È infatti universalmente accettato che la nutrizione sia sostegno e supporto indispensabile per l’energia vitale e il benessere dell’uomo e che non esistano soluzioni alternative né per l’accrescimento né per il mantenimento della salute e della vita. Al di là delle abilità che nei secoli hanno permesso all’uomo di superare la maggior parte delle difficoltà, tra cui alcune condizioni incompatibili con la vita stessa, è importante riconoscere e sottolineare l’incredibile capacità riparativa messa in atto, incessantemente, dalla natura. Partendo da questa considerazione così importante, a cominciare dagli anni ’60 del secolo scorso, la dottoressa Domenica Arcari Morini cominciò a studiare gli effetti degli alimenti nella fisiologia e nella fisiopatologia dell’organismo, ponendo attenzione alla diversità di azione degli alimenti, all’appetenza o meno per determinati cibi o alla diversa risposta dell’organismo allo stesso alimento in momenti differenti o in base al modo in cui era preparato. Nel corso della sua ricerca si dedicò allo studio dell’interazione tra “cibo e corpo” non solo in chiave chimica e biochimica, ma anche energetica, attraverso un’osservazione clinica attenta e costante. Gli alimenti e le loro associazioni nelle diverse modalità di cottura sono capaci di interagire con le funzioni e il metabolismo organici, ripristinando una condizione di omeostasi. Al loro interno, si trovano macronutrienti, come grassi, proteine e zuccheri, e micronutrienti, come vitamine e sali minerali, indispensabili all’organismo per attuare le reazioni chimiche necessarie al mantenimento del benessere psico-fisico della persona. Un alimento introdotto nell’apparato gastrointestinale, viene gestito dal corpo con particolari modalità. Infatti, il destino dei componenti alimentari è legato schematicamente a due fattori: il primo è quello delle sue specifiche caratteristiche chimiche e biochimiche, il secondo, più importante, legato a ciò di cui il corpo ha bisogno in relazione alle necessità proprie del momento specifico. In questa ottica, ruolo cruciale svolgono le diverse modalità di cottura degli alimenti, spesso trascurate o ritenute ingiustamente dannose. In Bioterapia Nutrizionale®, molta importanza viene data alla scelta degli utensili per la preparazione degli alimenti, anche in relazione alla loro forma o al materiale di cui sono fatti, così come ai grassi utilizzati per la cottura. Ciò perché lo stesso alimento, a seconda di come è cotto – se lesso, soffritto, fritto o cotto in forno – sarà capace di generare risposte organiche differenti in relazione alle attività metaboliche sollecitate. Tali osservazioni sono state anche il risultato dello studio approfondito che la dottoressa Arcari Morini ha condotto sulle tradizioni culinarie italiane, che non sono solo nostro patrimonio culturale, ma anche esempio di sapiente scelta di alimenti e modalità di cottura secondo le esigenze nutrizionali nelle diverse Regioni ed esprimono quella saggezza popolare culinaria tramandata di generazione in generazione, legata alla necessità di preservare quanto più possibile la salute in epoche in cui evidentemente non erano disponibili altri strumenti con questa finalità. Un altro aspetto essenziale della Bioterapia Nutrizionale® è che non esistono regole assolute, nella misura in cui non esiste una persona che a parità di disturbo abbia delle reazioni perfettamente sovrapponibili a quelle di un altro soggetto affetto dallo stesso disturbo. Esistono invece linee guida generali, attraverso le quali, il lavoro nutrizionale risponde alle esigenze organiche di una specifica persona in un particolare momento della sua vita. La vita è sostanzialmente attività programmata per funzionare in modo dinamico, per cui il sostegno e la stimolazione organica costantemente operata con la realizzazione di pasti realizzati con questo fine, è una regola fondamentale del metodo. In Bioterapia Nutrizionale®, è cruciale il concetto secondo il quale gli alimenti e le loro associazioni possono assumere valenza farmacologica, poiché capaci di intervenire sui meccanismi che causano il disturbo e di ripristinare o riportare l’organismo a condizioni fisiologiche. Senza nulla togliere al potere curativo dei farmaci, è indispensabile dare il giusto valore agli alimenti capaci di operare prevenzione delle malattie, tramite una corretta alimentazione e seguendo un ritmo di vita che sia più rispettoso della fisiologia del corpo. Nel cibo naturale e genuino, opportunamente utilizzato, sono contenute tutte le potenzialità per costruire, sostenere, riparare. A questo proposito come non citare l’alimento per eccellenza, il primo alimento della vita: il latte materno. I lattanti raddoppiano, triplicano il loro peso corporeo costruendo ossa, muscoli, connettivo, nutrendosi esclusivamente di questo prezioso alimento che non è né scremato né addizionato di alcunché, se la madre gode di ottima salute e non assume farmaci. Nel latte materno, alimento “vivo e vitale”, passano, oltre ai macronutrienti, anticorpi e micronutrienti preziosi e unici per la vita. Per questa ragione, come ormai documentato da ampie e diversificate ricerche scientifiche, il bambino allattato con latte materno avrà una maggiore resistenza alle infezioni e a molte patologie lungo tutto l’arco della vita, viceversa, il bambino che, in assenza di latte materno, viene alimentato artificialmente, pur non risentendone in termini di accrescimento, sarà più vulnerabile rispetto allo sviluppo di intolleranze, allergie, infezioni o patologie croniche. Proprio per questa ragione è così importante, quando si ha la possibilità di scegliere, preferire fermamente il latte materno e ricorrere a quello artificiale solo in caso di necessità. Come medici siamo abituati a valutare ciò che è misurabile o che gli esami strumentali possano documentare. In realtà molte patologie sono precedute da disturbi funzionali che possono trasformarsi in franca patologia se non si sanno ascoltare, raccogliere e interpretare tutti i segni e i sintomi che il corpo manifesta. Può accadere che siamo noi stessi a peggiorare le patologie, quando per comodità o pigrizia ci alimentiamo o comportiamo in modo non conforme alle necessità organiche, sia per difetto che per eccesso, in quanto, se la carenza di un principio nutritivo è dannosa, altrettanto può esserlo il suo eccesso. In conclusione la Bioterapia Nutrizionale® rappresenta un metodo nutrizionale che rispetta l’essere umano e le sue esigenze organiche partendo da quella forza riparatrice di base la cui potenzialità non solo viene rispettata ma promossa costantemente.
BIBLIOGRAFIA
Domenica Arcari Morini e Fausto Aufiero: Bioterapia Nutrizionale Applicata – Edizione Poligrafica Ruggiero – 2007
Domenica Arcari Morini, Fausto Aufiero e Anna D’Eugenio: Nutrizione e Funzioni Organiche – Legatoria Ariccia – 2003
Domenica Arcari Morini, Fausto Aufiero e Anna D’Eugenio: Il potere farmacologico degli alimenti – Edizioni Red – 2005