LA FUNZIONE POETICA NELLA NOSTRA SOCIETÀ
Maddalena Ilario, Vincenzo De Luca
L’ispirazione derivante dalle poesie che ci ispirano possono guarire e portare gioia per la semplicità e la profondità delle verità che trasmettono. Secondo Rosenthal le poesie “comunicano le esperienze potenti di un intero spettro, perché ascoltano le persone con tutte le loro difficoltà”. Sia la scrittura che la lettura delle poesie possono avere un effetto catartico, e supportare le persone ad attraversare ad esempio momenti di stress post-traumatico o di burn-out, e aiutare lo sfogo emotivo. La poesia funge da eccellente strumento di liberazione e guarigione per affrontare sentimenti negativi, ed in associazione alla musica può contribuire a una diminuzione dell’intensità del dolore, e ad un aumento della speranza. Inoltre, uno studio condotto su pazienti pediatrici ospedalizzati ha rilevato che impegnarsi in esercizi di lettura e scrittura basati sulla poesia conduce ad una riduzione della paura, della tristezza, della rabbia, della preoccupazione e dell’affaticamento.La poesia ci costringe ad essere brevi e massimizzare l’impatto di ogni frase e immagine, migliorando le interazioni tra professionisti di livelli organizzativi diversi, favorendo l’empatia, fondamentale anche nell’interazione con i pazienti e con le loro vulnerabilità. La poesia quindi contribuisce al benessere bio-psico-fisico Long Life Course lungo l’intero arco della vita, e non solo accompagna l’essere umano nelle diverse fasi della sua esistenza, ma nutre l’anima con un linguaggio universale e accessibile a tutti. La poesia, in quanto espressione creativa e linguistica, ha un ruolo cruciale nel promuovere la salute sociale e mentale, riducendo le disuguaglianze e creando legami tra individui e comunità che travalicano le specificità socio-culturali locali e stimola la coesione. In questo contesto, l’Agenda 2030 dell’OMS, con i suoi obiettivi per la salute e il benessere, diventa un punto di riferimento per avvantaggiarsi del contributo della poesia all’integrazione e all’equità, supportando lo sviluppo di società inclusive e sostenibili. In un momento di profonda trasformazione dei sistemi sanitari e delle modalità di erogazione dei servizi per la salute, con l’introduzione delle soluzioni digitali e dell’intelligenza artificiale, la poesia rappresenta un pilastro irrinunciabile che ci ricorda della nostra umanità, e ci supporta nella condivisione della coscienza collettiva del mondo, per condividere gioie e dolori in uno spazio di catarsi e riflessione tutto umano.
POESIA IN TAVOLA
Anna Maria Colao, Federica Cantelli, Claudia Vetrani
Il momento del pasto è una vera e propria poesia sensoriale e culturale. Il cibo coinvolge tutti i sensi, creando un’esperienza che va oltre il semplice nutrimento, basti pensare ai colori e la disposizione dei cibi all’interno del piatto o in un buffet, che possono essere simili a una composizione, in cui l’estetica gioco un ruolo molto importante. Ogni ingrediente si può paragonare a una parola in una poesia, la loro combinazione crea significati ed emozioni e anche i sapori dei cibi evocano ricordi e sentimenti che trasformano ogni pasto in un’esperienza poetica. Il momento del pasto dovrebbe essere sempre un rito, un momento di condivisione e convivialità in cui le storie si intrecciano e le relazioni si rafforzano. E infatti la convivialità è una delle caratteristiche non alimentari presenti alla base della tradizione della dieta mediterranea, la condivisione di un pasto a tavola in compagnia di altre persone è una pratica sociale profondamente radicata nel corso dell’evoluzione umana. Da un recente studio infatti si mostra come gli aspetti meno noti della dieta mediterranea, convivialità e commensalità, possano ridurre il rischio di depressione e ansia grazie al rilascio degli ormoni della felicità e del piacere, quali ossitocina ed endorfine. Condividere un pasto invita alla conversazione e all’intimità, è un momento in cui i commensali possono raccontare storie, scambiare opinioni e creare legami, trasformando il cibo in un momento di connessione. Infine il momento del pasto invita a riflettere, a prendere consapevolezza del cibo e del suo significato, elevando l’esperienza ad un livello più profondo, in cui ci si ferma per apprezzare ciò che si sta per mangiare e riscoprire il piacere del cibo, anche quello più semplice, spesso trascurato nella frenesia della vita quotidiana.
LA POETICA DEL CORPO
Rebecca Salmoni, Serena De Simone, Sara Diamare
La poetica del corpo, intesa come linguaggio mimico e gestuale, affonda le sue radici in una comunicazione ancestrale e universale che precede la parola. Nella nostra cultura, il corpo è spesso il primo strumento espressivo, capace di trasmettere emozioni, intenzioni e stati d’animo con una potenza che le parole talvolta non riescono a eguagliare. La mimica e i gesti sono elementi centrali in questo processo, costituendo un vero e proprio linguaggio del corpo. Ogni movimento, ogni espressione facciale racconta una storia, veicolando significati e suggestioni che si insinuano nell’inconscio dell’osservatore. In particolare, la poetica del mimo esalta questa capacità del corpo di comunicare senza parole. Il mimo, infatti, utilizza un linguaggio esclusivamente corporeo, fatto di gesti stilizzati e movimenti codificati che mirano a evocare situazioni, personaggi e stati d’animo. Questa forma d’arte, risalente alla tradizione teatrale dell’antica Grecia e dell’arte di strada, trova espressione nella cultura contemporanea attraverso figure come Marcel Marceau, che ha portato il mimo a un livello di raffinatezza e profondità interpretativa straordinaria. Nella nostra società, dove l’interazione verbale è preponderante, la poetica del corpo e del mimo può apparire marginale, eppure essa continua a essere fondamentale nei contesti performativi e nelle relazioni umane. In un mondo in cui la parola domina, il corpo conserva una sua verità incontestabile: i gesti e le espressioni spesso rivelano ciò che la parola non osa dire. Attraverso la gestualità, si creano ponti empatici tra le persone, e il corpo diventa il veicolo principale di un messaggio emozionale autentico, che può trascendere le barriere linguistiche e culturali. Così, nella nostra cultura, la poetica del corpo e del mimo non rappresentano soltanto forme d’arte o espressione performativa, ma anche una riflessione sulla complessità della comunicazione umana, sulla capacità poetica del corpo di raccontare, persuadere, emozionare, e creare un linguaggio universale che tutti i popoli, nelle varie fasi della vita in qualche modo, comprendono.
POESIA, MEMORIA ED ESPRESSIONE DELLE EMOZIONI
Bianca Romano e Sara Diamare
Come il corpo ha una sua poetica che apprendiamo per imitazione, così il linguaggio verbale, veicolo della comunicazione interpersonale, si basa su apprendimento e memorizzazione. L’apprendimento segue fasi specifiche, ciascuna con processi cognitivi e neurobiologici distinti: la fase della motivazione attiva il sistema dopaminergico, rendendo l’apprendimento più efficace; nella fase di acquisizione, le informazioni vengono elaborate dall’ippocampo; mentre la fase di consolidazione trasferisce le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine, processo che avviene principalmente durante il sonno. Infine, nella fase di richiamo, le informazioni immagazzinate vengono recuperate, l’atto di ripetere e rivedere rafforza le connessioni sinaptiche. Durante il processo di memorizzazione poetica, la ripetizione attiva circuiti neuronali legati alla memoria verbale a lungo termine, principalmente l’ippocampo, che svolge un ruolo centrale nell’immagazzinamento delle informazioni. In aggiunta, la struttura ritmica e metrica della poesia stimola aree cerebrali coinvolte nella memoria procedurale: i gangli della base e il cervelletto, come dimostrato dallo studio di Frenkel-Toledo e altri (2016). La connessione emotiva che accompagna l’apprendimento delle poesie coinvolge anche il sistema limbico, con particolare attivazione dell’amigdala, responsabile della modulazione emotiva e della memoria emozionale. In particolare, studi di neuroimaging hanno dimostrato che l’apprendimento mnemonico di poesie stimola la plasticità neuronale, ossia la capacità del cervello di formare e riorganizzare le connessioni sinaptiche. L’esercizio costante della memorizzazione poetica non solo migliora la memoria a lungo termine, ma contribuisce anche a mantenere il cervello flessibile, capace di elaborare e adattarsi a nuove informazioni che richiamano il mondo emozionale del fruitore. In particolare, la ricerca di Schrott e Yaden (2021) evidenzia come l’attivazione dell’amigdala e del sistema limbico durante la memorizzazione poetica faciliti la ritenzione a lungo termine, arricchendo l’esperienza di apprendimento attraverso la componente emotiva apportata dalla poesia. Questa sinergia tra memoria e emozioni rende la memorizzazione poetica uno strumento potente per l’apprendimento e l’elaborazione emotiva. La poesia nello specifico migliora la capacità di richiamo verbale e rappresenta anche un esercizio completo che stimola creatività, concentrazione e riflessione emotiva. Recenti studi suggeriscono che l’esercizio mentale, come la memorizzazione di poesie e altre attività cognitive, stimolano la plasticità neuronale e contribuiscono a mantenere la salute cognitiva ed emotiva in età avanzata.
LA FUNZIONE SOCIALE E PSICOPEDAGOGICA DEL POETA
Aida Riccio
In una società come quella odierna che si regge sugli imperativi della velocità, della immediatezza comunicativa, la poesia diviene un importante antidoto alla vacuità delle relazioni. Giovani adulti, adolescenti e purtroppo ora anche bambini, affogano in un mondo virtuale costruito da app, giochi on line, relazioni estemporanee adesive al fenomeno del ghosting. Stiamo assistendo ad un progressivo impoverimento linguistico delle nuove generazioni che sovente arrancano nel connotare e definire il proprio mondo emozionale, anche in quanto non hanno avuto modo di esercitarsi associando parole a sentimenti ed emozioni. Le implicazioni di questo crescente fenomeno sono palesemente gravi: il non sapere dare un nome specifico a ciò che si sente e la difficoltà ad esprimersi congruentemente al contesto possono generare confusione nel soggetto stesso e difficoltà di comunicazione. Pertanto sembra opportuno attivare percorsi di educazione alla lettura anche per approfondire il proprio mondo psichico ed emotivo in relazione ai vari contesti di vita, accompagnando chi è in difficoltà ad un più preciso esame di realtà. In questi processi ci viene incontro a braccia aperte la magia, la musicalità e l’immediatezza della poesia. Gli aforismi e i componimenti poetici possono essere brevi e ritmati e in tal modo catturare l’attenzione dei giovani, ma hanno una qualità intrinseca diversa dalle forme di comunicazioni odierne perché sono pregni di connotati emozionali. Il lettore è stimolato a toccare le corde del proprio mondo interno che, ascoltato, può essere riconnesso con il proprio Sé. Sovente accade che le produzioni poetiche altrui, diano anche l’avvio a proprie produzioni, veicolando il pregio dell’espressività umana. Non possiamo non citare inoltre il valore salvifico che ha la poesia in alcuni processi di cura delle donne vittime di violenza. Il potere simbolico della parola scritta attraversa le resistenze psicologiche e oggettivizza la drammatica realtà vissuta che si palesa in tutte le sue sfaccettature e a cui, in tal modo, finalmente si può dare un nome e una collocazione. La dialettica dell’argomento caratterizza l’essere umano che nasce all’interno di relazioni e sviluppa la sua identità grazie ad una serie di rispecchiamenti con altri esseri umani: rispecchiamenti che assumono forma attraverso il potere universale della parola e colore attraverso la poesia.
FUNZIONE POETICA, INTEGRAZIONE ED EQUITÀ
Maria Triassi, Pasquale Antonio Riccio
La poesia ha da sempre svolto un ruolo fondamentale nell’integrazione e nell’equità, fungendo da strumento per esprimere emozioni, esperienze e aspirazioni comuni. Questo aspetto può essere illuminato attraverso le riflessioni di filosofi come Aristotele e Heidegger. Aristotele ne la Poetica sostiene che la poesia ha un potere catartico, cioè capace di purificare le emozioni attraverso l’arte. Questo processo permette agli individui di empatizzare con le esperienze altrui, facilitando un senso di comunità e comprensione reciproca. La poesia diventa così uno strumento per integrare diverse voci e esperienze, promuovendo l’equità attraverso la condivisione e l’ascolto. Heidegger, d’altra parte, parla della poesia come di una forma privilegiata di pensiero che ci permette di cogliere la bellezza dell’essere e il nostro luogo nel mondo. Nelle sue opere egli mette in evidenza come il linguaggio poetico possa rivelare verità nascoste sulla condizione umana. Questa rivelazione, nel contesto dell’integrazione, permette a diversi gruppi di trovare una voce comune e di riconoscere la propria dignità e uguaglianza. Non possiamo poi dimenticare come sul tema si siano cimentati poeti italiani come Alda Merini che nei suoi componimenti intrisi di emozioni intense illustra pienamente la fragilità umana e l’importanza della necessità di una comprensione reciproca. Attraverso le parole di Aristotele e Heidegger cui abbiamo fatto riferimento e quelle di tanti altri poeti possiamo notare come la poesia non solo rifletta la condizione sociale, ma possa promuovere anche la coesione e la giustizia tra gli individui. In conclusione, possiamo affermare che la poesia può essere concepita come un vero e proprio ponte tra le diverse esperienze umane, favorendo l’integrazione e l’equità. La sua capacità di evocare empatia e comprensione rende dunque la poesia un potente alleato nella lotta per un mondo più equo e inclusivo.
BIBLIOGRAFIA
Elisabetta Bernardi, Francesco Visioli: Fostering wellbeing and healthy lifestyles through conviviality and commensality: underappreciated benefits of the Mediterranean Diet — Nutrition Research, Volume 126 — 2024
Bertolucci, P. — La memoria: guida alle nostre capacità di ricordare e dimenticare — Il Mulino — 2019
Cappa, S. F. — Cervello e linguaggio — Il Mulino — 2012
Antonio R. Damasio: L’errore di Cartesio: Emozione, ragione e cervello umano — Adelphi — 2000
Étienne Decroux: Paroles sur le mime — Gallimard — 1963
Vittorio Gallese: Corpo e Azione. Il ruolo del corpo e delle emozioni nell’esperienza estetica — Laterza — 2014
Eric Kandel: Alla ricerca della memoria. La storia di una nuova scienza della mente — Codice Edizioni — 2007
Alberto Oliverio: Il cervello che impara: Neuropedagogia dall’infanzia alla vecchiaia — Giunti Editore — 2017
Giacomo Rizzolatti e Corrado Sinigaglia: So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio — Raffaello Cortina Editore — 2006
Umberto Volpe e altri: Le arti-terapie nel contesto della riabilitazione psicosociale in Italia: una rassegna critica — Psichiatria e Psicoterapia — 2016
AUTORI
Maddalena Illario
Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II
Vincenzo De Luca
U.O.S. Ricerca e Sviluppo – Azienda Ospedaliera Federico II
Annamaria Colao
Dipartimento di Endocrinologia, Università degli studi di Napoli Federico II
Federica Cantelli
Italian Centre for the Care and Well-Being of Patients with Obesity (C.I.B.O), University of Naples “Federico II”, Italy
Claudia Vetrani
UNESCO Chair on Health Education and Sustainable Development
Sara Diamare
Dirigente Psicologo Psicoterapeuta, Dipartimento Dipendenze A.S.L. Napoli 1 Centro
Bianca Romano
Dottoressa in Psicologia del lavoro. Tutor formazione A.S.L. Napoli 1 Centro
Rebecca Salmoni
Mime Comédienne, Directrice Artistique de la Compagnie Bramante Teatro, Paris
Serena De Simone
Dipartimento Sanità Pubblica, Università degli Studi di Napoli Federico II
Aida Riccio
Psicoterapeuta libero professionista, poetessa
Maria Triassi
Dipartimento ad Attività Integrata di Sanità Pubblica, Farmacoutilizzazione e Dermatologia e della U.O.C. di Igiene dell’Azienda Ospedaliera Università Federico II
Pasquale Antonio Riccio
UNESCO Chair on Health Education and Sustainable Development