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Dettaglio della locandina del film Regine del campo - Orione 24 - Resistenze

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Regine del campo: resistere per conciliare

24 Gennaio 2022
Resistere ai pregiudizi, alle angherie, alle ingiustizie reiterate, alla mancanza di senso e di sensibilità.
Dettaglio della locandina del film Regine del campo - Orione 24 - Resistenze

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Regine del campo: resistere per conciliare

24 Gennaio 2022
Resistere ai pregiudizi, alle angherie, alle ingiustizie reiterate, alla mancanza di senso e di sensibilità.

Che le minacce provengano da qualcosa che implica un cambiamento o da una mentalità ostruita da tristi preconcetti che impediscono di progredire, le resistenze che vengono opposte devono a loro volta essere combattute da un’altra resistenza, quella che spinge in avanti, verso un cambiamento necessario, una società più viva e attenta ai bisogni sia del singolo che della comunità. Cosa succede quando una delle più antiche certezze di una delle più antiche tradizioni di una cittadina viene messa in discussione? Le fasce di una resistenza, quasi materiale e non soltanto sociale, inglobano le idee e le scelte di chi è chiamato in causa. È quello che si trovano ad affrontare le protagoniste del film francese Regine del campo,diretto da Mohamed Hamidi, con Kad Merad – conosciutissimo attore di oltralpe famoso per film come Giù al Nord, L’immortale e il più recente AAA genero cercasi –, Celine Sallette, Albin Ivanov, André Wilms, Sabrina Ouazani e Myra Tyliann. Un sonnacchioso paesino della Francia settentrionale, Clourrières, vive quasi totalmente in funzione della domenica mattina, giorno in cui la squadra storica della città, lo Spac, scende in campo ad affrontare le compagini del campionato dilettantistico francese. A poche giornate dalla fine, un’incredibile rissa porta alla squalifica dell’intera squadra. Impossibilitati ad acquistare altri calciatori, i dirigenti e, soprattutto, l’allenatore si ritrovano in una situazione disastrosa. Come poter affrontare le ultime tre partite di campionato per ottenere il fatidico punto che garantirebbe la salvezza dello Spac? A Lea – Myra Tyliann – la figlia di Marco, l’allenatore interpretato da Kad Merad, padre amorevole a metà strada tra la storia con la madre di Lea e il nuovo amore verso l’elegante oculista del paese, viene in mente un’idea: quella di sostituire i calciatori squalificati con delle calciatrici. Un qualcosa di lontano dalla realtà – vedere opposte in campo una squadra di calciatori contro una di calciatrici – ma che dà il via al percorso del film. Un percorso di emancipazione che va oltre lo sport e che accoglie in sé tutte le sfaccettature della quotidianità. Ecco il primo grande scontro tra le due resistenze e il crollo del primo dogma, quello della donna che attraverso lo sport riesce a realizzarsi. E non in uno sport qualsiasi, ma nel calcio, la disciplina per eccellenza maschile, almeno in Europa, dato che in altri paesi, Stati Uniti su tutti, le calciatrici sono delle vere e proprie superstar fin dagli albori della disciplina. Barriere rilevanti quelle che queste donne superano, per la difficoltà di far conciliare i due mondi del maschile e del femminile in rapporto a un altro mondo, quello del calcio, dove le diverse prerogative di uomini e donne vengono da sempre prese come spunto per le trame cinematografiche. Paradossalmente è il più anziano della combriccola, Papy  – interpretato da André Wilms – a restare meno sorpreso dall’idea e ad accettare il consiglio. Tra le rimostranze dei soci e la voglia di rivalsa delle ragazze, l’avventura delle calciatrici dello Spac si snoda tra allenamenti e questioni di tutti i giorni, mentre i mariti e i fidanzati si riscoprono attenti più alle dinamiche familiari che alle tattiche di gioco. Un esordio stentato porterà le ragazze a ricompattarsi con l’arrivo in squadra di Sandra, interpretata da Sabrina Ouazani. Ed è qui che si dipana la seconda e più importante resistenza che lo status quo spesso non riesce a comprendere: Sandra è una giovane madre in libertà vigilata che cerca di rifarsi una vita per poter ottenere l’affidamento della figlia. Nonostante gli ostacoli e i sabotaggi del presidente Michel, che alla fine riuscirà ad andare oltre gli stereotipi, anche, soprattutto, grazie alla moglie Catherine, una delle più agguerrite sostenitrici del progetto, le ragazze oltrepasseranno convenzioni obsolete, battutine e difensori avversari, sgretolando la terza resistenza, quella che ancora oggi, purtroppo, in molti contesti esiste, sebbene con alcuni miglioramenti rispetto al passato, e cioè la mancata parità di genere. Le questioni vengono affrontate e, anche se non con la velocità necessaria, resistenze su resistenze si scontrano e ogni giorno nuove barriere vengono abbattute.

Locandina del film Regine del campo

per citare questo articolo

Francesco Barbato:

Regine del campo: resistere per conciliare,

n. 24 - Resistenze,

gennaio-aprile 2022

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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