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Dettaglio di Copertina del numero 23 di Orione, Nutrimento. Omaggio a Dante Alighieri, illustrazione di Bruna Pallante

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L’anoressia, un disturbo del comportamento alimentare

2 Agosto 2021
Il cibo rappresenta per gli esseri viventi il primo elemento di conoscenza del mondo. Sin dalla nascita il neonato sperimenta la relazione con la mamma attraverso l’allattamento, durante il quale il cibo stesso trascende la sua valenza materiale di alimento che garantisce la sopravvivenza e si connota di un forte significato affettivo.
Dettaglio di Copertina del numero 23 di Orione, Nutrimento. Omaggio a Dante Alighieri, illustrazione di Bruna Pallante

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L’anoressia, un disturbo del comportamento alimentare

2 Agosto 2021
Il cibo rappresenta per gli esseri viventi il primo elemento di conoscenza del mondo. Sin dalla nascita il neonato sperimenta la relazione con la mamma attraverso l’allattamento, durante il quale il cibo stesso trascende la sua valenza materiale di alimento che garantisce la sopravvivenza e si connota di un forte significato affettivo.

Nel corso della vita, il rapporto con il cibo assume poi un significato diverso da persona a persona: c’è chi lo vede come un elemento esclusivamente funzionale a calmare la fame e chi lo ritiene uno dei piaceri della vita. Ci sono poi situazioni in cui il cibo diventa un oggetto pericoloso, un nemico da combattere. La riduzione della quantità di cibo assunto, motivata da una dieta dimagrante, seppur drastica, naturalmente, non è dovuta sempre a un’importante patologia psichica, come l’anoressia nervosa. Ci possono essere situazioni in cui l’attenzione alla quantità di ciò che si mangia è funzionale a una riduzione del peso corporea e resta comunque sotto controllo, all’interno di un limite che garantisca una soddisfazione sia estetica sia di salute. Quando invece il controllo della quantità di cibo assunto diviene una vera ossessione, talmente invasiva da dominare la vita in modo totalizzante, quando il controllo dello stimolo della fame è motivo di soddisfazione, siamo in presenza di un segnale di allarme che richiede un approfondimento diagnostico. Sono diversi i fattori che possono portare a formulare la diagnosi di anoressia nervosa, il rifiuto del cibo è un sintomo, ma deve essere accompagnato da una perdita di contatto con la realtà nei confronti dell’immagine del proprio corpo: chi soffre di questa patologia, si vede sempre in sovrappeso, anche se la magrezza è al limite della sopravvivenza, e nulla, nemmeno i dati obiettivi, scalfisce minimamente tale convinzione. Il desiderio di smaltire calorie fa sì che queste pazienti, oltre a non mangiare, sentano l’esigenza di attivarsi molto fisicamente, dimostrando un’energia non riscontrabile in nessun altro corpo così deprivato. L’anoressia colpisce principalmente il genere femminile, tendenzialmente tra i 15 e i 19 anni, anche se ultimamente la fascia di età si sta abbassando, presumibilmente in linea con la precocità delle tappe di sviluppo. Molteplici e complesse possono essere le cause di tale distorsione del comportamento alimentare: tendenzialmente si riscontra una maggiore predisposizione quando si è in presenza di una struttura di personalità rigida, controllante e alla ricerca della perfezione che, nel caso del proprio corpo, s’identifica con l’essere magra. L’idea che il proprio corpo acquisisca forme femminili, con lo sviluppo del seno e delle rotondità che lo caratterizzano, per le anoressiche è insostenibile, la propria immagine corporea deve essere asessuata. La presa in carico psicoterapica, in stretta collaborazione con i sanitari, che tengano sotto controllo i parametri vitali, è la strada per uscire da questo pericolosissimo tunnel. La possibilità che il fisico non regga più la deprivazione del nutrimento è reale e può avvenire con totale inconsapevolezza da parte della persona che soffre di anoressia, la quale nega il pericolo che sta correndo, in un delirio di onnipotenza che la porta a pensare di poter vivere senza mangiare. Questa patologia negli ultimi anni ha visto un incremento significativo dei casi. L’influenza culturale legata a un modello estetico femminile caratterizzato da un’eccessiva magrezza sicuramente facilita la rincorsa a diete, a volte molto drastiche, che, per chi ha una predisposizione a una distorsione del rapporto con il cibo, può rappresentare un avvio di un processo di dimagrimento inarrestabile. L’influenza culturale sull’insorgere dei disturbi alimentari, d’altro canto, può essere riscontrata anche in altre epoche, nel Medioevo per esempio, la rinuncia al cibo veniva vista come una rinuncia ai piaceri terreni, attribuendole una valenza mistica che elevava lo spirito alla ricerca della santità: Chiara d’Assisi e Caterina da Siena ne sono un esempio, e le loro biografie fanno riconoscere molti segnali che accomunano la moderna anoressia mentale alla cosiddetta “santa anoressia”. L’aiuto psicoterapeutico alle pazienti anoressiche presenta molte difficoltà, il coniugare l’urgenza della remissione del sintomo con i tempi di risoluzione dei problemi che li determinano è un equilibrio difficile. I componenti della famiglia, che necessariamente devono essere coinvolti nella terapia, faticano ad accettare un rifiuto così ostinato ad alimentarsi in una figlia che non presenta altri gravi segni di patologia psichica e spesso sono portati ad assumere un atteggiamento aggressivo, sempre più concentrato a far mangiare, con un’insistenza che accentua la rigidità del rifiuto. È difficile rispettare i tempi psichici quando il fantasma di morte aleggia costantemente, e il potere che questa continua paura suscita nei familiari, per una persona che soffre di anoressia, è qualcosa a cui difficilmente si può rinunciare. Nonostante la grande difficoltà di intervento, tuttavia, quando tutte le componenti che si attivano all’aiuto riescono a lavorare in sintonia, esiste la concreta possibilità di guarigione e di riattivazione di quel percorso di sviluppo emotivo interrotto dall’insorgere della malattia e tanto indispensabile per superarla.

PER APPROFONDIRE

per citare questo articolo

Stefania Lauri:

L’anoressia, un disturbo del comportamento alimentare,

n. 23 - Nutrimento,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Un’intima intervista con la chef stellata Rosanna Marziale. Con lei parlare di cibo significa parlare di poesia, emozioni, sentimenti, legami. L’obiettivo della sua cucina è quello di nutrire secondo materie prime di indiscussa qualità senza dimenticare il modo, la forma e i tempi in cui proporre piatti che diventino momenti di vita da ricordare.