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Laboratorio informatico dell’istituto comprensivo afragola 1, marconi-rocco

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Imparare insieme

5 Maggio 2025
Che il dialogo sia uno strumento fondamentale per l’educazione e per la formazione delle giovani leve della società non è certo un’idea nuova ma un fatto appurato da secoli.
Laboratorio informatico dell’istituto comprensivo afragola 1, marconi-rocco

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Imparare insieme

5 Maggio 2025
Che il dialogo sia uno strumento fondamentale per l’educazione e per la formazione delle giovani leve della società non è certo un’idea nuova ma un fatto appurato da secoli.

Nel percorso di ricerca tracciato da Socrate, il dialogo è, infatti, uno strumento utile a far affiorare valori e verità, un percorso in dolce salita che può affrontare con piacere chi “sa di non sapere”. Per il filosofo greco, portare gli adepti verso ciò che è vero non significa infatti trasferire nozioni o conoscenze ma, con la comunicazione e il confronto, con un sistema di indagine basato sul dialogo, accompagnare i discepoli alla ricerca della verità e all’educazione di sé. Dal pensiero di Socrate in poi, il pensiero filosofico e pedagogico sono attraversati dai contributi di moltissimi ricercatori che attribuiscono al dialogo il valore di strumento di confronto tra opinioni e visioni diverse ma anche il significato di mezzo per l’apprendimento, per l’approfondimento e l’introiezione della conoscenza, per la partecipazione alla vita sociale e democratica. Più in dettaglio, il valore educativo del dialogo nella letteratura e nell’esperienza pratica della scuola assume particolare significato negli approcci pedagogici e didattici che propugnano il superamento della didattica trasmissiva a favore di metodi didattici basati sulla partecipazione attiva di studenti e di alunni ai processi di acquisizione del sapere, mediante esperienze di didattica attiva e laboratoriale, basati sull’apprendimento per scoperta e sulla didattica per competenze. Nel passaggio dall’approccio cognitivista alla prospettiva costruttivista, il dialogo ha assunto, inoltre, il valore di strumento efficace e flessibile affinché tutti possano contribuire alla costruzione della conoscenza e partecipare attivamente alla vita della comunità scolastica. In tale contesto, grande importanza è rivestita dalla costruzione dei presupposti che consentono di dare vita al confronto dialogico: messa a punto del rapporto di stima e di fiducia reciproca tra discente e docente, costruzione della motivazione come leva strategica dell’apprendimento, tessitura della relazione affettiva come componente fondamentale della spinta ad apprendere.

In particolare, uno degli aspetti più importanti del dialogo educativo è stato individuato proprio nel rapporto di fiducia tra docente e discente e nella costruzione dell’autonomia e della responsabilizzazione dell’alunno, un primo passo verso la pratica quotidiana delle competenze di cittadinanza. Questo assunto è, infatti, al centro del modello organizzativo scelto dall’Istituto Comprensivo Afragola 1 “Marconi-Rocco”: la scuola è organizzata in aule laboratorio e gli alunni girano tra i diversi ambienti di apprendimento, in base a un orario compattato, in un assetto che consente loro di incontrare e salutare, nel loro percorso, i compagni di tutto l’istituto, sostenuti dalla fiducia del capo d’istituto e dei loro docenti che confidano nella loro responsabilità e maturità di comportamento. Nella prospettiva didattica ed educativa così descritta, l’insegnante lascia il suo ruolo di “trasmettitore” di contenuti, attraverso una comunicazione di tipo lineare che prevede esclusivamente lezioni di tipo frontale, per assumere il significato di “facilitatore”, guida del processo di apprendimento, una sorta di Virgilio che conduce la classe e i singoli lungo il percorso della conoscenza. In tale contesto, il docente, che assume una posizione autorevole e non autoritaria nei confronti della classe, deve esercitare le sue capacità critiche e promuovere partecipazione e condivisione del processo di costruzione della conoscenza, stimolando bambini e ragazzi alla curiosità e all’apprendimento, portarli per mano lungo i sentieri della logica ma anche spronare e allenare il loro intuito e il pensiero creativo, divergente che porta all’individuazione di soluzioni non facilmente riconoscibili. In questo contesto, un ruolo strategico è rivestito dall’ambiente di apprendimento, che non può essere uno spazio squallido o anonimo ma deve essere esteticamente curato e appagante, deve favorire l’interazione tra i diversi soggetti che operano nella comunità scolastica, deve essere funzionale all’apprendimento, in maniera accattivante. In particolare, il setting funzionale deve essere inclusivo, deve sostenere il dialogo educativo e didattico e deve prevedere configurazioni dell’aula che facilitino la relazione tra i discenti e tra questi e i docenti, con postazioni organizzate a isole per il lavoro in piccoli gruppi o con tavoli disposti ad esedra per il confronto collettivo, allietate da colori e materiali che siano di stimolo alla didattica e alla creatività e intervallate da aree destinate alla riflessione. Nel percorso/dialogo educativo, il docente, inoltre, deve offrire un ricco set di metodologie di didattica attiva, da utilizzare a seconda delle esigenze, fornire strumenti agli alunni e studenti, per promuovere la loro autonomia nella conoscenza e restituire loro continui e stimolanti feedback, che promuovano una valutazione/autovalutazione formativa, improntata al miglioramento. Con il piglio dell’affabulatore, il docente utilizza gli strumenti del teatro per trascinare gli alunni e gli studenti in una dimensione ideale per l’apprendimento, facendogli vivere situazioni ed esperienze mediante giochi di ruolo e simulazioni, avvicinandoli così, gradatamente, al loro “potenziale di sviluppo”. La costruzione di un ambiente inclusivo, che dia modo a tutti, in ragione delle proprie caratteristiche e peculiarità, di prender parte al dialogo educativo, di partecipare alla comunità di apprendimento, consente a ogni alunno e studente di contribuire alla costruzione del sapere, attraverso la comunicazione e l’interazione, nel pieno rispetto per l’altro e per le sue specificità. In tale contesto, nei processi di co-costruzione del sapere, particolare importanza esercitano le pratiche mirate ad abituare bambini e ragazzi al dialogo democratico, all’impiego corretto e disteso degli strumenti della democrazia, quali quelli della rappresentanza e della partecipazione alla vita della comunità. Dare voce ad alunni e studenti, insegnare loro le modalità e le regole per il confronto democratico, consentire la discussione, a gruppi e collettivi, sulle tematiche più rilevanti della comunità scolastica, farli partecipare attivamente alla messa a punto degli elementi fondanti della scuola (regolamento d’istituto, curricolo scolastico, piano dell’offerta formativa e simili) rappresenta un’esperienza fondamentale, un primo esercizio delle competenze di cittadinanza attiva, restituendo al dialogo e alla conversazione educativa non solo il significato di strumento di formazione e acquisizione delle competenze ma anche di opportunità di emancipazione sociale.

per citare questo articolo

Maria Grazia Silverii:

Imparare insieme,

n. 34 - Dialoghi,

maggio-agosto 2025

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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La tolleranza è la virtù che arricchisce la conoscenza reciproca, il dialogo, che dalla tolleranza dipende, è la via della convivenza. La violenza e la guerra iniziano quando cessa il dialogo. La Pace, quando incomincia il dialogo. (Gustavo Zagrebelsky)