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Composizione astratta con forme organiche sovrapposte in diversi colori su sfondo verde chiaro.

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Matematica al femminile

11 Settembre 2026
Con un pensiero a Maryam Mirzakhani, matematica iraniana, prima donna Medaglia Fields, morta nel 2017 a soli 40 anni.
Composizione astratta con forme organiche sovrapposte in diversi colori su sfondo verde chiaro.

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Matematica al femminile

11 Settembre 2026
Con un pensiero a Maryam Mirzakhani, matematica iraniana, prima donna Medaglia Fields, morta nel 2017 a soli 40 anni.

Partiamo da lontano, o da vicino, nel 2009 uscì un film molto interessante: Agorà. Il film raccontava la storia di Ipazia, una donna che, nel IV secolo dopo Cristo, si occupò di scienza e, a causa di ciò, subì una fine tremenda. Oggi fortunatamente non è più così. O questo è quello che ci piace pensare? Da Ipazia a oggi ci sono state diverse donne che hanno impegnato la loro vita nello studio della scienza e in particolare della matematica. Spesso però queste donne diventano icone, loro malgrado. Dei casi speciali, fenomeni utili a occupare le quote rosa, coprendo però una realtà tutt’altro che rosea. Le donne potevano studiare per diletto come fecero Ada Byron Lovelace in Inghilterra, o Maria Gaetana Agnesi in Italia. Avevano passione e dedizione, ma fino a che punto potevano arrivare? Siamo nel 1750 e l’Agnesi ha già pubblicato le Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana: un trattato di matematica che venne tradotto anche in Francia e in Inghilterra. Grazie a questo venne chiamata dall’Università di Bologna e gli venne offerto il ruolo di lettrice in Matematica. Prima donna in Europa a ricoprire questo ruolo, ma qui la storia si fa confusa. Non insegnò mai: vuoi per l’immaginario pubblico che non ammetteva una donna che insegna; vuoi un’autocensura poiché lei stessa era immersa in quella cultura; vuoi una scelta personale che la portò a scegliere l’impegno in opere di carità, più “adatte” a una donna. Dobbiamo aspettare la fine dell’800 per vedere matematiche in cattedra: Sofja Kovalevskaja (soprannominata Sonja, la traslitterazione del cognome assume varie forme nelle varie pubblicazioni) è la prima in Europa. Il suo percorso è lontano da quello di Maria Gaetana Agnesi: quella di Sofja è una vita che sembra già un romanzo. Nata in Russia nel 1850 cresce in una famiglia che fece di tutto per dare un’ottima istruzione sia ai figli, sia alle figlie. Fin da subito mostrò innate capacità matematiche e anche una passione per la scrittura. Grazie a ciò, abbiamo una descrizione dei suoi primi anni di formazione nel testo autobiografico Ricordi d’infanzia. Quando Sofja compì diciott’anni, l’intera famiglia si trasferì a Mosca, sempre per dare maggiori possibilità all’educazione dei figli. In quel periodo la Russia era un fermento di idee progressiste e il femminismo stava sviluppandosi nei circoli culturali della capitale. Per lei era il tempo di pensare all’università, ma in Russia per una donna era impossibile. Anche andare all’estero era difficile. L’unica strada era trovare un uomo disponibile a sposarla per farle avere il passaporto. Anche perché il padre, che tanto l’aveva sostenuta durante l’infanzia, ora non approvava i suoi progetti. I coniugi andarono ad Heidelberg dove Sofja dovette ottenere da ogni singolo docente il permesso di seguire le lezioni. Dopo solo tre trimestri, si trasferì da sola a Berlino e iniziò a studiare seguita dal professor Karl Weierstrass (il padre dell’analisi matematica). A Berlino però le donne non potevano seguire i corsi, ma Weierstrass si accorse subito delle doti della ragazza e per quattro anni le diede lezioni private. In questi anni Sofja viaggiò spesso. Fu a Londra, dove frequentò circoli culturali e conobbe Darwin, fu a Parigi per portare il suo aiuto alla sorella impegnata nell’esperienza della Comune (e che poi dovette scappare a Londra e fu aiutata a nascondersi da Karl Marx). In tutti questi viaggi instaurò anche i legami che la portarono, finiti gli studi e finita tragicamente la sua esperienza coniugale, in Svezia. L’università di Stoccolma, non senza qualche opposizione, le offrì una cattedra per la durata di cinque anni. Finito questo quinquennio, venne nominata professore ordinario (il termine professoressa probabilmente non esisteva) e fu la prima matematica in assoluto e la prima donna al di fuori dell’Italia a ottenere questo titolo. Visse poco più a lungo per poter godere di questo risultato. All’età di 41 anni morì di polmonite.

E dopo aver raccontato queste storie andiamo a spulciare oggi come stiamo. Sul portale di statistica del Ministero dell’Università e della Ricerca possiamo vedere come sono le percentuali di studenti e poi aprire gli occhi sugli incarichi. Prendiamo l’ultimo anno accademico di cui ci sono i dati, ovvero il 2024/2025: gli iscritti in Italia nei corsi di matematica sono 3.556; di cui 1.689 femmine (ovvero il 47%). Sempre nel 2024 si laureavano in matematica 1.186 studenti di cui 587 femmine (49%). E adesso andiamo a vedere il personale docente del settore scientifico disciplinare “01 – Scienze matematiche e informatiche” nel 2024. Partiamo dal basso: su 2.229 ricercatori a tempo determinato, indeterminato e assegni di ricerca, solo 667 sono femmine (30%). Per i docenti di II fascia (professori associati) abbiamo un totale di 1.545 docenti di cui 535 femmine (35%) e infine per la prima fascia, professori ordinari, su 1092 docenti abbiamo una componente femminile pari a 226 unità (21%). Ritorniamo quindi all’inizio, com’è la situazione oggi? Le donne possono studiare e possono anche insegnare. Purtroppo resta uno iato profondo tra la narrazione dei grandi successi delle donne in matematica e i numeri di chi occupa i ruoli significativi. C’è ancora una stortura nel sistema che non permette a pieno un equilibrio. O forse non è solo il sistema, ma è un fatto di cultura. Continuiamo a raccontare la storia di queste donne, ma non dimentichiamo di descrivere le difficoltà che ancora oggi sopravvivono.

BIBLIOGRAFIA

Sara Sesti, Liliana Moro: Donne di scienza, 55 biografie dall’antichità al 2000 — Pristem Eleusi — 2002

Sonia Kowalewskaja: Ricordi d’infanzia e La vita di Sonia — Università commerciale Luigi Bocconi — 2012

Vichi De Marchi: La trottola di Sofia, Sofia Kovalevskaja si racconta — Editoriale Scienza — 2014 

Comics & Science: The Mirzakhani Issue — CNR Edizioni — 2022

SITOGRAFIA

per citare questo articolo

Marco Crespi:

Matematica al femminile,

n. 38 - Donna,

settembre-dicembre 2026

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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