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Flatlandia, storia di una società a due dimensioni

2 Maggio 2019
Parlare di letteratura e matematica non è così difficile come possa sembrare. I due mondi, che agli occhi dei giovani studenti sono come il bianco e il nero, l’inferno e il paradiso, il fuoco e l’acqua, non sono poi così lontani.

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Flatlandia, storia di una società a due dimensioni

2 Maggio 2019
Parlare di letteratura e matematica non è così difficile come possa sembrare. I due mondi, che agli occhi dei giovani studenti sono come il bianco e il nero, l’inferno e il paradiso, il fuoco e l’acqua, non sono poi così lontani.

Immaginate di costruire un racconto. Ci vuole fantasia, certo. Ma bisogna anche costruire un ambiente, identificare bene i personaggi e le relazioni tra loro, dargli una serie di caratteristiche, definire le leggi che valgono nel mondo narrato e che saranno diverse se parlo di un epoca o di un’altra, se scrivo un romanzo fantasy o un giallo realista. Ora, giriamo lo sguardo, apriamo un libro di matematica e cosa ci troviamo: la definizione degli oggetti prima di tutto, quegli oggetti che poi faremo muovere come burattini -che siano numeri, simboli o figure geometriche poco importa. Poi giriamo qualche pagina e andiamo a scoprire quelle che sono le relazioni possibili tra di loro, congruenze, similitudini, opposti… Infine, o prima di tutto, c’è il mondo in cui loro vivono, con le sue proprietà. Ed ecco che abbiamo gli stessi elementi di una narrazione. Il problema è che i ragazzi non vedono questa costruzione. Viene data per scontata. La geometria è quella di Euclide, i numeri sono i soliti, i naturali, i reali, con le loro regole stabilite. Ma chi della matematica ha fatto il suo mestiere sa che gli spazi vanno inventati, le regole si possono scegliere. Così sono nate tante branche della nuova matematica, così sono nate le geometrie euclidee. Il desiderio di raccontare storie nuove dove in spazi diversi gli stessi oggetti si comportassero in modi differenti. Anche strani, perché no. Dall’altro lato la Matematica è sempre stata un argomento nella letteratura. Ci sono fior di libri, saggi molto seri e testi divertenti che affrontano questa contaminazione. Ci sono le storie dei matematici, spesso avventurose, ci sono gialli alla ricerca di un teorema, ci sono storie d’amore. Il panorama è vasto e ognuno di questi tasselli ci dà uno spunto, ci dà uno sguardo sulla matematica narrata.

FLATLANDIA

Ma c’è un libro, uno in particolare, che usa proprio la matematica come struttura della sua narrazione. La geometria in particolare. È un libro profondo nel suo essere divertente e sarcastico. Si tratta di Flatlandia, scritto nel 1884 da Edwin A. Abbott. Il libro è la storia di una società che vive in un mondo a due dimensioni. Ogni personaggio ha identificato il suo grado sociale dal numero di lati che possiede, dal clero che tende al cerchio fino alla plebaglia che sono pericolosi triangoli con un angolo via via più acuto. Meno intelligenti ma pericolosi, in quanto pungenti. Fino all’estremo inferiore rappresentato dalle donne — dei semplici segmenti — obbligate a muovere una delle estremità per farsi vedere. Prima di continuare, un piccolo appunto sulla questione femminile: il libro è una satira, neanche tanto velata, al maschilismo imperante di epoca vittoriana. Questo va detto, visto che per oltre un secolo, alcuni passi del libro hanno generato accuse di misoginia sulla testa del reverendo Abbott. Il libro rappresenta in modo esemplare la costruzione di un mondo e dei suoi protagonisti. È intorno alla figura di un quadrato che si evolve tutta la storia. Tra il quotidiano e le rivolte. Fino alla scoperta, grazie all’incontro del quadrato con un sfera, dell’esistenza della terza dimensione. Le difficoltà sociali del povero quadrato nel fare accettare la sua scoperta ma anche… Il finale non lo raccontiamo qui. Per non togliervi il piacere della scoperta. Basta solo dire che in quel finale c’è tutta la magia di un libro che aiuta ad andare oltre ciò che vediamo. Un libro che insegna a non fermarsi e a non accettare quello che gli altri affermano essere la normalità. A scoprire che ci sono altri mondi, con altre regole e altri personaggi che, se anche all’inizio fanno paura, il loro incontro ci può solo far crescere. Che sia solo una questione di geometria o, più profondamente, di vita, sta solo al lettore deciderlo.

per citare questo articolo

Marco Crespi:

Flatlandia, storia di una società a due dimensioni,

n. 9 - La letteratura,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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