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Orione 29 - Colore - Omaggio a Vincent Van Gogh, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio di copertina

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Armocromie innovative

4 Settembre 2023
In ambito sanitario esistono soluzioni innovative per creare situazioni in cui il bias inconscio si può non sviluppare promuovendo così contesti e modalità interculturali in cui, persone di diverse etnie o provenienti da diversi ambienti sociali e culturali, possono mescolarsi come i colori in un arcobaleno.
Orione 29 - Colore - Omaggio a Vincent Van Gogh, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio di copertina

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Armocromie innovative

4 Settembre 2023
In ambito sanitario esistono soluzioni innovative per creare situazioni in cui il bias inconscio si può non sviluppare promuovendo così contesti e modalità interculturali in cui, persone di diverse etnie o provenienti da diversi ambienti sociali e culturali, possono mescolarsi come i colori in un arcobaleno.

PREMESSA

Maddalena Illario e Sara Diamare 

La psicologa Jennifer Eberhard, studiando la cognizione sociale, pone il focus della sua ricerca sul bias inconscio che Massimo Grassi del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università Padova definisce: ≪Un giudizio che viene formulato prima di vedere qualcosa, e che fa sì che ciò che si osserva assuma un altro significato in base alle conoscenze di cui si è già in possesso. Questa conoscenza pregressa, in altre parole, guida la nostra percezione≫.

In situazioni confuse e nell’ambito della relazione con l’altro, la conoscenza a priori ci aiuta, ma può far entrare in gioco pregiudizi e/o stereotipi anche di tipo razziale, come il colore della pelle. In questo articolo oltre a descrivere alcune caratteristiche dei colori che influenzano le scelte anche in campo sanitario, proponiamo soluzioni innovative per smorzare lo stereotipo, ovvero come creare situazioni in cui il bias inconscio si può non sviluppare, promuovendo viceversa contesti e modalità interculturali in cui, persone di diverse etnie o provenienti da diversi ambienti sociali e culturali, possano mescolarsi armonicamente come i colori in un arcobaleno. Fin dalla metà dell’Ottocento sono state infatti studiate perfino le armonie cromatiche che caratterizzano i connotati fisici di una persona e ne definiscono le tonalità che più le si addicono. L’individuazione di un gruppo tonale migliorativo risulta all’avanguardia nella moda grazie a influencer che hanno fatto di questa disciplina un’attività seria e sfaccettata, che attraversa in modo trasversale anche tutti gli ambiti della comunicazione sociale, come il marketing, la politica e nello specifico quella sanitaria. 

POPOLI E COLORI: IL SIMBOLISMO DEL COLORE 

Donatella Tramontano  

Che straordinaria meraviglia i colori! I colori ci circondano, elementi principali attraverso i quali distinguiamo le cose nel mondo. Immaginare un mondo senza colori? Impossibile. Il nostro cervello vede il colore una frazione di secondo prima di distinguere la forma. Il colore dirige lo sguardo, evoca emozioni, comunica significato. Nel tempo ha acquistato significati simbolici che rappresentano l’evoluzione culturale delle nostre associazioni psicologiche con il colore. Cultura, tradizioni, mitologia, religione, storia, ma anche ambiente naturale, hanno influenzato il significato dei colori tanto che ognuno di loro può avere significati diversi, anche contrastanti da cultura a cultura. La varietà del simbolismo dei colori è sconfinata e affascinante, anche se ci sono alcune associazioni universalmente condivise in una vasta gamma di culture. Indipendentemente dall’etnia, dalla religione o dalle convinzioni personali, il rosso, il colore del sangue, è la vita, il blu è il cielo e il mare, il verde gli alberi e la vegetazione, il bianco la neve e i ghiacciai. Nel tempo, queste associazioni si sono evolute fino a comprendere i valori culturali. Anche se per la sua storica associazione con il sangue, il rosso rappresenta violenza, aggressività, passione, impulso, sensualità e romanticismo, ci sono variazioni culturali per il rosso che si discostano da questa narrativa. La maggior parte delle culture asiatiche associa il rosso alla fortuna, alla lunga vita e alla felicità. Le spose indossano abiti rossi per garantire un matrimonio felice in Cina mentre in India per simboleggiare la purezza, l’amore, la bellezza, la ricchezza e il potere. L’arancione, nella cultura occidentale, simboleggia l’autunno e il raccolto, ma nel Sud est asiatico è sacralità e spiritualità, con i monaci che indossano abiti zafferano per comunicare il loro impegno per la pietà. Il giallo è il colore più visibile dello spettro ed è il primo colore che l’occhio umano nota. Nella cultura occidentale il giallo simboleggia il sole e l’ottimismo, ma anche avidità, doppiezza, invidia e gelosia. In Cina è la regalità, in onore del primo imperatore, l’Imperatore Giallo, in Polinesia è considerato il colore dell’essenza divina. In Messico, il giallo è la vita e la morte insieme, un’associazione ereditata dalla cultura Maya. Il verde simboleggia la crescita, la nuova vita, la natura e la speranza in numerose culture. Tuttavia, nel mondo occidentale, il verde è spesso collegato alla malattia ma è anche il colore della gelosia, della magia e dell’inganno. Il verde è anche il colore tradizionale dell’Islam. In Occidente il bianco rappresenta la perfezione, la purezza e il nuovo. Al contrario, nella maggior parte delle culture orientali, il bianco indica morte, lutto, infelicità e sfortuna. Il bianco ha un significato per molte religioni, il papa veste di bianco e i pellegrini musulmani indossano l’Ihram, un abito bianco per significare che davanti a Dio tutti sono uguali.

E il nero? Tutti i colori dell’arcobaleno si sono mescolati insieme, trasformandosi nel colore della notte, dell’oscurità e delle ombre. Il nero simboleggia la morte e il mistero nella società occidentale. Al contrario, in altre culture, rappresenta buona salute, prosperità o il mistero e l’energia femminile. E non si può dimenticare che la moda contemporanea ha rivoluzionato il significato del nero, oggi nero è chic! Il colore è una forma di comunicazione non verbale con cui possiamo trasmettere idee, sentimenti ed emozioni. Conoscere il simbolismo dei colori può essere una chiave di lettura per conoscere, comprendere e rispettare gli altri.

SIGNIFICATO PSICOLOGICO DEL COLORE E DEL COLORARE 

Sara Diamare, Valentina Busiello, Emilia D’Anna

Artisti e letterati hanno definito variamente i colori e le sfumature tanto da ergerli a simbolo di opere di pittori famosi come il giallo dei girasoli di Van Gogh, l’oro di Klimt o il blu dei quadri di Kandinsky. Rousseau li considerava addirittura il linguaggio dell’anima universale. L’effetto dei colori sulla mente è stato ampiamente studiato: in particolare Carl Gustav Jung si è interessato alle proprietà e ai significati dei colori e all’uso dell’arte nella psicoterapia. Egli associò i colori all’introversione o all’estroversione e ai tipi psicologici con le loro funzioni dominanti: razionali come il pensiero e il sentimento, espressione di valutazioni mentali e affettive, o percettive, come sensazione e intuizione che procedono per ciò che il presente lascia presagire. Così l’azzurro, colore del cielo, è associato al pensiero, il rosso, il colore del sangue e della passione, al sentimento; il giallo, colore della luce e dell’oro, all’intuizione; il verde, colore della natura e della crescita, alla sensazione. Jung avanzò l’ipotesi che la preferenza individuale per determinati colori abbia corrispondenze con le funzioni che caratterizzano il proprio tipo psicologico. Anche Lüscher si interessò alla psicologia dei colori, creando un test con 7 tavole di colori, in 23 tonalità differenti, verso le quali si esprimono preferenze e rifiuti per dedurre lo stato psichico e fisiologico. Il colore ha assunto poi un valore importante nelle strategie di marketing per l’effetto che ha sui possibili acquirenti. Nei social media infatti il colore blu è spesso presente, come nel logo di Facebook, Twitter, Skype e in molti altri, poiché è associato alla calma, alla stabilità e alla produttività e lo ritroviamo anche nello scudetto del Napoli. Rossella Migliaccio, nell’articolo Perché il colore del Napoli è l’azzurro per alfemminile.com, ne spiega bene il motivo. La psicologia del colore ha influenzato anche il rebranding di alcuni grossi marchi come McDonald’s: il passaggio dal rosso, associato al pericolo, al verde, ha permesso alla popolazione di percepire la catena di fast food come più sana rispetto a 20 anni fa. Anche la Street Art ha avuto il merito di rebrandizzare alcune zone abbandonate, per esempio i murales a Napoli rappresentano una rivalsa della creatività dei colori sul grigiore silenzioso dei palazzi. Nelle strutture sanitarie, i colori possono essere scelti per rassicurare e infondere tranquillità: negli ospedali pediatrici l’uso di colori appropriati alle pareti ha reso gli ambienti più a misura di bambino per impattare positivamente sulla percezione della malattia e sulla relazione con l’operatore. Durante il periodo della pandemia da Covid l’uso delle mascherine ha rafforzato l’idea che lo sguardo, nelle relazioni interpersonali, resta il  canale primario.L’arte terapia, l’attività specifica del colorare, ha poi una funzione espressiva, quella di lasciare uscire le emozioni problematiche, in un contesto relazionale protetto, ovvero con un arteterapeuta formato ad hoc, in un percorso di conoscenza profonda di sé. Se con la pratica, ormai di moda, del coloring book possiamo sperimentare la possibilità di lasciare fuori lo stress, in quanto colorare nei margini della forma proposta dal book, si focalizza l’attenzione fluida sul compito senza ansia da prestazione, con l’arteterapia si possono trovare anche strategie per affrontare lo stress in maniera funzionale. A tal proposito, il metodo di arteterapia EEICC© (Esperienza Estetica Incarnata Creativa Consapevole)  – che propone l’incarnazione gestuale di specifiche opere d’arte, con le loro luci e colori – lascia emergere, in un’esperienza creativa e tras-formativa unica, una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni nella relazione con l’altro. Tale esperienza, adottata anche in percorsi on line con operatori sanitari, ha offerto un sostegno psicologico durante il periodo pandemico da Covid per gestire adeguatamente il forte carico emozionale e vedere le situazioni da una prospettiva diversa. 

IL TEMPO DEL COLORE AGITO

Daniela Morante 

Giallo, come lo spazio di accoglienza in un istituto penitenziario: nel grigio cemento un’oasi per centinaia di bambini in visita parentale.

Rosso, come lo spruzzo a siringa lanciato sul foglio dai bambini ospedalizzati o come lo slancio di una pennellata simile a uno schiaffo dei ragazzi ai padri detenuti: «Guardami sono qui!».

Nero, come la negazione della vita stessa, emerge e annulla ogni cosa nelle crisi di ansia e di sfiducia di ogni persona e in ogni contesto.

Rosa, come il colore dell’amore filiale delle bambine: case dipinte e innumerevoli cuori.

Blu, come la decompressione, la leggerezza del pensiero libero, l’evasione dal quotidiano e lo spazio per i desideri.

Arancione, come la voglia di ricominciare, rosso passione e sangue impastato con il giallo gioioso.

Il colore descrive mondi e nel disagio di luoghi grevi – ospedali, carceri o scuole disagiate – permette di instaurare relazioni nutrienti. Da secoli gli artisti hanno proposto, con segno e colore, una visione della realtà personale che, aprendo le porte a un sentire comune, va ben oltre l’oggetto rappresentato. Singolari sono le tecniche con le quali dialogano i colori: a puntini o macchie per gli impressionisti, sfilacciati e a trattini per Van Gogh, acquosi e delicati per Paul Klee, sinfonici per Kandinskij, pastosi per De Chirico e così via, fino ad arrivare all’espressione astratta che, abbandonando il disegno, con i colori in accostamento o sovrapposizione, eleva la composizione su altri piani percettivi: intensi o impercettibili, caldi o freddi, stridenti o complementari, brillanti o cupi. Ne nasce un linguaggio. La visione ne percepisce una vastissima gamma, un atlante: ogni colore sollecita un pensiero e con esso un sentimento, un’emozione. È l’inizio di un viaggio. Quando è difficile verbalizzare, il percorso di un disegno crea un racconto. Poche sono le regole, non si ha bisogno di abilità pittoriche: dipingere è un’attività accessibile a tutti, rivendica la creatività come bisogno primario. Il racconto spontaneo si snoda così sul bianco di un foglio, fissa una mappa, man mano si percepisce il flusso di coscienza che diventa immagine, riaffiorano memorie, paure, dubbi, nodi da sciogliere, la parola talvolta riesce poi a descrivere, insieme è come stare stesi su un prato a trovare forme nelle nuvole. Ma soprattutto nel silenzio pare si svolga una sorta di risanamento, un ordinar pensieri, si allineano nuove idee e prospettive, si sprigiona linfa vitale. Un sospiro di sollievo, un lieve sorriso sul volto suggellano ogni volta il buon esito.

LUCE E SUONO: IL BINARIO DELLE EMOZIONI

Gianluca Catuogno  

Di tanto in tanto, lancio una provocazione ai miei studenti di musica elettronica o di musicoterapia:

≪Ma la Musica, che è l’oggetto principale del vostro studio, del vostro lavoro, e della vostra passione, in fin dei conti: dove sta? dove si trova?≫ 

≪È nell’aria!≫ – rispondono i primi, cadendo nella provocazione.

≪Ma quello è soltanto uno dei mezzi attraverso il quale può propagarsi≫ gli faccio notare io.

≪È energia che attraversa lo spazio come un’onda!≫ aggiunge qualcuno rispolverando un pò di concetti appresi a scuola, ma riuscendo ugualmente a evadere la semplicità della domanda.

≪Sì, d’accordo, ma… dov’è?≫

Nessuna risposta utile…

Troppe volte diamo per scontati elementi fondamentali della nostra vita e della nostra quotidianità, o addirittura l’oggetto stesso del nostro lavoro.

La verità è che il suono (e quindi la musica) sono esperienze soggettive ed esistono soltanto nella nostra mente! Questa è una delle svariate similitudini tra luce e suono, tra colori e musica. Esse sono esperienze che avvengono all’interno della nostra mente e del nostro sistema uditivo o visivo. Entrambi sono onde che si propagano a velocità costante, attraverso un mezzo, e vengono rilevate dai nostri recettori. Tuttavia, è solo quando queste informazioni vengono elaborate dal nostro cervello che le percepiamo come suono, musica, luce e colori.

Questo non significa che essi siano fenomeni puramente immaginari. Al contrario, hanno effetti sulla nostra fisiologia e sul nostro comportamento e possono essere misurati oggettivamente.

La natura ondulatoria di questi fenomeni fa sì che questi fenomeni si comportino come onde, con proprietà come la frequenza, l’ampiezza e la lunghezza d’onda. La frequenza del suono corrisponde al tono e l’ampiezza alla sua intensità. Nella luce, la frequenza corrisponde al colore e l’ampiezza alla sua luminosità. Tuttavia, la nostra esperienza con questi fenomeni resta sempre una questione di interpretazione e percezione soggettiva, che avviene all’interno della nostra mente e del nostro sistema nervoso.

Suono e luce sono fenomeni percettivi imprescindibili della nostra vita.

Per rendercene conto, basta ragionare su quanto percepiamo come mortifera la loro assenza il silenzio e tenebre ci ricordano la morte (nero).

O, al contrario, quanto riusciamo a percepire come vitali ambienti affollati, luminosi e rumorosi (blu), o individuando spiritualmente come luogo deputato alla Vita Eterna, il Paradiso: una dimensione fatta di luce e di cori d’angeli (bianco e voci celesti). 

Quando si parla di percezione spesso ci si chiede: dove finisce il reale e dove inizia l’immaginario? Se accettiamo che ogni individuo è unico, e che unica sarà la sua percezione del mondo che lo circonda, allora non avrà più senso separarli, perché, ormai, saranno una cosa sola!

Suono, luce, musica, colori, reale e immaginario saranno allo stesso tempo veicolo e motore per sentimenti ed emozioni, muovendosi all’unisono con loro (e come loro) in una sorta di spazio tridimensionale fatto di introspezione, socialità e spiritualità.

SCEGLIERE IL CIBO ATTRAVERSO I COLORI

Annamaria Colao

Il colore ha un’influenza molto forte sulle scelte alimentari. Soprattutto per come è correlato con il gusto attraverso la presentazione dei cibi e l’attrattiva visiva che ne deriva: decisamente mangiamo prima con gli occhi! Le persone associano cibi diversi a colori diversi e i cambiamenti possono avere un effetto negativo sull’aspettativa rispetto al sapore di un determinato cibo. La storia di un alimento, la percezione sensoriale del gusto e il design dell’ambiente in cui viene offerto e consumato influiscono sulle scelte alimentari delle persone. Il mondo del gusto ha quindi  forti correlazioni con il colore ed effetti importanti sulle scelte alimentari.

I coloranti alimentari vengono utilizzati sin dal 400 a.C. e ai giorni nostri alcuni frutti vengono rivestiti di cera, tinti ed esposti sotto luci che li rendono più attraenti: il colore sicuramente influenza la nostra aspettativa di gusto. Ciascuno dei nostri sensi trasmette segnali al cervello che ci aiutano a capire la sicurezza e il sapore dei cibi e questa consapevolezza contribuisce spesso alla pubblicità ingannevole di cibi che fanno affidamento al packaging per influenzare le scelte dei consumatori puntando sulla percezione di qualità e contenuto salutare che deriva dall’immagine e dai colori utilizzati, più che dal contenuto e dal reale valore nutrizionale. Tradurre in pratica i complessi obiettivi dei piani nutrizionali è spesso un grosso ostacolo per molte persone, e una strategia di intervento per promuovere scelte alimentari sane potrebbe adottare come innesco comportamentale un pranzo colorato. Una recente ricerca ha stimolato i partecipanti a mangiare un pasto colorato utilizzando il supporto di uno smartphone, ottenendo un aumento significativo nei cibi sani consumati rispetto ai pasti tipici, proponendo pertanto una valida e semplice strategia per migliorare l’aderenza a regimi alimentari salutari quali la dieta mediterranea.  

CONCLUSIONI 

Maddalena Illario e Lisa Leonardini

I colori rappresentano una forma di comunicazione non verbale capace di veicolare idee, sentimenti ed emozioni e per questo contribuiscono a conoscere, comprendere e rispettare gli altri. Come tutte le esperienze, attraverso i sensi. I colori raggiungono la nostra mente e il nostro cuore, dove vengono elaborati e interpretati soggettivamente. Ci sono tante emozioni che i colori possono evocare, molte che provengono dalle esperienze passate o da ciò che in maniera innata riesce a toccare le corde della sensibilità di ciascun individuo. I colori possono richiamare emozioni, sensazioni e ricordi in maniera soggettiva, ma possiedono alcuni significati universali legati al loro valore simbolico. Uno studio ha dimostrato l’efficacia della cromoterapia nel contrastare le sensazioni di fatica legate alla compassione nelle infermiere impegnate in terapia intensiva, un altro ha fornito evidenze su come il colore delle pillole viene associato a un maggiore sollievo dal dolore. I colori influenzano anche le performance, ad esempio vedere il rosso prima di un esame può impattare sul risultato. Le nostre preferenze di colore, rispetto ai vestiti, ai mobili, alle auto sono influenzate dall’età e dal sesso e rappresentano una dichiarazione su come vogliamo che le altre persone ci percepiscano. Questa nostra sensibilità è collegata alla capacità dei colori di evocare determinati stati d’animo o sentimenti, ma gli effetti sono comunque soggetti a fattori personali, culturali e situazionali. Colorare il nostro mondo potrebbe essere un approccio sostenibile per influire positivamente sulla sensazione soggettiva di benessere percepito, e migliorare le relazioni interpersonali, soprattutto negli ambienti lavorativi dove le dinamiche relazionali sono complicate dalla diversità dei background culturali.

AUTORI 

Maddalena Illario

Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II

U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Azienda Ospedaliera Federico II

Sara Diamare 

U.O.C. Psicologia Clinica – ASL Napoli 1 Centro 

Emilia D’Anna 3

U.O.C. Psicologia Clinica – ASL Napoli 1 Centro 

Valentina Busiello 3

U.O.C. Psicologia Clinica – ASL Napoli 1 Centro 

Donatella Tramontano 

Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II

Anna Maria Colao 

Dipartimento di Medicina clinica e Chirurgia, Università degli Studi di Napoli Federico II

Gianluca Catuogno 

A.O.R.N. Santobono Pausilipon di Napoli; Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce

Daniela Morante 

UOC Cardiochirurgia – Azienda Ospedaliera Federico II “Laboratorio Cuore”

BIBLIOGRAFIA 

Carl Gustav Jung: Tipi Psicologici — Bollati Boringhieri — 2011 

Max Lüscher: Il test dei Colori — Astrolabio — 1976 

Sara Diamare e altri: Valutazione della qualità della relazione tra operatore sanitario e paziente/caregiver durante la pandemia da Covid-19: una review — Journal of Advanced Healthcare — 2023

Sara Diamare e altri: Umanizzazione del rapporto operatore sanitario-utente e miglioramento della qualità dei servizi — La Salute Umana — 2022

Diamare Sara e Maria Montalto: Curarsi con le immagini. Un percorso originale per accrescere la fiducia in se stessi  — Ed. Riza Scienze  — 2011

Diamare Sara e altri: Health Advocacy and Psycho-body empowerment: An effective Salutogenic Model to fight Burnout syndrome addressed to Health Managers, Health and Social Workers — Journal Of Advanced Health Care — 2021

Vittorio Gallese: Embodied simulation: From neurons to phenomenal experience — In Phenomenology and the cognitive sciences — Springer Nature — 2005

Vezio Ruggieri: L’esperienza estetica. Fondamenti psicofisiologici per un’educazione estetica — Armando Editore — 1997

Daniela Morante: Artefice di benessere — Ed. Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli — 2015

LINK UTILI 

per citare questo articolo

Pro.M.I.S.:

Armocromie innovative,

n. 29 - Colore,

settembre-dicembre 2023

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Esistono i colori in natura? Alla domanda apparentemente provocatoria si potrebbe rispondere sì e no, in quanto è il nostro cervello che, attraverso alcune cellule nervose, i fotorecettori chiamati coni, presenti nella parte più sensibile della retina (fovea) convertono alcune lunghezze d’onda dei fotoni della luce in segnali che definiamo colori.