Sia infatti che guardi un cielo stellato, sia che mi trovi di fronte a un mare in burrasca, resto rapito oggi da un non so che: mi spinge a riflettere sulla grandezza, sulla generosità, sulle varie forme di bellezza della nostra infinita Madre Terra. Se poi, più consapevole, mi fermo a pensare, mi viene in mente la regione amazzonica: 9 stati, quasi 8 milioni di chilometri quadrati. Rimango completamente esterrefatto e mi rendo conto della mia piccolezza. L’Amazzonia, ricca di lingue e culture è un patrimonio per tutta l’umanità. Di fronte a questo ecosistema di terra, delle foreste, acqua, popoli, noi, che ci riteniamo mondo cosiddetto civilizzato, come ci poniamo? Noi uomini del progresso, che abbiamo raggiunto vette altissime, non riusciamo a comprendere il saccheggio, lo sfruttamento delle foreste, l’avvelenamento dei fiumi. Purtroppo questa forma di violenza che noi adoperiamo, ritorcendosi contro di noi, già ci fa pagare un prezzo altissimo per le conseguenze che ne derivano. È urgente, è assolutamente indispensabile responsabilizzarsi per costruire uno stile di vita in armonia con la terra. Bisogna compiere un passo fondamentale: rendersi conto che non siamo soli e aprire, oggi direi spalancare, i nostri occhi per vedere doverosamente le necessità di tutti.
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La barriera corallina è morta. Abbiamo esaurito le risorse a nostra disposizione. La calotta polare si è sciolta, a causa del surriscaldamento globale (di cui industrie e abitudini alimentari carnivore sono la principale causa).