Un tempo era diverso, ancora per i romani il dieci era una X ed era tutto più complicato. È grazie alla numerazione decimale che l’uno con da parte lo zero è diventato un 10. 10 come le nostre dita. Si chiama notazione posizionale in base 10. A seconda di dove metto l’1 e quanti zero ha dietro, questo vale 1, 10, 100… e così via. 10 è la base del nostro modo di contare. In base 10 appunto. Certo le nostre dita hanno avuto un peso in tutto ciò.Ma vediamo un po’ le caratteristiche matematiche del 10. È un numero triangolare, ovvero può essere rappresentato da un triangolo. È anche un numero confortevole, un numero composto, un numero pari, un numero tetraedrico, un numero semiprimo… ma non esageriamo. Non mi sembra il caso di sviscerare tutte le proprietà matematiche di un numero. Diciamo solo che è un numero felice. E questo lo spieghiamo perché è sempre bello capire cosa fa felice qualcosa. Un numero si dice felice se, attraverso una ben precisa successione di operazioni matematiche, ottengo alla fine come risultato il numero 1. Per fare alcuni esempi possiamo dire che 19 è un numero felice, 8 invece è infelice. Il 10 e tutte le sue potenze (100, 1.000, 10.000 e così via all’infinito) sono una famiglia infinita di numeri felici. Quindi la quantità dei numeri felici è infinita, tuttavia si pensa, ma non c’è ancora una vera e propria dimostrazione, che il numero dei numeri felici sia circa il 12% dei numeri interi positivi. Insomma sono infiniti, ma un po’ meno infiniti. Finita la digressione sulle felicità di un numero cerchiamo di allargare lo sguardo. 10 è il massimo voto a cui tutti gli studenti mirano. Anche se fanno i duri accontentandosi di un 6, il 10 rimane sempre un traguardo che li farebbe felici. E così, nell’immaginario, il 10 è il numero dell’ottimo, dell’eccellenza. Ma 10 è anche il numero del centrocampista più avanzato. Alcuni numeri 10 hanno fatto la storia del calcio: Pelé, Mazzola, Maradona, Platini, Baggio, Del Piero,Totti. Oggi l’associazione numero-ruolo non è più tanto valida. In serie A non vige più l’obbligo della numerazione da 1 a 11 e i giocatori possono prendere svariati numeri. A questo si unisce il fatto che alcune squadre, dopo aver avuto dei giocatori particolarmente significativi, hanno deciso di ritirare il numero della maglia corrispondente a quel giocatore. Il 10 di Maradona, per esempio, non c’è più nell’attuale compagine del Napoli. Ma, come abbiamo detto all’inizio, il 10 è il numero che rappresenta dieci unità in base decimale. Se cambiamo base cosa succede? In base ottale il 10 si scrive 12 mentre la cifra 108 sta a rappresentare 8 unità. In base tre il 10 si scrive 1013 mentre la cifra 103 sta a rappresentare 3 unità. Le basi possono essere le più svariate, magari un giorno le spiegheremo meglio.Vi lascio con una frase in cui c’è sì un 10 ma…
Ci sono solo 10 tipi di persone: quelle che conoscono la numerazione binaria e quelle che non la conoscono.