Consente di dialogare attraverso i secoli e attraverso modalità differenti, legate alle correnti artistiche che si sono succedute nel tempo. Il dialogo diventa quanto mai diretto nelle espressioni artistiche più contemporanee, attraverso le installazioni e le performance che comunicano in maniera diretta con lo spettatore, rendendolo protagonista, partecipe e trasformativo, nell’estemporaneità del qui e ora. Il tema Dialoghi trova la sua piena realizzazione nel cuore del Museo Eidos, un ambiente dove, attraverso molteplici attività e iniziative, l’arte e la cultura diventano strumenti di crescita personale e collettiva, di consapevolezza e di cambiamento. Varcare la soglia del Museo Eidos è come intraprendere un viaggio nel tempo, un dialogo tra epoche e stili differenti, attraverso opere a carattere nazionale e internazionale. Il dialogo è costante tra le opere esposte; tra i personaggi rappresentati all’interno di ciascun’opera; tra l’opera e il visitatore che ne gode e tra il visitatore e la guida che accompagna alla piacevole scoperta del racconto artistico attraverso l’assunzione di specifici gesti e posture. La stessa collezione è stata sin dall’inizio impostata su criteri tematici, attraverso la composizione di diadi. Significa che le opere sono disposte l’una di fronte all’altra a rappresentare coppie di principi che, seppure apparentemente opposti, vengono qui messi in comunicazione costante e considerati nella loro complementarietà. Esempi emblematici possono essere quelli della coppia Ordine e Alterità, incarnati rispettivamente dalle presenze di Apollo e Dioniso e dai concetti di apollineo e dionisiaco. Similmente vengono affrontati temi, in relazione diadica, quali: Sacralità e Laicità; Emozione ed Espressione; Stasi e Dinamismo; Evidenza e Dissolvenza; Permanenza e Impermanenza; Maschile e Femminile. Esaminiamo nello specifico la diade Laicità e Sacralità che vede poste, l’una di fronte all’altra, Affetti di Giacomo Balla e la Madonna del ricamo di Vitale da Bologna. Un dialogo, fatto di sguardi e di silenzi che parlano al cuore, è espresso nella traduzione in bassorilievo di Affetti. È possibile rintracciare la laicità nella relazione tra madre e figlia, colte dall’artista in un momento di ordinaria quotidianità, mentre la moglie Elisa ascolta la piccola Luce che muove i primi passi nella lettura. Se ne rintraccia però anche la sacralità nel senso profondo della famiglia, qui espressa nella relazione affettuosa tra le due figure femminili. Un dialogo senza tempo, fatto di sguardi e di tenerezza, è nella traduzione dell’opera Madonna del Ricamo che, allo stesso modo, coniuga umanità e sacralità. La Madonna col bambino è una scena sacra ma se ne ritrova la laicità nell’immagine del figlio proteso, in un dolce richiamo di attenzione, rivolto alla madre mentre è intenta a ricamare. In questo modo, l’artista conferisce umanità alla scena e offre dinamismo ai due soggetti dell’affresco, superando quella ieratica frontalità con cui, solitamente, le figure sacre venivano rappresentate. Nelle due opere collegate alla diade Emozione ed Espressione non possiamo fare a meno di osservare l’importanza che assumono i gesti, i volti e le mimiche dei personaggi raffigurati che ne connotano emozioni e stati d’animo. Una forma di dialogo animato, carico di tensione emotiva, lo ritroviamo tra gli apostoli dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, capolavoro del Rinascimento italiano. Qui si coglie l’essenza dell’iconografia espressa da Leonardo, profondamente moderna, alla ricerca del significato più intimo ed emotivamente rilevante, dell’episodio religioso in cui Gesù comunica ai suoi discepoli: «Uno di voi mi tradirà». Gli apostoli, sorpresi e sconcertati dal drammatico annuncio, si interrogano, si chiedono chi tra loro possa essere il traditore. Di fronte al Cenacolo è il bassorilievo prospettico che traduce l’opera Atalanta e Ippomene di Guido Reni. Qui, secondo il racconto che ne fa il mito, viene raccontato l’amore nato durante una gara di corsa in un incontro che diventa anche fisico tra i due giovani. Un carattere profondamente psicologico viene conferito da Antonello da Messina al ritratto di Maria nell’opera l’Annunciata. Si tratta di un dialogo interiore, apparentemente solitario, dove la presenza dell’Arcangelo è solo intuita dall’osservatore perché non palesata fisicamente. Quest’opera è abbinata all’Allegoria della Prudenza di Tiziano Vecellio dove vengono raffigurati tre volti umani e tre musi animali antropomorfizzati a evidenziare il trascorrere del tempo secondo un asse temporale tanto lineare quanto ciclico. La magnifica riproduzione del gruppo scultoreo raffigurante i due fratelli Oreste ed Elettra, rifinita e restituita con minuzia di dettagli, incarna la diade Maschile e Femminile. I due personaggi, protagonisti della tragedia della mitologia greca, sono rappresentati, attraverso un gesto intimo e di complicità, in un dialogo complice e silenzioso che racconta la profondità del loro legame. Attraverso molteplici forme e sfaccettature, le opere esposte, con la loro bellezza intrinseca e il loro significato simbolico, conducono in un’esperienza percettiva arricchente capace di ampliare gli orizzonti sensoriali e stimolare una riflessione profonda sulla nostra relazione con ciò che ci circonda. Le visite guidate e i laboratori didattici offrono un’opportunità unica per uno scambio di idee e di conoscenze tra persone di età, provenienze e sensibilità diverse. Al Museo Eidos l’arte diventa uno strumento potente di dialogo interculturale, un linguaggio universale capace di superare barriere linguistiche, culturali e personali, promuovendo un’autentica apertura verso la diversità e l’inclusione. Uno spazio, dunque, che si configura come luogo dinamico, in continua evoluzione, che mette in comunione passato, presente e futuro. Non vi resta che visitare il sito museoeidos.it e prenotare al più presto la vostra visita guidata.
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Abbiamo pensato di dedicare questo numero di Orione al tema del dialogo grazie all’incontro (non fortuito, ma fortemente desiderato) con Riccardo Mazzeo e Nina Saarinen, che nel corso del tempo sono diventati, me lo concedano, cari amici.