Orione
Orione è la rivista culturale della Fondazione Sinapsi, poliedrica e intraprendente. L’obiettivo principale è quello di promuovere la cultura delle diversità, dando voce a quel sociale che troppo spesso rimane sommerso. È importante impegnarsi per abbattere barriere architettoniche e di accesso alla conoscenza per garantire a tutte le persone lo stesso diritto di accesso agli spazi e ai contenuti, ma non è quello il nostro lavoro. Noi vogliamo lavorare sull’abbattimento delle barriere mentali, per far sì che l’incontro con l’Altro sia un momento di scambio e di condivisione, senza pietismi o particolari accorgimenti. Siamo contrari al politicamente corretto ma favorevoli all’uguaglianza sostanziale – e non formale – tra gli individui. Di conseguenza viviamo nella tutela della fragilità, opportunità unica per mostrare la vera essenza delle persone e proteggere l’Umano che è in ognuno di noi.
|
Immaginate di passeggiare nelle sale di una pinacoteca storica in cui siano esposti i più celebri ritratti femminili dell’arte occidentale.
|
Esiste una parola, nel lessico più antico della nostra tradizione pittorica, che racchiude in sé un mistero teologico e una pratica artigianale: incarnato.
|
Già nel primo secolo dopo Cristo Plinio il Vecchio, filosofo, naturalista e scrittore, riporta nomi di pittrici greche come Kalipso, Timarete e molte altre.
|
Per tanto, troppo tempo, la storia della fotografia è stata narrata principalmente attraverso una lente maschile, un codice visivo standardizzato che ha confinato la donna al ruolo di musa o di soggetto passivo.
|
La mina vagante se ne è andata. Così mi chiamavate pensando che non vi sentissi. Ma le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani. Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti
|
«Voi donne siete più… e se dicevo siete meno?»