Esso è da ricercare sempre, ciascuno se ne deve servire per rimuovere ostacoli che impediscono l’aggregazione, bloccano i processi di crescita individuale e sociale, favoriscono invece soltanto un impoverimento che ha conseguenze gravi per l’intera comunità su tutti i fronti… penso alle guerre… Saper ascoltare è fondamentale: è necessario affinché si crei una relazione che consenta di apprendere e di accettare anche l’osservanza delle regole. Realizzando il dialogo, si abbatte l’arroganza, la prevaricazione, solo così si può instaurare un rapporto paritario, sapendo fare un passo indietro, imparando a riconoscere i propri limiti, pensando al noi e non all’io. Tre passi a mio parere quindi sono fondamentali, perché ciò sia possibile: essere tolleranti; rispettare comunque e sempre la diversità di pensiero; disporsi all’altro tenendo bene a mente che ciascuna persona è un essere unico. Ritengo però essere il contesto sociale importantissimo: infatti dove vi sono condizioni non sufficienti a soddisfare i bisogni essenziali, condizioni di marginalità — lì, dove il dialogo viene a mancare, nascono maggiori conflitti. Quando poi, a queste situazioni si aggiungono problemi di malattia, condizioni di disabilità o comunque di disagio fisico-psichico, le situazioni si complicano e diventano purtroppo molte volte ingestibili. Credo che una delle cause della mancanza di dialogo sia il fatto che siamo distratti dalle nostre vite frenetiche: ci soffermiamo a vedere ciò che è in superficie, rifugiandoci egoisticamente nelle nostre sicurezze, senza pensare che, a volte, anche solo un semplice sorriso può aiutare vicendevolmente. La mancanza di dialogo è sempre sopruso, isolamento, individualismo, solitudine. Dico a me stesso e scrivo: bisogna recuperare lo stare insieme, sin da piccoli nelle proprie famiglie; importante poi è il ruolo della scuola che deve essere palestra nella quale ci si allena, per poi condividere valori comuni di rispetto. È acquistando e conservando memoria storica che si può evitare che si verifichino aberrazioni di ogni genere. Bisogna cercare il dialogo, di esso si parla ancora troppo poco ma è indispensabile che ognuno svolga il proprio ruolo responsabilmente.
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Abbiamo pensato di dedicare questo numero di Orione al tema del dialogo grazie all’incontro (non fortuito, ma fortemente desiderato) con Riccardo Mazzeo e Nina Saarinen, che nel corso del tempo sono diventati, me lo concedano, cari amici.