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mele cotogne - Orione 23 - Nutrimento

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Un barattolo di dolcezza

2 Agosto 2021
È ora di fare merenda e ci ritroviamo sorridenti e felici intorno al piccolo tavolo che prepariamo ogni volta con molta cura.
mele cotogne - Orione 23 - Nutrimento

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Un barattolo di dolcezza

2 Agosto 2021
È ora di fare merenda e ci ritroviamo sorridenti e felici intorno al piccolo tavolo che prepariamo ogni volta con molta cura.

Non possono mancare i fiori raccolti nell’orto o nel giardino che abbiamo chiamato “Greta”. Spesso sono quelli profumatissimi del rosmarino, della lavanda, della melissa, quelli della ginestra o le piccole corolle della camomilla o delle delicate pratoline. Bouquet improvvisati a seconda delle stagioni, che deliziano lo sguardo e per un attimo ci donano dolci e belle emozioni. Oggi però è un giorno diverso sul nostro tavolo, perché, poggiato su un bellissimo piatto, c’è un barattolo di vetro dai toni caldi e dorati, il raggio di sole che lo colpisce ne fa risaltare il colore, che attira l’attenzione di tutti noi, sospesi a immaginare la sorpresa che racchiude. Sono momenti di attesa interminabili, gli occhi già sono pieni di gioia, persino le fette di pane sono impazienti, aspettano di essere ricoperte dalla confettura o come la definiamo noi la marmellata. «Sarà buona e gustosa?», chiede Emanuela, già pronta, perché come al solito deve assaggiarla prima di tutti. Proprio non riesce a resistere! Le fanno eco Mary e altri amici: «Sarà amara o poco dolce?». Parte una conversazione da esperti nutrizionisti golosi. La marmellata che abbiamo preparato insieme un po’ di tempo fa, durante uno dei nostri laboratori di cucina, è quella di mele cotogne, ecco perché suscita mille perplessità e tantissima curiosità. Quando abbiamo raccolto i frutti dal nostro alberello, la tentazione di assaggiarli è stata irresistibile, ma ahimè, in quella occasione, abbiamo scoperto che le mele cotogne, oltre a essere molto dure, avevano un sapore di frutto acerbo, aspro, da far spalancare gli occhi e fare smorfiacce, nonostante l’aspetto ingannevole, dalla buccia morbida e vellutata, di un colore giallo caldo con un profumo dolciastro e delicato. Era un frutto che noi conoscevamo pochissimo. E, come sempre in questi casi, abbiamo chiesto aiuto ai nostri esperti di fiducia: gli anziani del territorio, depositari di mille segreti e mille saperi sempre felici di condividerli con noi. Proprio come immaginavamo, infatti, non sono mancate le informazioni. Tra le cose che i nostri esperti ci hanno insegnato c’è che, anticamente, le mele cotogne venivano utilizzate, dopo la raccolta autunnale, per profumare i cassetti e che l’uso alimentare è arrivato solo successivamente, quasi per caso. La mela cotogna è un frutto che si trova abbastanza facilmente nelle campagne dell’Italia meridionale, ma che è difficile reperire nei grandi supermercati. Il frutto maturo viene utilizzato per fare confetture, per preparare crostate dal sapore e dal profumo autunnale, per realizzare uno squisito e delicato liquore. Si può poi usare per preparare un decotto utile a calmare la tosse o come addensante naturale per preparare marmellate unendolo ad altri frutti. Si può usare, soprattutto, per preparare la cotognata, una sorta di marmellata molto densa e compatta da mangiare a fette, che ha tantissimi altri usi in cucina, perché non è solo buonissima, ma è anche un valido aiuto per la digestione, nonché un ottimo alleato per apportare acqua, vitamine e sali minerali al nostro corpo con pochi gustosi bocconi dal basso contenuto calorico. Dopo la consultazione dei nostri esperti, abbiamo scelto, tra le tante ricette raccolte, quella che ci sembrava più alla nostra portata e abbiamo così iniziato la preparazione della nostra marmellata, seguendo la ricetta segreta di nonna Rosa. Ci siamo divertiti tantissimo a lavorare a tagliare e cuocere le mele, a pesare lo zucchero, a sterilizzare i vasetti e, più di tutto, ad annusare il delicato profumo che veniva su dalle pentole, ad ascoltare il borbottio che emanava piccoli schizzi di marmellata infuocata. Altrettanto bello e poetico è stato scoprire di avere nel nostro giardino un alberello a dir poco prezioso di cui prendersi amorevolmente cura, aiutati dalla piccola volpe che ogni sera viene a farci visita e si ferma sulle sue radici. Ma torniamo al nostro barattolo che intanto si sta svuotando! Anche adesso il profumo ci delizia, per non parlare della dolcezza, della delicatezza e del silenzio gustoso che si assapora a occhi chiusi. La natura ci sorprende sempre. E anche le nonne, perché la nostra nonna Rosa ci ha dato il permesso di rivelare la sua ricetta anche a voi. Noi ci siamo solo permessi di aggiungere un pizzico di cannella, che ci piace tanto. Buona merenda a tutti!

MARMELLATA DI MELE COTOGNE

INGREDIENTI
– 1Kg di mele cotogne mature
– il succo di 2 limoni
– 700 g di zucchero 
– 1 pizzico di cannella

PREPARAZIONE
Come prima cosa, sbucciate le mele. Poi tagliatele a spicchi e infine a pezzetti, dopodiché mettetele in una ciotola capiente con il succo di uno dei due limoni. Lasciatele lì a insaporirsi per una mezz’ora, poi scolatele bene e versatele in una pentola dai bordi alti. Unite lo zucchero e fate cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti, fin quando non avrete ottenuto un composto morbido. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare, aspettando che il tutto sia almeno tiepido, poi passatelo con un passaverdure e rimettetelo nella pentola pulita. Aggiungete il succo del secondo limone e il pizzico di cannella e lasciate cuocere a fuco medio per altri 20 minuti circa, fin quando non avrete raggiunto la densità desiderata. Quando la marmellata è ancora calda, versatela nei vasetti che avrete prima ben preparato e sterilizzato, chiudeteli saldamente e gustatevi la vostra creazione entro 4-5 mesi.  

per citare questo articolo

Antonietta Pilotti:

Un barattolo di dolcezza,

n. 23 - Nutrimento,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Un’intima intervista con la chef stellata Rosanna Marziale. Con lei parlare di cibo significa parlare di poesia, emozioni, sentimenti, legami. L’obiettivo della sua cucina è quello di nutrire secondo materie prime di indiscussa qualità senza dimenticare il modo, la forma e i tempi in cui proporre piatti che diventino momenti di vita da ricordare.