La metamorfosi, in letteratura o in mitologia, è la trasformazione di un essere o di un oggetto inanimato in un altro di forma e natura differente, generalmente dopo una magia o un intervento soprannaturale e divino. Sovente i vari personaggi anelano alla trasformazione per raggiungere un obiettivo; a volte invece la trasformazione è frutto di una punizione. Le più celebri sono le metamorfosi narrate nella mitologia greca: assistiamo alla trasformazione di Zeus in cigno o a quella in alloro di Dafne, e ancora alle metamorfosi di Aracne, Narciso, Adone e a moltissime altre. Anche la letteratura, più o meno moderna, riporta esempi di metamorfosi. Pensiamo a Pinocchio, al dottor Jeckyll e Mister Hyde, a Gregor Samsa, al signor Kespesh, ad Albus Silente — la lista potrebbe continuare per molte pagine. In zoologia, si assiste a metamorfosi con molte specie animali, tra le più celebri senza dubbio le farfalle e le rane. Anche in botanica molte specie modificano la propria natura, basti pensare al ciclo di vita che trasforma un seme in un frutto — che al suo interno conterrà a sua volta di nuovo i semi e così via. Per estensione, in senso figurato, si parla di metamorfosi ogni qual volta si assiste a un grande e radicale cambiamento, nell’aspetto, nel carattere, nella condotta, nell’atteggiamento morale o spirituale di una persona. Consideriamo l’aspetto della metamorfosi non come semplice cambiamento ma come un processo di transizione più ampio e complesso. In questo numero chiediamo ad autori e autrici di raccontare ai lettori di Orione una metamorfosi per loro significativa, in base al proprio campo di interesse o di competenza.