INTRODUZIONE
a cura di Maddalena Illario
Oggi, in un mondo digitale, dove spazi condivisi consentono scambi rapidi di informazioni, le differenze sessuali rappresentano solo una traccia interessante che può sia sostenere processi di inclusione di comportamenti variegati, sia emarginare il diverso, bollandolo drammaticamente e inesorabilmente. A partire dalla consapevolezza di essere parte di una comunità che interagisce con l’ambiente di appartenenza, dobbiamo affrontare questa nuova dimensione con spirito critico, ricercando modalità equilibrate di stare insieme e di costruire il futuro dei nostri giovani. Il terzo millennio apre le porte a interrogativi a cui solo le reti di alleanza a favore della salute e dell’ambiente possono dare risposte concrete verso la co-costruzione di una nuova etica che superi le barriere generazionali e di genere.
1. IL CERVELLO MASCHILE E FEMMINILE E IL PIENO POTENZIALE DI CIASCUNO
di Sara Diamare e Arianna Glorioso
1.1 IL CERVELLO DIVISO
Lo studio del funzionamento del cervello e dei due suoi emisferi, uniti tra loro da un corpo calloso, ha permesso di capire e valorizzare gli stili e le competenze molto diversificate fra gli esseri umani attraverso l’approccio neuropsicologico che, a partire dagli assunti di Franz Josef Galles, già ai primi dell’800, postulò l’esistenza di legami funzionali tra le attività mentali e la struttura cerebrale. La distribuzione di competenze degli emisferi del cervello che non sono anatomicamente identici, detta lateralità, indica l’esistenza di attività prevalenti in un singolo emisfero cerebrale. Ricerche condotte con sofisticate attrezzature computerizzate hanno rilevato che ogni emisfero ha una sua propensione funzionale, pur collaborando tra di loro: la parte sinistra del cervello è più abile nella capacità di sviluppare operazioni logiche, linguaggio (strategie di tipo intellettivo: aritmetica, scacchi), mentre la parte destra controlla le emozioni, le capacità artistiche (musica, ballo, pittura) e la percezione spaziale (strategie di tipo creativo). L’emisfero destro è collegato alla parte sinistra del corpo e l’emisfero sinistro è collegato alla parte destra del corpo. L’emisfero destro in particolare, consente la riduzione dei riferimenti spazio-temporali, la prevalenza delle funzioni rappresentativo-emotive e l’attenzione non specifica. Grazie alle sue funzioni ricostruiamo la realtà da una piccola parte, nella sua totalità e complessità. È l’emisfero delle immagini, simbolismi e analogie, della musica e della geometria e delle ispirazioni creative. L’emisfero sinistro è invece deputato all’attenzione analitica, logica, razionale e critica e partecipa alla formulazione delle rappresentazioni semantiche, fonetiche e sintattiche del linguaggio. Esso associa l’informazione sulla base della memoria, mentre l’emisfero destro percepisce il senso del contenuto nella sua originalità e integra le nuove informazioni nella memoria.
1.2 MASCHILE E FEMMINILE
Allo stato attuale, le differenze di genere, risultano prevalentemente correlate alle differenze cerebrali, quali asimmetrie anatomiche e strutturali, a fattori genetici ed all’assetto recettoriale ed ormonale ma anche a fattori socio-economici, (svantaggio e/o basso livello socio-economico) ed al ruolo sociale. Per quanto riguarda le asimmetrie anatomiche e strutturali: il cervello dei maschi è più grande dato che contiene più liquido cefalo-rachidiano, così che con l’avanzare dell’età il cervello degli uomini si restringe più rapidamente; inoltre esso contiene più “materia bianca”, cioè un numero più elevato di prolungamenti delle cellule nervose (assoni) che collegano distanti regioni cerebrali facilitando il trasferimento di informazioni; infine, solo una regione de ipotalamo è più grande di circa il 5% nei maschi, dove sembra risiedere una attività di eccitazione sessuale più elevata rispetto alle femmine. Studi recenti hanno dimostrato che nel maschio si contano 4 milioni di cellule cerebrali in più, anche se le donne ottengono risultati del 3% superiori ai maschi ai test di intelligenza generale: il Q.I. più elevato (addirittura 228 punti) per esempio, appartiene ad una donna: Marylin Vos Savant. Premesso che la formazione della memoria e dell’intelletto nella specie umana si differenziano prevalentemente in funzione dell’ambiente socio-economico è interessante notare anche per questi aspetti alcune specificità di genere: negli uomini i ventricoli cerebrali hanno un volume più ampio e presentano una maggiore asimmetria destra-sinistra, mentre nelle donne è stato riscontrato un maggiore spessore del corpo calloso, della commissura anteriore, della corteccia frontale dorsolaterale, (che sovrintende i processi di memoria a breve termine, la programmazione e valutazione delle procedure e delle decisioni per raggiungere uno scopo); questa area è collegata con le aree limbiche, sede dell’emotività, che nella donna, a parità di stimoli, si attivano più intensamente; si può ipotizzare dunque, che per tali connessioni anatomo fisiologiche, il processo decisionale delle donne sia influenzato emotivamente in misura maggiore rispetto a quello degli uomini. Recenti studi di risonanza magnetica funzionale dimostrano inoltre che nel genere femminile è mediamente più attiva la sezione del lobo frontale del cervello che sovrintende al comportamento motorio ed alla valutazione critica. Un altro dato di gender differenza è relativo al sistema fronto-parietale di neuroni specchio (giro frontale inferiore, lobulo parietale inferiore sinistro, solco temporale superiore) che rappresentano il substrato funzionale dell’empatia e dell’apprendimento imitativo (riconosciamo le azioni, ovvero il comportamento motorio degli altri, mimandole nel nostro cervello ed in tal modo, entriamo in contatto, soffriamo o gioiamo con loro). I neuroni specchio consentono di comprendere in modo pre-dichiarativo, ovvero attraverso il linguaggio del corpo ed il comportamento motorio, le emozioni degli altri (come nel rapporto madre-neonato). I risultati delle recenti ricerche dimostrano che, a livello dei neuroni specchio, il cervello femminile ha un’elaborazione più rapida e che, nella donna, essendo coinvolte aree diverse del cervello, quali la corteccia cingolata, il sistema limbico ed il solco temporale superiore, il suo comportamento motorio ha connotazione più affettiva; mentre per l’uomo nel comportamento motorio viene coinvolta la corteccia orbitofrontale, il solco temporale superiore che imprimono una connotazione più razionale all’azione. Per quanto riguarda l’assetto recettoriale ed ormonale, un’importante differenza riscontrata tra il cervello maschile e quello femminile riguarda la sintesi, il rilascio, il metabolismo e la sensibilità recettoriale del sistema biochimico cerebrale della serotonina, tanto che alcuni studiosi denominano il sistema serotoninergico “genere-specifico”. La sintesi di serotonina, misurata attraverso la PET, è di circa il 52% superiore negli uomini rispetto alle donne; mentre l’enzima triptofano-pirolisi, che riduce i livelli di triptofano ematici, risulta iperattivo nelle donne. Questa iperattività è evidente soprattutto in età riproduttiva e si ritiene che sia strettamente legata all’influenza degli ormoni gonadici. L’ipotalamo e l’ipofisi secernono messaggeri ormonali che in seguito interagiscono diversamente nella produzione degli ormoni sia del testosterone maschile che del progesterone e degli estrogeni femminili. La competenza specifica di singole zone cerebrali, maggiormente sviluppata nell’uno o nell’altro genere è il riflesso dei differenti tempi di sviluppo dell’area cerebrale: l’emisfero destro si sviluppa nei maschi ad una velocità superiore di quello sinistro e si accresce con un maggior numero di connessioni rispetto al sinistro. Nelle femmine invece i due emisferi si sviluppano ad un ritmo uguale e dunque esse sono in grado di realizzare variegate attività. La quantità di interconnessioni fra i due emisferi, è visibile nella dimensione del corpo calloso esteso maggiormente nelle femmine: si incontrano infatti molte più femmine ambidestre rispetto ai maschi. La crescita dell’emisfero sinistro nei maschi è frenata inoltre dal testosterone che permette di sviluppare maggiormente la zona dell’emisfero destro precipua per l’abilità spaziale e per l’attivazione di specifici impulsi motori per le reazioni istantanee. Infondere però nei maschi il ritmo, è più difficile che nelle donne, più abili invece a controllare la velocità del movimento; la musica piuttosto, sviluppa negli uomini la sensibilità per le coreografie. Nelle gambe delle donne vi è inoltre, un numero di fasci muscolari bianchi, inferiore a quello degli uomini, fondamentali per l’impulso motorio utile allo scatto necessario in alcuni sport prevalentemente maschili. La struttura cerebrale femminile permette inoltre di usufruire di una relazione visiva periferica il 45% superiore a quella maschile, dispone infatti di un software cerebrale che le consente una visuale di almeno 45° per ogni lato di orientamento: alto, basso, destra, sinistra, nonché al di sopra e al di sotto del naso e può raggiungere quasi 180°. Le donne hanno una percezione visiva quindi più ampia, anche se meno profonda rispetto ai maschi, possono vedere nel buio, riescono a percepire segnali di disagio, di sofferenza, di espressione e comportamenti meglio del maschio. Gli occhi della donna hanno spesso una superficie bianca superiore a quella dei maschi e quindi inviano e ricevono un numero maggiore di segnali nella comunicazione interpersonale. La capacità verbale di comunicazione è in effetti normalmente più completa nel genere femminile per una migliore integrazione tra pensiero ed emotività che potenzia i processi di intuizione; mentre la maggiore sequenzialità del pensiero maschile può essere favorita dallo sviluppo più organizzato della “materia bianca”. Anche nell’invecchiamento cerebrale sono stati riportati differenze gender specifiche: la perdita di volume cerebrale correlata all’età nella donna è maggiore a livello dell’ippocampo e del lobo parietale, mentre nell’uomo sembrerebbe interessare in toto tutto il cervello. Vi sono ugualmente differenze per quanto riguarda il flusso ematico cerebrale, che nelle donne è più veloce in età riproduttiva, per ridursi in menopausa, e aumentare con la terapia sostitutiva ormonale; con l’avanzare dell’età le donne presentano un maggiore decremento nel talamo e nell’ippocampo e una minore asimmetria destra-sinistra. Negli uomini, invece, con l’avanzare dell’età vi è un maggiore decremento a sinistra, in particolare nel lobo parietale e nell’area di Broca.
1.3 QUALI SONO LE COMPETENZE RELAZIONALI LEGATE AL MASCHILE ED AL FEMMINILE?
Fattori genetici, strutturali, ormonali, culturali e sociali interagiscono tra loro e orientano differenze e complementarietà per modalità di raggiungimento dell’obiettivo assai diverse tra un genere e l’altro. Anche la realizzazione personale è spesso una cosa diversa per uomini e donne. L’uomo la associa alla competenza, all’efficienza e agli obiettivi raggiunti: rivestono importanza la condizione sociale, il rango, lo status, la professione, il prestigio, le proprietà e i beni materiali. L’identità maschile si forma in larga misura grazie cioè, alla capacità di ottenere risultati concreti. Un uomo attribuisce molto valore al farcela da solo a raggiungere un obiettivo, perché è un modo per aumentare la stima di sé. Per la donna invece la realizzazione personale dipende molto dalle relazioni che instaura, sia nell’ambiente familiare che nel lavoro. La donna costruisce la propria identità a partire dalla qualità delle relazioni che riesce ad instaurare, dalla comunicazione, comprensione e sostegno agli altri. I rapporti assumono un valore centrale perché nello scambio empatico si sente realizzata. Studi recenti sulla corteccia anteriore, quartier generale sia dell’autocontrollo e della pazienza, ma anche dell’ansia e dello stress, ci fanno comprendere i motivi per cui la donna può percepire alcuni inconvenienti relazionali che investono la sfera emotiva come vissuti catastrofici, mentre nell’uomo, invece, soltanto un pericolo fisico può provocare tali reazioni. Le donne ricordano gli eventi della loro vita ed intuiscono le emozioni degli altri molto meglio degli uomini, grazie a un maggior sviluppo dell’ippocampo. Anche la capacità verbale è normalmente più rapida e completa e la migliore integrazione tra pensiero ed emotività potenzia i processi di intuizione. I programmi riproduttivi dei due sessi che riguardano aspetti quali il meccanismo di scelta del partner, il desiderio di miglioramento e conservazione della specie, il diverso legame con i figli è correlato alle differenze di genere. La scelta di un partner per il genere femminile, implica un processo decisionale, in gran parte inconscio, condizionato da milioni di anni di evoluzione, che mirano alla protezione della prole e al miglioramento della specie anche in donne non possono o non vogliono avere figli. Il legame biologico naturale che si instaura tra madre e figlio è associato, nello specifico, alla funzione dell’ossitocina, ormone che viene secreto dalle ghiandole della neuroipofisi nell’ipotalamo in particolare durante il parto e con l’allattamento, che svolge un ruolo importante nelle relazioni sociali e sentimentali, pertanto detto l’ormone dell’amore. Le differenze tra uomo e donna nel comportamento sessuale si delineano già dalla fase del desiderio. L’uomo spesso ha un comportamento di disponibilità ai rapporti sessuali meno influenzato rispetto alla donna da stati d’animo e fattori psicologici relazionali. Egli vive una piena gratificazione fisica e mentale dopo un rapporto sessuale soddisfacente, mentre la donna non si sente soddisfatta se il contatto emotivo col partner è scarso o assente. La donna vive la sessualità come una dimensione più affettiva ed il desiderio è rappresentato dall’intimità emotiva. È interessante però imparare ad usare i modi possibili di essere umani che vanno a tratteggiare caratteristiche maschili e femminili presenti in entrambi i generi, cogliendone aspetti essenziali e suggestivi senza ridurre a modelli stereotipati il nostro modo di essere, per vivere in maniera piena e autentica. La tendenza dei geni a determinare funzioni cerebrali differenziate per genere sessuale consente dunque comportamenti sociali complementari ma può modificarsi in base alle influenze socio-culturali generando variegate formule e modalità di essere. Nel flusso della vita odierna identificare un proprio orientamento sessuale, un proprio modo di stare in coppia, un proprio modo di gestire la comunicazione e di relazionarsi con l’ambiente, lungi dal definire una forma statica diviene infine una sfida individuale ed intelligente di adattamento, nel corso della propria esistenza, a un ambiente mutevole.
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AUTORI
Maddalena Illario
Dipartimento Sanità Pubblica; U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Università degli Studi di Napoli, Azienda Ospedaliera Federico II
Vincenzo De Luca
U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Azienda Ospedaliera Federico II
Sara Diamare
U.O.C. Qualità e Umanizzazione – ASL Napoli 1 Centro
Arianna Glorioso
U.O.C. Qualità e Umanizzazione – ASL Napoli 1 Centro
Keoma Colapietro
Dipartimento delle fragilità – ASL CasertaGiovanni Tramontano
U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Azienda Ospedaliera Federico II
e il Gruppo ProMIS-Campania:
Antonello Belli
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “A. Cardarelli”
Santolo Cozzolino
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “A. Cardarelli”
Antonio della Vecchia
Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona
Maria Femiano
ASL Napoli 2 Nord
Francesca Fiadone
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “A. Cardarelli”
Antonio Froncillo
Azienda Ospedaliera G. Rummo
Maria Galdi
ASL Napoli 3 Sud
Anna Galdieri
Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli
Katia Giova
Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli
Erni Guarino
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “A. Cardarelli”
Raffaele Iandolo
ASL Napoli 1 Centro
Carmine Lauriello
ASL Caserta
Alberto Lombardi
ASL Benevento
Alessandro Manzoni
IRCCS Fondazione “G. Pascale”
Anna Marro
ASL Avellino
Maila Luigia Mazzone
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono Pausilipon
Federica Minaci
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono Pausilipon
Emilio Morgevi
Azienda Ospedaliera “Rummo”
Pierluigi Pappalardo
ASL Salerno
Maria Teresa Prizio
Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati
Tommaso Sgueglia
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “Sant’Anna e San Sebastiano” Caserta
Luigi Vittori
Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Ospedali dei Colli