Nel film, Robin Williams, che veste i panni del professore John Keating, in un collegio americano per studenti dell’alta borghesia, insegna, con metodi “innovativi” ad amare la poesia come linguaggio privilegiato per l’espressione di emozioni e sentimenti e, attraverso la conoscenza della letteratura, promuove nei ragazzi la creatività, l’autonomia di pensiero, la riflessione critica, il coraggio di lottare per i propri valori. E, al termine del film, gli studenti riconoscendo il valore dell’uomo e dell’educatore, lo salutano con i versi della poesia che ha reso famoso Walt Whitman. Nella storia della scuola italiana, lo studio della poesia ha da sempre rivestito una grandissima importanza, ma, nelle diverse fasi, è stato messo l’accento su aspetti diversi, che hanno sostanziato obiettivi cognitivi differenti. Tra questi, l’uso di far imparare agli alunni componimenti in versi a memoria ha consentito di far conoscere a tanti, spesso in età precoce, le bellissime opere di importanti scrittori (Pascoli, Gozzano, Leopardi, D’Annunzio ma anche Rodari, Piumini e altri) ma sembra che abbia contribuito anche a esercitare la memoria di tanti ragazzi e ragazze. Sicuramente, la pratica di mandare a memoria lunghe serie di versi era sottesa da un approccio “nozionistico” alla conoscenza, oggi largamente superato, anche se, in tante occasioni, quei versi ritornano a galla riportando alla mente i bellissimi temi poetici, studiati molti anni prima. Nella scuola attuale, già dalla primaria, la poesia continua ad assumere una notevole rilevanza ma l’approccio pedagogico che anima la didattica, favorendone la connotazione esperienziale e laboratoriale, oggi mette l’accento sull’importanza dell’opera poetica per i valori che sottende, per la capacità di comunicare con forza la sfera più intima di chi scrive, per il suo linguaggio, così vicino alla musica ma anche all’arte, per il grandissimo stimolo all’espressività di bambini e adolescenti e, quindi, per la capacità di solleticare la creatività dei ragazzi, perché colpisce al cuore ma, nel contempo, porta la mente a riflettere su importanti contenuti. Lo studio e la pratica della poesia consente, inoltre, di conoscere vocaboli nuovi e, a volte, poco usati nel linguaggio comune, di apprendere e di assimilare forme linguistiche e figure retoriche, di aprirsi ad orizzonti culturali sconosciuti, a paesaggi e popoli ignoti, a mondi inesplorati. Si tratta di una vera e propria educazione alla bellezza che celebra la poesia, come strumento espressivo più facilmente plasmabile, per concretizzare sentimenti ed emozioni e, per sua propria natura, più vicina alla musica, capace di lasciar emergere, con maggiore facilità, lo spirito creativo di bambini e alunni, attraverso la lettura collettiva di bellissime liriche. Anche mediante la sperimentazione di componimenti originali, spesso elaborati sulla scorta di espressioni poetiche poco usate ma molto efficaci e divertenti, come le filastrocche, o l’haiku giapponese o le “parole in libertà” della poesia futurista, consentono agli alunni di mettersi alla prova e saggiare la propria attitudine a manifestare la propria interiorità in versi. In tale prospettiva, nel contesto della didattica orientativa e laboratoriale scelta come proprio modello organizzativo, la scuola secondaria statale di 1° grado “G.A. Rocco” di Afragola, oggi confluita, insieme al 1° Circolo Didattico “G. Marconi”, nell’Istituto Comprensivo Afragola 1, già dal 2021/2022 ha inteso implementare il Concorso Letterario “Aperta … mente”, una delle iniziative mirate a favorire l’emergere di vocazioni e attitudini di alunne e alunni, nella prospettiva di una stretta sinergia tra le scuole del primo ciclo del territorio comunale. Nondimeno, il Concorso ha inteso e intende rappresentare un’opportunità per stimolare un positivo e costruttivo confronto di giovani e giovanissimi sulle abilità della scrittura, con particolare attenzione, nella seconda edizione, proprio agli strumenti espressivi della poesia, spesso meno familiari alle nuove generazioni. In occasione del riacutizzarsi del conflitto ucraino-russo, nell’annualità 2022/2023, il Concorso ha richiesto a bambini e adolescenti di confrontarsi sulla tematica della pace e sulle diverse connotazioni e sfumature che tale concetto assume nel difficile contesto internazionale attuale, sperimentando le proprie competenze letterarie attraverso la scrittura in versi. Il risultato di questa iniziativa, che ha visto il coinvolgimento di ben 179 alunne e alunni delle scuole primarie di Afragola, i componimenti, alcuni dei quali sono stati pubblicati in un volume dal titolo “Verso … la pace”, al netto degli errori di morfologia e sintassi e delle inevitabili, involontarie imitazioni di contributi già presenti in rete, hanno messo in luce la disponibilità di bambini e adolescenti a lasciar fluire immaginazione e fantasia e a dar forma a pensieri ed emozioni attraverso la musicale scrittura in versi. In relazione a ciò, se avvicinare i giovani alla poesia non sempre si configura come una facile impresa, lo studio delle liriche e le composizioni in versi potrebbero rappresentare una significativa opportunità di educazione all’affettività di bambini e ragazzi, in quanto consentono loro di esplorare le emozioni, di rimanere in contatto con il mondo interiore, di portar fuori sensazioni e sentimenti. In tale prospettiva, cogliere la suggestione proposta dal professor Keating ne L’attimo fuggente, nella scuola dell’innovazione didattica e metodologica, che mette l’alunno al centro del processo di apprendimento e gli consente di sperimentare le proprie capacità, potrebbe dar senso ad una “sfida della poesia”, lanciata ad alunne e alunni, magari in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco nel 1999 e celebrata ogni anno nel primo giorno di primavera, il 21 marzo: «scrivete il vostro verso, l’ode che vi possa rappresentare davvero, e gridatela con forza al mondo!».
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In questo numero di Orione, dedicato alla poesia, ci immergiamo in un mondo di parole che non solo emozionano, ma anche riflettono e interrogano la nostra esistenza.