Infatti la sensibilità degli editori verso tali tematiche è cresciuta notevolmente, come pure è aumentato il numero dei lettori che si sono avvicinati a queste problematiche per cercare di capire e comprenderne le difficoltà. Ciò nonostante, ritengo necessario tenere sempre alta la guardia: impegnarsi e responsabilizzarsi affinché il termine diversamente abile non sia usato più solo come un segno di rispetto, molte volte ipocrita, ma voglia indicare, persone con abilità differenti. E penso anche al termine extra-comunitario, usato tante volte senza che si accetti nella sostanza questa diversità… di religione, razza e origine. Migliorare la qualità della vita di persone che si trovano per una miriade di motivi ad avere dei deficit di vario tipo, necessita di un percorso a 360 gradi: non è sufficiente l’aiuto tecnologico e psicologico. La persona che deve progettare la propria vita, sviluppare al massimo la personale autonomia, ha bisogno di un contesto culturale adeguato nel quale non devono assolutamente esistere barriere di nessun tipo. Solo così può fare dei progressi in tutti i campi e sentirsi sicura. Poiché la letteratura è come un grande specchio nel quale si riflettono desideri, paure, disagi, ansie, ecco che tanto possono gli autori, letterati che, attraverso questo potente mezzo, sanno arrivare alla mente e al cuore di chi legge e, se valenti, possono farlo con grande incisività. Nel passato l’argomento letterario più trattato era la follia: oggi invece ci sono testi nei quali gli autori mostrano attenzione e sensibilità verso tante forme di disabilità e si parla sempre di più di persone con difficoltà in modo naturale, consapevoli che queste stesse persone il più delle volte sanno dare molto di più delle persone così dette normodotate. Orione in questo numero svela grandi firme. Non cito gli autori, ma li ringrazio per la loro opera, attraverso la quale ci saranno sempre meno contesti inadeguati. Approfitto inoltre per fare a tutti voi gli auguri di un Santo Natale e un Felice 2017 e lo faccio con una nuova veste grafica, frutto di un progetto moderno e accattivante. Buon lavoro a tutti.
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Si definisce paesologo, autore del blog Comunità provvisorie. Mi piace perché fa sue molte battaglie civili, perché difende con l’anima e con il cuore il paesaggio che vive, e quello che vivono gli uomini.