Il progetto Gioco Bus che vogliamo raccontare, nasce da una domanda dei genitori: Cosa posso far fare a mio figlio a casa? siamo a Bosisio Parini, nel centro di Riabilitazione a Ciclo Diurno Continuo La Nostra Famiglia, frequentato da ragazzi con disabilità intellettiva per periodi di riabilitazione, educazione, scolarizzazione integrata. Il progetto Gioco Bus è attivo all’interno del gruppo preadolescenti e adolescenti, circa 58 ragazzi che quotidianamente sono presenti al Centro. A fronte della domanda posta in più occasioni, si decide di rilevare meglio i bisogni e i desideri dei genitori attraverso la somministrazione di questionari appositamente predisposti: si progettano contemporaneamente una tesi di laurea in educazione professionale sull’argomento e un servizio educativo chiamato Gioco Bus rivolto ai genitori e ai ragazzi. In questo articolo raccontiamo il lavoro svolto da febbraio a novembre 2016 (10 mesi). Il progetto tenterà di dare un supporto ai genitori che si sono dimostrati preoccupati delle modalità con cui il figlio impiega il tempo libero a casa, fornendo agli stessi degli spunti pratici.
COME GIOCANO E TRASCORRONO IL TEMPO LIBERO I RAGAZZI?
La maggior parte delle attività svolte a casa è di tipo passivo e scarsamente socializzanti come guardare la televisione e ascoltare la musica: ciò può essere dovuto al fatto che l’offerta di attività accessibili a persone con disabilità resta ancora limitata, oppure all’assenza di autonomie sociali (ad esempio utilizzare i mezzi pubblici) che permettono di usufruire di opportunità ricreative sul territorio. La maggioranza trascorre il tempo libero in casa da solo e con i familiari; pochi svolgono le proprie attività ricreative con gli amici. I genitori chiedono attività da condividere con i loro figli, le cui difficoltà intellettive determinano problemi in tutto ciò che per gli altri ragazzi è facile, come giocare. Il gioco che è la dimensione dove ogni bambino cresce felice, per loro è una fatica poco divertente: risulta difficile imparare e rispettare le regole, capire quando è il proprio turno, leggere le istruzioni, giocare con altre persone, insomma divertirsi. Gioco e disabilità sono due dimensioni della vita umana che vengono difficilmente considerate insieme, di cui è raro sentir parlare contemporaneamente: infatti spesso queste due tematiche vengono correlate in un’ottica quasi esclusivamente terapeutica, oppure messe in secondo piano. Non riuscire a giocare a causa delle difficoltà intellettive può privare i ragazzi di un’esperienza di crescita e di felicità. Il servizio Gioco Bus viene inaugurato in un’occasione speciale dove sono presenti genitori e ragazzi: su carrelli- bus sono esposti numerosi giochi di 15 giorni.
Alla restituzione del gioco, ragazzi e genitori compilano un breve questionario facilitato da immagini sul gradimento del gioco e ne scelgono un altro da provare insieme a casa. Intanto durante il tempo trascorso al Centro, vengono provati nuovi giochi, adatti alle varie caratteristiche dei ragazzi: imparano a giocare e, una volta compreso il gioco, è più facile divertirsi, stare con gli altri! Vengono ideate facilitazioni per spiegare le regole, anche illustrandole, oppure vengono adattate a seconda delle possibilità dei ragazzi di comprenderle e gestirle nella massima autonomia, così, sentendosi più sicuri nell’utilizzo del gioco, ne richiedono il prestito a casa, dove possono giocare insieme a genitori, fratelli, sorelle, amici. Nell’arco dei primi 6 mesi, vengono presi in prestito 105 giochi. La rilevazione dei dati raccolti attraverso i questionari somministrati a ragazzi e genitori consente di raccogliere osservazioni importanti che di seguito brevemente riportiamo. Molti genitori hanno dichiarato che grazie a Gioco Bus, hanno ricevuto l’input per giocare con i propri figli e condividere un tempo di qualità con loro: l’esperienza del Gioco Bus ha migliorato la gestione del tempo libero a casa. I ragazzi e le loro famiglie nella maggioranza dei casi hanno gradito il gioco poiché ritenuto divertente, innovativo, coinvolgente; solo in alcuni casi non è piaciuto poiché troppo difficile o con istruzioni complesse. I giochi in famiglia sono stati utilizzati con i genitori e con fratelli e sorelle; nessuno ha dichiarato di aver giocato da solo. Dai commenti emerge un giudizio complessivamente positivo e le motivazioni date riguardano la possibilità di sperimentare giochi nuovi ogni volta, senza doverli comprare e senza annoiarsi mai, l’occasione per divertirsi in famiglia e anche l’opportunità di svago dei genitori. Sono arrivati anche suggerimenti per nuovi giochi da inserire: i più gettonati sono stati quelli di magia e dei famosi quiz televisivi, il Monopoli, le carte da Uno, le costruzioni; inoltre in alcuni questionari è stato suggerito di inserire delle istruzioni semplificate per alcuni giochi. La classifica dei giochi preferiti dai ragazzi vede collocarsi nella Top 10: Jenga, Dobble, Halli Galli, Mercante in fiera, Uno, Essere o non essere, Labirinto magico, Il bruco ballerino, Il gioco dell’oca e Memory.

Perché il Gioco Bus può essere una buona proposta educativa all’interno di un Centro di Riabilitazione?
La sperimentazione del Gioco Bus ha avuto un grande successo: durante il nostro percorso abbiamo raccolto critiche e suggerimenti riuscendo a migliorare alcuni aspetti che risultavano carenti. Il progetto sarà portato avanti e sviluppato, verranno stabiliti degli orari in cui gli educatori possono accompagnare i ragazzi al Gioco Bus, sperimentare con loro i diversi giochi e prenderli in prestito portandoli a casa per giocare in famiglia. Ai giochi già presenti ne verranno aggiunti altri e ad essi verranno abbinate delle istruzioni facilitate: inoltre verrà adibito uno spazio dedicato stabilmente ai giochi e al servizio di prestito a casa.

IN COLLABORAZIONE
Gloria Valsecchi
Educatrice professionale, gestisce attualmente il servizio educativo Gioco Bus presso il centro “La Nostra Famiglia Bosisio Parini”, LC
Simona Vitalini
Educatrice professionale La Nostra Famiglia