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foresta in amazzonia

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Spalanchiamo gli occhi

10 Luglio 2019
Fin da ragazzo, ogni mattina, appena sveglio, spalancavo la finestra per vedere com’era il tempo per sapere se potevo andare a giocare a pallone nel pomeriggio. Col passare degli anni ho conservato quest’abitudine, mi capita sempre più spesso, di fronte a qualsiasi paesaggio mi trovi, di emozionarmi.
foresta in amazzonia

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Spalanchiamo gli occhi

10 Luglio 2019
Fin da ragazzo, ogni mattina, appena sveglio, spalancavo la finestra per vedere com’era il tempo per sapere se potevo andare a giocare a pallone nel pomeriggio. Col passare degli anni ho conservato quest’abitudine, mi capita sempre più spesso, di fronte a qualsiasi paesaggio mi trovi, di emozionarmi.

Sia infatti che guardi un cielo stellato, sia che mi trovi di fronte a un mare in burrasca, resto rapito oggi da un non so che: mi spinge a riflettere sulla grandezza, sulla generosità, sulle varie forme di bellezza della nostra infinita Madre Terra. Se poi, più consapevole, mi fermo a pensare, mi viene in mente la regione amazzonica: 9 stati, quasi 8 milioni di chilometri quadrati. Rimango completamente esterrefatto e mi rendo conto della mia piccolezza. L’Amazzonia, ricca di lingue e culture è un patrimonio per tutta l’umanità. Di fronte a questo ecosistema di terra, delle foreste, acqua, popoli, noi, che ci riteniamo mondo cosiddetto civilizzato, come ci poniamo? Noi uomini del progresso, che abbiamo raggiunto vette altissime, non riusciamo a comprendere il saccheggio, lo sfruttamento delle foreste, l’avvelenamento dei fiumi. Purtroppo questa forma di violenza che noi adoperiamo, ritorcendosi contro di noi, già ci fa pagare un prezzo altissimo per le conseguenze che ne derivano. È urgente, è assolutamente indispensabile responsabilizzarsi per costruire uno stile di vita in armonia con la terra. Bisogna compiere un passo fondamentale: rendersi conto che non siamo soli e aprire, oggi direi spalancare, i nostri occhi per vedere doverosamente le necessità di tutti.

per citare questo articolo

Attilio Sofia:

Spalanchiamo gli occhi,

n. 17 - Madre terra,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Pensare alla madre terra senza pensare a mia madre mi riesce difficile. L’Irpinia d’Oriente è la mia terra e quella di Franco Arminio, poeta e paesologo che Orione ha già intervistato nel numero sulla letteratura. Le terre dell’osso, come le definiva Manlio Rossi Doria, nutrono la parola e l’impegno del poeta che invita le persone, negli incontri che realizza in tutto

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«Nel possesso della terra [i mafiosi] continuano a vedere un segno di prestigio, quel “quarto di nobiltà” acquisito quando, al tramonto dell’epoca rurale, smisero di gestire i latifondi per conto dell’aristocrazia terriera per diventare a loro volta possidenti».[1] Dunque la terra (e il suo possesso) era, e resta, per le mafie,