I risultati raggiunti sono stati presentati in una giornata seminariale svoltasi presso l’Alpha Center di Afragola, centro sportivo polifunzionale delle Salicelle, rione dove si consuma la frattura tra degrado e impegno civile. Gli istituti scolastici presenti, quattro in totale, provenienti da diverse aree della regione, hanno lavorato durante l’anno scolastico con la scatola Coblò, proposta innovativa che ha introdotto nelle scuole la metodologia dell’apprendimento cooperativo, lungamente sperimentata da Fondazione Sinapsi grazie alla scatola della pizza. A ispirare il lavoro è stato Friedensreich Hundertwasser, uno dei più celebri e rivoluzionari artisti, architetti ed ecologisti austriaci del Novecento. Hundertwasser ha ridefinito il rapporto tra uomo, natura e architettura e ha teorizzato le cinque pelli che avvolgono l’uomo. Per questo i laboratori proposti con Coblò sono cinque: la prima pelle, il corpo; la seconda, la casa; la terza, la città; la quarta, la natura e la quinta, il mondo. Il tema che ha guidato le attività è stato quello della promozione di cittadinanza attiva e comunità e fa riferimento alla legge n. 20 del 2019. Sostenibilità e benessere non sono solo enunciazioni di principio ma strutturano il lavoro a partire dai materiali poveri utilizzati, alla formazione dei piccoli gruppi, costituiti da 3 bambini, alla distribuzione dei ruoli sociali, in modo che ognuno possa crescere nella propria capacità di creare un clima sereno, relazionarsi in modo costruttivo ai compagni, esercitare il pensiero critico nell’autovalutazione. I dirigenti e gli insegnanti si sono confrontati sui risultati raggiunti, sulle dinamiche relazionali innescate nella classe, sulla partecipazione degli allievi e sulla inclusività dei più fragili, facendo emergere il loro livello di benessere, la positività delle relazioni con i colleghi, le interazioni che hanno accresciuto gli scambi con le associazioni, con i presìdi legali e culturali del territorio, grazie anche alla presenza degli altri partner che hanno permesso una ricaduta più ampia dell’azione. Nel dialogo già stabilito con alcune scuole, in particolare con l’istituto Marconi-Rocco di Afragola e con l’Istituto Santa Lucia di Cava de’ Tirreni, è emerso il bisogno di affrontare il tema dell’educazione alla parità di genere con i ragazzi della secondaria inferiore, a partire dalle prime classi. Dunque l’elaborazione di una seconda scatola Coblò, da rivolgere in maniera specifica alla secondaria inferiore, ha preso naturalmente questa via e la stessa ideazione, avvenuta in maniera dialogica, si è nutrita del pensiero cooperativo che, più di altri, sa pensare le differenze. Le pelli si sono strutturate intorno agli stereotipi del femminile e del maschile, hanno mescolato Gaia ed Ercole grazie a un taumatropio (è uno strumento della preistoria del cinema, inventato nel 1825, basato sul principio della persistenza delle immagini sulla retina dell’occhio: consiste in una specie di disco fornito di un cordoncino alle due estremità del diametro; sulle due facce sono rispettivamente disegnati due oggetti le cui immagini, ruotando rapidamente il disco attorno al proprio diametro, si fondono sovrapponendosi). La pelle della natura ha ideato una efficace similitudine tra ecosistema natura ed ecosistema classe che condurrà i ragazzi a stabilire un patto ecologico di classe; con la pelle della città si realizzeranno atti di guerrilla urbana, dal momento che le studentesse e gli studenti diffonderanno messaggi negli spazi pubblici, per attirare l’attenzione su un tema importante quale la parità di genere. È un atto questo che, come dice Annabella Santangelo, principale ideatrice delle scatole Coblò, trasforma la città in un luogo di dialogo e non solo di passaggio. Vengo all’ultima pelle, quella del mondo, che affronta il tema del consenso, mai definitivo ma sempre temporaneo e dinamico. I gruppi devono creare composizioni da posizionare sull’ultima pagina del quaderno operativo del Coblò. Ogni ragazzo aprirà e orienterà la propria creazione entrando in contatto con lo spazio dell’altro a cui dovrà chiedere il permesso per estendere il proprio lavoro. Si stabilisce così un accordo temporaneo tra i membri che, una volta raggiunto, sarà contornato con la matita; sarà riportata anche data e ora del patto. Le sagome che vengono tracciate testimoniano il consenso dato in quel preciso momento, l’indomani quella stessa posizione potrebbe non essere più accettata. Insomma, ci dispiace per Sal da Vinci, ma nun è mai p’ semp’ sì.
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Il Coblò è un capolavoro!
11 Settembre 2026
Si è appena concluso il progetto Coblò che Fondazione Sinapsi ha realizzato nell’area territoriale della Regione Campania, grazie a un cofinanziamento nazionale e regionale.
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Il Coblò è un capolavoro!
11 Settembre 2026
Si è appena concluso il progetto Coblò che Fondazione Sinapsi ha realizzato nell’area territoriale della Regione Campania, grazie a un cofinanziamento nazionale e regionale.
per citare questo articolo
Francesca Porrari:
Il Coblò è un capolavoro!,
n. 38 - Donna,
settembre-dicembre 2026
ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile
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Titti Marrone è una giornalista e scrittrice napoletana, docente di Teorie, tecniche e storia del giornalismo all’Università Suor Orsola Benincasa.
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«Voi donne siete più… e se dicevo siete meno?»