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Verso l’inclusione

23 Aprile 2019
Se è vero che oggi la parola disabilità è ancora erroneamente usata, è anche vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una varietà di decodificazioni di questo termine che in ogni caso hanno attratto l’attenzione e messo l’accento su tutta una serie di problematiche che la persona diversamente abile deve affrontare.

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Verso l’inclusione

23 Aprile 2019
Se è vero che oggi la parola disabilità è ancora erroneamente usata, è anche vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una varietà di decodificazioni di questo termine che in ogni caso hanno attratto l’attenzione e messo l’accento su tutta una serie di problematiche che la persona diversamente abile deve affrontare.

Senza dubbio il contesto è stato, ed è, sempre decisivo e determinante: negli ultimi anni c’è stata una trasformazione del concetto di disabilità e questo è accaduto soprattutto in quei luoghi nei quali si è operato in sinergia con l’obiettivo di restituire pari dignità a tutti, in particolare a quanti per una causa o per un’altra si trovano a vivere costretti ad affrontare ostacoli in taluni casi veramente enormi. Cominciando quindi dalla consapevolezza del concetto di eguaglianza giuridica e da un’accettazione dell’altro, si sono moltiplicate le associazioni che fanno da garante ai propri iscritti e che cercano di essere loro di aiuto presentando le varie necessità ed esigenze. L’evoluzione dell’approccio al diverso ha comportato piano piano l’effetto del relazionarsi in modo più naturale, scevro da condizionamenti di vario genere. Chi non ricorda ragazzi le cui storie venivano nascoste? Magari dagli stessi genitori, per vergogna, per non comprensione, provocando ulteriori danni. Tutto ciò sta scomparendo: le giuste informazioni, la conoscenza dei problemi, la ricerca dell’obiettività scientifica hanno permesso di compiere passi avanti, sgretolando le barriere mentali a volte molto resistenti. Si è compreso e si va diffondendo un concetto a mio parere prioritario e molto importante: l’inclusione. Affiancando per esempio, in una scuola di qualsiasi ordine e grado una persona non vedente con un ragazzo avente una tetra paresi spastica o qualsiasi altra fragilità, si sono potuti studiare progressi non solo per entrambi ma anche per tutti gli altri alunni della classe, per i quali queste situazioni hanno rappresentato motivo di maturazione e di crescita. Ma se è vero che le barriere mentali si stanno sgretolando definitivamente è pur vero che bisogna operare in sinergia, ognuno con il proprio ruolo, affinché le città, i luoghi, tutti i contesti, diventino veramente a misura d’uomo, di tutti gli uomini, nessuno escluso. Dopo dieci numeri di Orione per i quali mi complimento con l’intera redazione, cedo questo ampio spazio alla Direttrice della Fondazione Sinapsi e psicologa dottoressa Alessandra de Robertis, che vivendo quotidianamente le problematiche di quanti accedono in Fondazione Sinapsi, saprà meglio pungolarvi. Ma non abbassate la guardia! Anche dal mio nuovo “angolo del Presidente”, condividerò progressi e traguardi.

per citare questo articolo

Attilio Sofia:

Verso l’inclusione,

n. 10 - Dieci,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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