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La riflessione sull’importanza della parola nei processi scolastici ha riportato a galla, nella memoria, una scena della mia infanzia, che risale alla scuola elementare, quasi un fotogramma in bianco e nero:
Dirigente scolastico della Scuola Secondaria di
1° grado “G.A. Rocco” di Afragola (Napoli)
La riflessione sull’importanza della parola nei processi scolastici ha riportato a galla, nella memoria, una scena della mia infanzia, che risale alla scuola elementare, quasi un fotogramma in bianco e nero:
La nostalgia può essere definita come un profondo e struggente desiderio di tornare a vivere situazioni ed epoche ormai passate, a incontrare nuovamente persone che sono lontane o non ci sono più, a rivedere paesaggi e luoghi ormai cancellati dai cambiamenti che investono il territorio.
In ambito scolastico, il termine metamorfosi è ricorrente: accompagna lo studio della letteratura latina, con le trasformazioni di esseri umani e divinità in oggetti e animali, partecipa all’analisi di testi della letteratura italiana e straniera, commenta l’indagine sulle mutazioni nelle scienze, spiega passaggi matematici e fenomeni fisici, genera meraviglia nella scoperta di opere d’arte.
Che il dialogo sia uno strumento fondamentale per l’educazione e per la formazione delle giovani leve della società non è certo un’idea nuova ma un fatto appurato da secoli.
«Oh Capitano! Mio Capitano» basterebbe ricordare la famosa battuta tratta da L’attimo fuggente, il film di Peter Weir, magistralmente interpretato da Robin Williams, per capire l’importanza della poesia nella scuola.
I banchi di scuola sono legati, per molti di noi, a tantissimi ricordi: intense emozioni ma anche grandi ansie e paure.
In tempi recenti, il concetto di danno in ambito scolastico sembra assumere prevalentemente una connotazione giuridica ed essere quindi strettamente collegato alla nozione di responsabilità e al più ampio tema della sicurezza a scuola.
Se nell’immaginario di noi, nati negli anni sessanta, il colore viola, mescolanza di blu e rosso, fa riferimento all’omonimo libro di Alice Walker e al più famoso film di Steven Spielberg, richiamando alla mente le tematiche del razzismo e della violenza ma anche dell’inclusione attraverso l’amore, non sono molti, invece, i colori che le mie esperienze scolastiche rievocano.
In letteratura, il pensiero magico costituisce una prerogativa della mente dei bambini che, almeno fino ai sette o otto anni, riescono a sostituire i processi logici, a loro ancora sconosciuti, con meccanismi e riflessioni che si allontanano profondamente dai ragionamenti degli adulti.
Nella scuola, intesa come istituzione culturale deputata all’istruzione, in forma collettiva, dei giovani o alla formazione di individui in uno specifico settore disciplinare o professionale, sembrano essere determinanti due aspetti: il valore culturale, strettamente collegato alle sue finalità e la dimensione collettiva.
Nell’esperienza maturata nei ruoli di docente di Disegno e Storia dell’Arte e di Dirigente scolastico è emersa con forza l’importanza strategica che l’educazione alla bellezza e all’arte riveste in ambito scolastico.
Nelle aule scolastiche, l’osservazione dei comportamenti dei diversi attori della comunità educante consente di individuare varie storie di “resistenza”, tracciando così una forbice di significati abbastanza ampia, che spazia dalla resilienza davanti alle difficoltà e ai disagi legati alla quotidiana gestione di edifici e spazi inadeguati alla missione della scuola, a una strenua azione di contrasto alla dispersione, all’ignoranza, all’esclusione sociale.
Il percorso di educazione alimentare intrapreso alla Direzione Didattica Statale 1° Circolo di Pagani durante gli anni scolastici dal 2018 al 2020 ha tratto le mosse da una duplice motivazione.