La più recente storia di resistenza scolastica non è lontana nel tempo, risale agli ultimi due anni, quando l’emergenza epidemiologica ha messo a dura prova il sistema di istruzione dell’intero paese e, con esso, quello della nostra regione, lasciando, però levarsi, in ogni luogo, significativi fronti di opposizione al rischio di fermo delle attività didattiche, di interruzione dei percorsi di apprendimento, di allontanamento di alunne e alunni dal luogo della relazione e della conoscenza. In moltissime scuole, già dal 6 marzo 2019, giorno successivo alla chiusura di tutte le istituzioni italiane, con il grande contributo delle nuove tecnologie, moltissimi istituti hanno dato nuova vita digitale alle attività didattiche per proseguire il percorso iniziato coi propri alunni. Tra queste scuole, l’Istituto che dirigo da un anno, la Scuola Secondaria di 1° grado “G.A. Rocco” di Afragola, grazie a uno straordinario dirigente scolastico – il Professore Raffaele Romano – e a un validissimo corpo insegnante, ha riaperto con prontezza i battenti “telematici” e si è adoperato per garantire la prosecuzione dei percorsi di apprendimento, forte di piattaforme digitali che già da anni costituivano un utile supporto per arricchire, animare, completare e verificare le attività didattiche svolte a scuola. In realtà, si trattava di un necessario surrogato dei processi di apprendimento: la scuola in presenza è ben altro ed è molto di più, è un percorso compiuto e agito insieme, docente e discenti, che viaggiano incontro a una scoperta, è affabulare gli alunni e accompagnarli verso un obiettivo leggendo nei loro occhi la chiarezza o i dubbi, l’entusiasmo o l’oblio, le luci e le ombre del percorso compiuto insieme. Eppure, la didattica a distanza è sembrata a tutti, in quella fase storica della pandemia, la soluzione necessaria per scongiurare l’allontanamento di alunni e alunne, studentesse e studenti dalla scuola. I dirigenti scolastici, con la collaborazione del personale addetto alle segreterie amministrative, come i direttori dei servizi generali e amministrativi, gli assistenti amministrativi e i collaboratori scolastici – hanno presidiato i plessi, assicurando, a tutti coloro che ne avevano necessità, tablet e computer portatili e connessioni telematiche per la Didattica a Distanza, grazie anche ai cospicui finanziamenti statali. Nella nostra scuola, durante lo scorso anno scolastico, su una popolazione superiore ai 600 alunni, sono stati acquisiti e distribuiti circa 120 apparecchi informatici e una decina di schede per la connessione, che hanno consentito a tutti gli alunni di partecipare ai processi di apprendimento. Sono stati, inoltre, offerti un help desk, per le piccole difficoltà e un supporto tecnico per aiutare alunni e genitori nel superare i principali ostacoli nell’uso delle strumentazioni informatiche e telematiche. È stato poi organizzato, con il contributo dei Servizi Sociali del Comune, uno sportello di ascolto per chiunque, tra studenti, genitori e docenti, manifestasse disagio o malessere. Nell’ultima fase di attività in presenza dello scorso anno, da aprile a giugno, lo sportello ha registrato ben 50 utenti, che hanno chiesto di fruire del servizio per difficoltà insorte in seguito all’isolamento causato dalla pandemia, lasciando emergere numerosi disturbi e situazioni di malessere, dall’anoressia al self cutting, a molteplici difficoltà relazionali. Nondimeno, il vero fronte di resistenza, per il nostro Istituto come per moltissime scuole, è stata la dispersione scolastica: il quartiere della città di Afragola in cui la scuola opera è caratterizzato da disagio economico e sociale, da scarse possibilità occupazionali e da deprivazione culturale, con larga presenza di fenomeni di marginalità, devianza, immigrazione, forti rischi per i giovani e dal frequente allontanamento degli alunni dalla scuola. Nel corso della pandemia, durante la didattica a distanza, per la sua maggiore gravità, la dispersione è stata stimata mediante una rilevazione quindicinale, condotta in modo dettagliato sui numeri del fenomeno, ma anche sulle motivazioni, attraverso moduli digitali e frequenti comunicazioni telefoniche tra docenti, coordinatori, referente di Istituto, in stretta collaborazione coi Servizi Sociali, con le famiglie e, quando possibile, con parrocchie e associazioni, per individuare gli interventi necessari, che sono andati dal recupero delle competenze alla segnalazione al Comune e alla Procura della Repubblica. In particolare, nella Scuola “G.A. Rocco”, tale monitoraggio ha lasciato, purtroppo, emergere dati assai preoccupanti: si è arrivati, nei momenti più difficili, a registrare numerosi casi di frequenza saltuaria e l’allontanamento dai percorsi scolastici di ben 60 giovani “a rischio”, evidenziando gravi condizioni di abbandono scolastico e di povertà educativa, non per la carenza di strumenti tecnologici ma, soprattutto, per la difficoltà di esercitare “a distanza” quel presidio di cura educativa e di motivazione allo studio che la scuola normalmente pratica in presenza. Queste, quindi, le motivazioni alla base del progetto “Contrasto alla dispersione, inclusione e bisogni educativi speciali a scuola”, con il quale la comunità educante ha inteso contrastare i casi di insuccesso, la dispersione e l’abbandono scolastico e il rischio di devianza, facendo leva sugli strumenti offerti dalla normativa nazionale e regionale. In analogia con quanto fatto per gli alunni diversamente abili, sono stati, quindi, attivati due laboratori destinati ai giovani drop out, considerati alunni con bisogni educativi speciali per il periodo di attivazione della Didattica a Distanza, organizzati per classe con il supporto del personale docente e della segreteria didattica, al fine di favorire il collegamento alle classi virtuali di appartenenza, la motivazione allo studio, un supporto specifico per il recupero delle competenze e l’inclusione di tutti gli alunni. In conclusione, la lettura di alcune delle iniziative implementate dalla Scuola secondaria statale di 1° grado “G.A. Rocco”, per superare le difficoltà insorte nel corso dell’emergenza pandemica, rappresentano, a mio avviso, importanti testimonianze dell’impegno professionale, della disponibilità al cambiamento, della creatività profusa dal personale scolastico al fine di raggiungere la propria finalità, il successo formativo di tutti gli alunni, e che, speriamo, possano costituire, nel contempo, un importante modello educativo per le giovani generazioni.
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Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni, diceva Oscar Wilde.