola di cinema, Papa Luciani, una Roma che sta cambiando. Dall’altra c’è l’elemento magico: un corpo incorrotto nonostante la morte. Il protagonista si rifugia in un sogno — in una missione, in una dimensione altra — proprio per dare un senso al suo dolore. Per lenirlo. Per addolcire l’amarezza profonda della vita. Fantasticare dunque fa bene. Leggere autori del fantastico, ancora di più. È impossibile non amare gli scrittori che hanno la forza, grazie al loro pensiero magico, di pensare l’impensabile: da Franz Kafka, che trasforma Gregor Samsa in un enorme scarafaggio di cui la famiglia si vergogna, a Dino Buzzati, che immagina un soldato morto che va a casa della madre per l’ultimo saluto coprendosi la ferita letale con un mantello. Sì, Buzzati. Perché nel filone del realismo magico possiamo annoverare anche scrittori italiani, da Massimo Bontempelli a Tommaso Landolfi. Però sono due i connazionali che quest’anno meritano più di altri di essere ricordati, perché nel 2023 si celebrano anniversari importanti: Italo Calvino (centenario della nascita) e Guido Morselli (cinquantenario della morte). Oggi più che mai varrebbe la pena leggere, o rileggere, Il visconte dimezzato, il pensiero magico in cui Calvino si rifugia per accettare la propria incompletezza: «Ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo». Lo sforzo del protagonista, Medardo, è lo sforzo che tutti dovremmo compiere: per non soffrire più delle nostre imperfezioni, per non giudicare le incompiutezze altrui, e per essere in ogni istante consapevoli che in tutti noi albergano il bene e il male. E quest’anno varrebbe la pena leggere, o rileggere, anche Guido Morselli, a cui Calvino rifiutò la pubblicazione di un romanzo, Il comunista. Grazie proprio al suo pensiero magico, ovvero grazie alla sua capacità/necessità di rifugiarsi in un mondo altro, Morselli ha saputo pensare l’impensabile. Nel romanzo Roma senza papa, scritto nel 1966, immagina un pontificato a tempo, con un papa che lascia il Vaticano e si trasferisce a Zagarolo, e anticipa di decenni persino l’intelligenza artificiale, o l’Alexa dei nostri giorni: l’analyzer, che studia il contenuto di opere che poi viene immagazzinato in “enunciatori elettronici” che diventano così capaci di interloquire tra loro. 

In un altro romanzo, Morselli prende un tema antico, già sviluppato da Giacomo Leopardi nel Dialogo di un Folletto e di uno Gnomo delle Operette morali, e lo trasforma in un libro assolutamente originale. In Dissipatio H.G., scritto poco prima di morire, il genere umano scompare all’improvviso, come evaporato, mentre sul pianeta terra resta un solo testimone, il protagonista senza nome del romanzo. L’uomo, nella sua superbia, pensa che il mondo sia stato creato a suo uso e consumo. Che la scomparsa dell’umanità coincida con la fine del mondo. E invece, scrive Leopardi, «ora che sono tutti spariti, la terra non sente che le manchi nulla, e i fiumi non sono stanchi di correre». E invece, scrive Morselli, «il mondo non è mai stato così vivo, come oggi che una certa razza di bipedi ha smesso di frequentarlo. Non è mai stato così pulito, luccicante, allegro».  Più o meno, quello che è accaduto all’inizio della pandemia, quando persino il fiume Sarno, il corso d’acqua più inquinato d’Europa, scorreva di nuovo limpido. E forse felice. Nessuno gli pubblicò nulla quando era in vita, non soltanto Calvino. Morselli si suicidò a Varese il 31 luglio 1973, circa due mesi dopo l’ennesimo rifiuto di un editore. Forse era troppo avanti, per il suo tempo. E poi era fuori dai circoli letterari, era un tipo troppo solitario. Ma per fortuna i suoi romanzi non solo non sono andati perduti, ma sono stati tutti pubblicati postumi, da Adelphi, e sono diventati libri di culto. Dissipatio H.G. è stato elogiato a inizio 2021 persino dal New Yorker, una delle riviste letterarie più autorevoli al mondo. A dimostrazione che il pensiero magico può risultare ostico, incomprensibile o inattuale. Può farci sentire degli alieni, può somigliare alla follia. Ma quasi sempre ci offre un riparo, un guscio, un rifugio. E in qualche caso trasforma la vita, o la morte, in magia. Nel caso delle opere di Morselli, in un miracolo.

BIBLIOGRAFIA

Gabriel García Márquez: Dodici racconti raminghi – Mondadori – 2018

Italo Calvino: Il visconte dimezzato – Oscar Mondadori – 2002

Dino Buzzati: Sessanta racconti – Mondadori – 2016

Franz Kafka: La metamorfosi – RCS – 2002

Guido Morselli: Dissipatio H.G. — Adelphi – 2012 

Guido Morselli: Roma senza papa – Adelphi – 1992 

Giacomo Leopardi: Operette morali – BUR – 2008 

per citare questo articolo

Roberto Ritondale:

Dal pensiero al realismo magico,

n. 28 - Pensiero magico,

maggio-agosto 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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