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Fratelli, sorelle

14 Febbraio 2024
Le relazioni tra fratelli e sorelle sono da sempre al centro della ricerca psicologica in quanto considerate elementi che strutturano le modalità relazionali di ogni persona.

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Fratelli, sorelle

14 Febbraio 2024
Le relazioni tra fratelli e sorelle sono da sempre al centro della ricerca psicologica in quanto considerate elementi che strutturano le modalità relazionali di ogni persona.

Già a partire dagli  studi classici di Bowlby (1969) sull’attaccamento del bambino, il legame fraterno è considerato una fonte di supporto emotivo a cui rivolgersi non solo in caso di conflittualità genitoriale, ma anche durante tutto l’arco della propria vita. La relazione di attaccamento tra fratelli e sorelle, simile a quella genitore-bambino, può compensare le insufficienze delle cure genitoriali e, al tempo stesso, essere fonte di forti emozioni come la rabbia, la gelosia, la tristezza e la vergogna. Le ricerche psicologiche più attuali si sono concentrate anche su un aspetto più peculiare del tema, ovvero sui vissuti emotivi dei fratelli e delle sorelle di persone con disabilità. Nella letteratura scientifica italiana degli ultimi anni, il termine siblings viene utilizzato per indicare in maniera specifica i fratelli e le sorelle di bambini con disabilità, mentre la traduzione letterale della parola sarebbe semplicemente “fratello/sorella”. Questa sovrapposizione di significati fa intuire la complessità e la delicatezza dell’argomento nel quale diversi interrogativi si intrecciano tra loro: come fanno i siblings a condividere le proprie difficoltà emotive? In che modo vivono il clima familiare a volte polarizzato dalla cura del fratello/sorella con disabilità? Quale approccio relazionale e educativo dovrebbero utilizzare i genitori? Nonostante l’impossibilità di generalizzare l’esperienza soggettiva di ogni fratellanza/sorellanza, gli studi qualitativi e quantitativi ci permettono di evidenziare alcuni vissuti emotivi ricorrenti di chi nasce e cresce al fianco di una persona con cui da un lato ci si identifica, in ragione del legame familiare, ma dall’altro si cerca (e si deve elaborare) una differenziazione dalle atipicità, disabilità e sofferenze del proprio fratello/sorella. Un esempio: l’immedesimazione con il fratello può far nascere sia la paura di condividere la stessa disabilità, sia un senso di colpa per le difficoltà dell’altro vissute come conseguenze di propri pensieri o azioni. Il senso di colpa può alimentare un’eccessiva responsabilizzazione, ovvero può portare a diventare bambini iperadattati che preferiscono nascondere le proprie emozioni contrastanti, pur di non creare ulteriori preoccupazioni alla famiglia. Inoltre, la colpa può essere collegata anche a un pensiero dicotomico (io sì/lui no) e al conflitto tra la vergogna e il bene che si prova per l’altro. Sono, infatti, ricorrenti anche marcate sensazioni di vergogna, di imbarazzo e di esclusione: si può pensare che la propria famiglia sia marchiata dalla disabilità, sentirsi imbarazzati per i comportamenti inadeguati del proprio familiare o per le domande curiose di coetanei e amici.

Un’altra emozione molto difficile da esprimere per le sorelle e i fratelli di persone con disabilità è la rabbia non solo per il tempo, le energie e gli investimenti che i genitori richiedono all’altro, ma anche per una mancata legittimazione sociale e individuale a provare e condividere pensieri ed emozioni negativi nei confronti di chi ha una disabilità. Va da sé che per “legittimazione sociale” non si intende una giustificazione delle discriminazioni: al contrario, è un invito a riflettere proprio sul modo in cui a volte sia proprio un divieto morale a priori, proveniente dalla famiglia e dalla società, a rendere più dolorosa l’elaborazione soggettiva e collettiva degli aspetti negativi delle nostre emozioni e comportamenti. Tornando ai vissuti psicologici, altre due sfumature emotive che ritornano spesso nell’ascolto e nella presa in carico dei siblings sono l’ansia e la preoccupazione per il futuro. La prima può derivare da una richiesta genitoriale implicita a riscattarsi dal “fallimento” vissuto con l’altro figlio o da un’inclinazione spontanea a essere molto esigenti con sé stessi e con la propria realizzazione sociale. Il timore per il futuro è centrato sulle preoccupazioni per che cosa accadrà quando i genitori non potranno prendersi più cura del fratello/sorella con disabilità: fin da piccoli, possono esserci aspettative e fantasie su come dovranno curare l’altro a livello fisico, emotivo ed economico. È necessario che tutte queste emozioni vengano comprese, espresse e accolte dai genitori e dal proprio sistema sociale in maniera tale da evitare che diventino un ulteriore sofferenza per tutti. In conclusione, è proprio dalla differenza terminologica (evidenziata sopra) tra siblings e fratelli/sorelle di persone con disabilità, o meglio dalla necessità di utilizzare una parola straniera per descrivere le emozioni di chi ha un fratello o una sorella con disabilità, che si può partire per un’ultima riflessione: la differenza linguistica e la necessità di trovare altri termini sembra quasi rispecchiare una differenza nella cura di chi ha una disabilità e dei loro fratelli o sorelle. In altre parole, la priorità e l’emergenza per il figlio disabile non sempre sono le cause che impediscono ai fratelli e alle sorelle di condividere le proprie difficoltà emotive. Questi ultimi hanno il desiderio di essere ascoltati in tutti i loro bisogni inespressi ed è per questo che la cura migliore per loro è provare a fargli vivere, esprimere e significare tutti i vissuti e le emozioni, anche negative, legate al proprio percorso di crescita. Sarebbe auspicabile che si realizzino sempre più servizi di ascolto e sostegno psicologico dedicati proprio ai fratelli e alle sorelle di persone con disabilità, al fine di individuare precocemente difficoltà emotive che i fratelli e le sorelle possono sperimentare lungo tutto il loro percorso di crescita.

BIBLIOGRAFIA

John Bowlby: Attaccamento e perdita. Vol. 1: L’attaccamento alla madre  Bollati Boringhieri — 1969 

Anna Ciccotti: I “bisogni speciali” dei siblings: il vissuto psicologico dei fratelli di ragazzi autistici nel contesto familiare — Rivista di Psicoterapia Relazionale — FrancoAngeli — 2021 

Massimiliano Sommantico: Il fraterno in psicoanalisi e nella ricerca psicologica — Psicoterapia e Scienze Umane — FrancoAngeli — 2018

per citare questo articolo

Paolo Landi:

Fratelli, sorelle,

n. 30 - La cura,

gennaio-aprile 2024

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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