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Per copertina Orione n. 24, Omaggio a Gino Strada, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio.

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L’arte urbana come ultimo baluardo della cultura (ita)

24 Gennaio 2022
Nel febbraio 2021, nel cuore della pandemia di Covid 19, che ha chiuso i luoghi della cultura e rinchiuso ciascuno di noi nella propria casa, è stato eretto un muro per resistere al vuoto culturale che si stava stabilendo nella città.
Per copertina Orione n. 24, Omaggio a Gino Strada, illustrazione di Bruna Pallante. Dettaglio.

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L’arte urbana come ultimo baluardo della cultura (ita)

24 Gennaio 2022
Nel febbraio 2021, nel cuore della pandemia di Covid 19, che ha chiuso i luoghi della cultura e rinchiuso ciascuno di noi nella propria casa, è stato eretto un muro per resistere al vuoto culturale che si stava stabilendo nella città.

Sul muro cieco di un edificio in rue de la Roquette, nell’ 11o arrondissement a Parigi, un’opera d’arte urbana è stata realizzata per ridare speranza ai residenti e portare loro arte e poesia. Questo progetto, nato per iniziativa dei cittadini, è quello di una coppia di abitanti del quartiere e di uno storico dell’arte, convinti che solo l’arte possa far sopravvivere a questo difficile periodo. Oggi, infatti, l’arte urbana, più comunemente conosciuta come “street art”, si sta creando un nuovo spazio nel cuore della città. Inarrestabile, da una ventina d’anni, quest’arte fiorisce sui muri della città per raccontarci la nostra attualità, la nostra umanità. Apostrofati da un graffito, rallegrati ​​da uno sticker, commossi da un dipinto, i passanti scoprono ogni giorno di più un’arte a loro contemporanea. Attraversati dalle sfide della nostra società, gli artisti, di volta in volta allertano o divertono, ma anche stupiscono per le loro opere, intime o monumentali, dall’intento politico, umoristico o poetico. Le voci degli artisti sono il luogo in cui si esprimono le nostre emozioni e preoccupazioni, attraverso messaggi critici o onirici. In tal modo la street art, la cui essenza è popolare, è un’arte accessibile, alla portata di tutti, senza dover attraversare le barriere fisiche e simboliche del museo. Pertanto, quando questi sono chiusi sine die, la street art offre l’unico sostituto possibile per confrontarsi fisicamente con un’opera d’arte e condividere i propri sentimenti con gli altri. È dunque nell’urgenza della chiusura dei luoghi della cultura, che è nata l’operazione del M.U.R. Bastille. Personaggi “storici” di questo quartiere, Raphy e Pascale Cohen, vivono e lavorano alla Bastiglia. Promotori di numerosi eventi, sono coinvolti nella vita del loro quartiere e desiderano mantenere il suo dinamismo, la sua creatività e il suo lustro. Fondatori di una prima associazione Carré Bastille, nel 2010 hanno creato il festival Bastille-Quartier-Libre, per promuovere le competenze di artigiani, designer, artisti e commercianti locali. Nel 2020, per far fronte alla malinconia dei confinamenti che si susseguono, questi appassionati di arte urbana decidono di creare l’associazione Le M.U.R. Bastille invitando uno storico dell’arte, in qualità di direttore artistico, a selezionare artisti di levatura internazionale che sappiano mettere in luce questa facciata cieca. Rientrando nel movimento del M.U.R. Oberkampf – Modular, Urban and Responsive – che ha inaugurato i murales ufficiali a Parigi nel 2007, il M.U.R. Bastille offre un nuovo spazio per l’arte urbana che desidera dare carta bianca a un artista nella creazione di un’opera, al fine di risvegliare la sensibilità del cittadino e riattivare la sua fantasia. Effimere per loro natura, le opere si rinnovano ogni trimestre, lasciando che un nuovo artista esprima la sua creatività. Pertanto, questa iniziativa cittadina desidera promuovere l’arte urbana e mantenere la vita di un quartiere ancorato al passato ma anche all’attualità. Rimasto famoso nella storia della Francia e delle rivoluzioni, la Bastiglia è ancora e sempre un quartiere effervescente dove la creatività artistica si manifesta attraverso i suoi numerosi artigiani e artisti di talento. Tra questi, l’editore d’arte Michael Woolworth contribuisce all’operazione del M.U.R. Bastille stampando, nella sua vicina tipografia, una litografia del M.U.R. realizzato da ciascun artista. Si tratta in tal modo di fissare su carta questo lavoro effimero, per conservarne un ricordo duraturo, perenne. La vendita di queste stampe, realizzate con una tiratura limitata di cinquanta copie numerate e firmate dagli artisti, permette così di finanziare ogni muro. Ad iniziare con delicatezza e poesia questa programmazione è stata l’artista Madame, che ha realizzato un’opera nel giorno di San Valentino, festa dell’amore profano e spirituale. Eletta dalla rivista L’Œil come uno dei migliori 50 artisti del XXI secolo, Madame è un’autrice di collage che gestisce l’immagine bene quanto le parole. Le sue opere, poetiche e spirituali, declinano sui muri della città una storia delle nostre relazioni umane in ciò che esse hanno di più intimo ma anche di più universale. Tra massime e ammonimenti, le piccole frasi che costellano le sue opere hanno valore di oracoli. Sempre benevole, spesso maliziose, incantano i suoi assemblaggi di immagini e ne costituiscono l’articolazione stessa. Le opere di Madame offrono risposte pronte alle nostre vite. La sua opera Et l’on boira le calice jusqu’à la lie pour enfin se repaitre de la vie (E berremo il calice fino alla feccia per cibarci infine della vita) è un messaggio di speranza e resilienza. Strano abbraccio a cui si abbandona questa coppia ibrida. Dell’uomo non vedremo che un dorso terminante in un vello felino. La sua testa, in una rivoluzione contorsionista, ci affronta sotto la maschera di una tigre. Di lei possiamo ammirare il viso con gli occhi chiusi e le membra elastiche che abbracciano il corpo della persona amata, come ali ripiegate. Lui il pelo, lei il piumaggio. Da questo abbraccio fusionale nasce la loro metamorfosi, l’amore è animale. Tuttavia, le frecce che trafiggono questi due uccelli notturni non sono quelle di Eros, ma di San Sebastiano, martire e guaritore, invocato per debellare la peste. Trafitti a vivo, sfidando i divieti e i gesti di barriera, questi amanti di una notte fulva, si abbracciano per cingersi meglio. Le loro lacrime di sangue sgorgano ad ogni impatto, trasudando il male, allontanando l’epidemia. Profetica, Madame ci assicura che un giorno tutta questa pioggia di frecce cesserà. Cinti di un’aureola d’oro, questi santi profani di una società moderna si uniscono in una fusione sincretica. Se il loro ibridismo ci giunge dalle profondità dell’Antichità, prendono in prestito i propri attributi dall’iconografia cristiana ed ereditano le loro posture da cadaveri squisitamente surrealisti. Realizzata con immagini del passato, l’arte di Madame è decisamente contemporanea. Sonda, interroga e fa riflettere profondamente sui nostri stili di vita, i nostri modi di essere, le nostre aspirazioni e i nostri desideri. Immagine e linguaggio sono intimamente legati. La strada le offre il palcoscenico del teatro delle nostre vite dove lei ci dà la battuta. È una Bastiglia notturna e festosa che celebra qui. Quella dei bar e dei balli, delle rues de Lappe et d’la Roquette. Ma qui non c’è nostalgia. I tempi felici sono momentaneamente sospesi. Madame ci incoraggia a mantenere la speranza perché la parentesi sanitaria si chiuderà presto e riprenderà la festa. Facendo seguito all’artista Madame, il famoso stencil artist newyorkese Logan Hicks ha ideato un’opera concepita come un dittico, Paris to New-York Portal, dal momento che questa prima opera parigina vedrà il suo corrispondente a New York per celebrare un inno alle sue due città preferite.

Logan Hicks, Paris to New York Portal
Logan Hicks, Paris to New York Portal
Logan Hicks, Paris to New York Portal

La sua opera è anche una manifestazione di speranza e resistenza, che ci parla del desiderio di ricordare una città che il confinamento ha impedito di frequentare. Come viatico per l’assenza di questa amata città, Logan Hicks sceglie la fotografia. Quella delle strade un tempo percorse su e giù, quella dei panorami che ha immortalato. Nella tradizione dei ritratti vittoriani dei cari defunti, di cui si conservava preziosamente il ricordo di un sorriso in un medaglione, il “pittore con l’occhio del fotografo” dipinge un ritratto delle due città che venera, per non dimenticarle. Il teschio che sovrasta i suoi ritratti-paesaggio ci ricorda la verità di un tempo che passa, la vanità delle vite che si cancellano in città che non rimangono da meno. Questa fragilità, Logan Hicks la traduce con un’opera effimera. In omaggio alla sua città adottiva, come offerta alla sua città d’elezione, inaugura qui un dittico, la cui seconda anta prenderà posto dall’altra parte dell’Atlantico. Questo americano, di nuovo a Parigi, dipinge il ritratto di una strada di Manhattan nel cuore di una corona barocca la cui profusione di volute intreccia i legami che uniscono le sue due care città. Alle chimere del passato, come l’elefante che un tempo troneggiava nella Piazza della Bastiglia, l’artista associa i simboli attuali di una libertà che ci si augura eterna. Come due membra dello stesso corpo, le braccia tese della Statua della Libertà e, in immagine speculare, del genio della Bastiglia brandiscono quella stessa fiamma che incendia i cuori quando vengono a innamorarsi. Erede di una lunga stirpe di artisti americani follemente innamorati della Ville Lumière, Logan Hicks esprime, attraverso i suoi colori sottilmente depositati, questa onnipresenza amorosa che Joséphine Baker cantava con passione: “Ho due amori, il mio paese e Parigi!” Infine, per chiudere quest’anno 2021 e portare il passante verso nuovi orizzonti, il M.U.R. Bastille invita il talentuoso artista italiano Andrea Ravo Mattoni a creare un’opera per il Museo del Louvre e ricordarci che l’arte urbana rientra in una storia dell’arte dalle radici antiche. Un nuovo modo di mostrare che l’arte resiste al passare del tempo.

Madame, Et l’on boira le calice jusqu’à la lie pour enfin se repaitre de la vie
Madame, Et l’on boira le calice jusqu’à la lie pour enfin se repaitre de la vie

BIBLIOGRAFIA

Stéphanie Lemoine & Yvan Tessier: Les murs révoltés – Gallimard – 2015

Christophe Génin: Le street art au tournant – Les Impressions nouvelles – 2016

Cyrille Gouyette: Sous le street art, le Louvre – Gallimard – 2019

Karen Brunel-Lafargue: Madame – Editions h’artpon – 2019

per citare questo articolo

Cyrille Gouyette:

L’arte urbana come ultimo baluardo della cultura (ita),

n. 24 - Resistenze,

gennaio-aprile 2022

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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