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In copertina per il numero 31 di Orione, Il danno, Omaggio a Bebe Vio, Illustrazione di Bruna Pallante - Dettaglio

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Il filo rosso che ci unisce

6 Maggio 2024
Il danno, in qualsiasi forma si configuri, non voluto, indotto, provocato, subito, mi riporta alla mente il concetto di diritto.
In copertina per il numero 31 di Orione, Il danno, Omaggio a Bebe Vio, Illustrazione di Bruna Pallante - Dettaglio

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Il filo rosso che ci unisce

6 Maggio 2024
Il danno, in qualsiasi forma si configuri, non voluto, indotto, provocato, subito, mi riporta alla mente il concetto di diritto.

Fortunatamente siamo figli di greci e latini e viviamo in una nazione nella quale vige una Costituzione che rende il nostro Stato, uno Stato libero, che tutela ogni persona da qualsiasi forma di violenza. Il danno è sempre da evitare, la responsabilità di ciascuno a questo serve; il danno a mio parere diviene più grave, incomprensibile, ingiustificabile, quando a subirlo sono coloro che per varie cause sono incapaci di opporsi; insomma: quando colpisce  oltre a persone adulte, bambini, persone fragili, quanti costituiscono l’anello più debole della società. L’evoluzione biologica e di conseguenza culturale, ha fatto sì che alcuni diritti fossero estesi a categorie per troppo tempo escluse, penso alle donne e ai malati mentali. Il periodo buio è durato tanto… è stato violento, opprimente e la rivoluzione di Franco Basaglia ha messo fine a tutto ciò. Nell’ospedale di Gorizia, Basaglia aveva sperimentato il suo metodo che, affermando il riconoscimento della persona le restituiva dignità. Infatti il paziente  doveva essere sempre accolto, compreso, non danneggiato ulteriormente dalla reclusione e dal nascondimento. Che mente  quella di Basaglia… grande intuizione culturale prima che scientifica. Altra conquista fondamentale è stata il Diritto dei deboli, per tutelare gli individui che hanno difficoltà a far valere i propri diritti e a ottenere ciò di cui hanno bisogno e che a loro spetta. Protagonista  di questa estensione culturale è Paolo Cendon, professore ordinario di Diritto Privato all’Università di Trieste, artefice di un progetto di legge  sull’Amministratore di Sostegno per chi è inefficiente nella gestione della vita, dei propri interessi, grande giurista, inventore della responsabilità civile e del danno esistenziale. Affermare sempre la centralità della persona con la sua dignità, riconoscendola anche quando questa sembra talvolta perdersi e non vedersi, perché nascosta, questo occorre per limitare il danno. Non esistono persone deboli, ma soltanto indebolite, ogni persona è unica, sempre, in ogni caso, sia quando si trova a essere nano o gigante a seconda degli ostacoli che incontra. Il filo rosso che ci unisce deve far sì che sia possibile tessere    una rete di ascolto, di disponibilità, di condivisione. E come sempre la conoscenza, la cultura di ciascuno messe a servizio degli altri, sono convinto, sono mezzi indispensabili in qualsiasi tempo per vivere la vera Civiltà.

per citare questo articolo

Attilio Sofia:

Il filo rosso che ci unisce,

n. 31 - Il danno,

maggio-agosto 2024

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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