Skip to content
Panoramica della sala del Museo Eidos

|

Un viaggio tra forma e pensiero

12 Settembre 2024
L’esperienza di immersione sensoriale che è possibile vivere presso il Museo Eidos nella caratteristica cittadina di Cava de’ Tirreni può essere raccontata come un vero e proprio viaggio tra forma e pensiero.
Panoramica della sala del Museo Eidos

|

Un viaggio tra forma e pensiero

12 Settembre 2024
L’esperienza di immersione sensoriale che è possibile vivere presso il Museo Eidos nella caratteristica cittadina di Cava de’ Tirreni può essere raccontata come un vero e proprio viaggio tra forma e pensiero.

La leggerezza è certamente uno degli stati d’animo che accompagna i visitatori lungo i percorsi proposti dalle guide. Il concetto di leggerezza, sfuggente e multiforme, ha da sempre affascinato filosofi, artisti e poeti, ma cosa si cela dietro questo termine? È un’idea astratta, una forma tangibile o un’esperienza/esercizio sensoriale? Al Museo Eidos la leggerezza si trasforma in un vissuto immersivo che coinvolge tutti i sensi, trasformandosi in una profonda occasione di percezione aptica. Esso è infatti un piccolo scrigno, accessibile, all’interno del complesso monumentale di Santa Maria al Rifugio; un museo ideato per consentire a persone con disabilità visiva, cieche e ipovedenti, di potersi approcciare alla conoscenza di note opere d’arte attraverso una modalità di esplorazione sempre sorprendente per chi la vive. Vi sono esposte dieci traduzioni in bassorilievo prospettico di opere pittoriche e tre riproduzioni di opere scultoree; si spazia, da un punto di vista cronologico, dall’arte classica greco-romana, passando per medioevo e rinascimento, fino a opere moderne e contemporanee.

È un contesto polisensoriale dove, oltre al tatto, vengono stimolati tutti gli altri sensi in un’esperienza propriocettiva e di conoscenza dello spazio circostante, corredato, tra l’altro, di un bellissimo giardino pensile dove poter esplorare specie floreali individuabili all’interno delle opere esposte, in una continuità di informazioni e di sensazioni. Non solo persone con disabilità visiva ma anche tutte le altre, famiglie e scolaresche possono prenotare una visita al museo Eidos dove saranno accolte e accompagnate da guide specificamente formate. Esplorando le superfici in gesso alabastrino attraverso diverse modalità, con una presa a pinza, sfiorando con l’uso dei polpastrelli, toccando alla ricerca analitica della definizione di forme e volumi, è possibile seguire linee dritte o arrotondate nella loro creativa modulazione nello spazio esaminato. Si proveranno sensazioni, sia di concretezza nell’esplorazione della materia, sia di leggerezza emotiva e fisica, nella sinuosità di un gesto iconico che evoca i contenuti formali e spaziali delle opere esposte. Attraverso il gesto iconico, sapientemente proposto e accompagnato dalle guide, si tracciano idealmente forme o direzioni che aiutano la costruzione dell’immagine mentale. Attraverso il contatto con la materia si esplorano idee e forme di pensiero rendendole tangibili. Un elemento chiave di questa esperienza è il legame tra gesto e parola: la guida descrive le opere e le sensazioni che evocano, creando un’associazione profonda tra il tatto e l’udito.

La narrazione può anche includere elementi poetici e metaforici, arricchendo l’esperienza e stimolando la riflessione. La leggerezza del gesto iconico concilia con la leggerezza d’animo che ne consegue. La comprensione dell’opera è globale e, attraverso una modalità di conoscenza analitica che è propria del tatto, si percepiscono elementi e particolari che destano meraviglia anche in chi pensava di avere una buona conoscenza del dipinto o della scultura esplorati. Ne emerge un’esperienza emotiva e fisica profonda che lascia il segno, offrendo un nuovo e coinvolgente modo di percepire e comprendere il mondo circostante e inducendo a voler tornare per poter esplorare anche le altre opere in esposizione. In un mondo dominato dalla frenesia e dalla velocità, spesso dimentichiamo il potere del gesto semplice, di quel movimento fluido della mano che, con grazia e leggerezza, può plasmare la realtà o dare vita a nuove forme immaginative. Un gesto, quello iconico, che nasconde una profonda magia, un connubio intimo tra corpo e mente e genera il pensiero visivo, traducendo in idee astratte forme concrete e viceversa. Tale apparente semplicità è tuttavia ingannevole, dietro la levità e la delicatezza del gesto si cela una profonda complessità che concorre a definire l’essenza dell’opera e a trasmettere il suo messaggio intrinseco. La mano diviene un’estensione del pensiero stesso, libera di muoversi nello spazio per esplorarlo e contenerlo, tracciando linee nell’aria che danno forma alle idee. Il pensiero visivo si nutre di questa leggerezza, di questa capacità di muoversi con fluidità tra l’astratto e il concreto. L’arte diventa così un ponte tra il mondo interiore e quello esteriore, un invito a riflettere, a sognare, a scoprire nuove prospettive.

per citare questo articolo

Maria Mazzaro, Sara Di Francia:

Un viaggio tra forma e pensiero,

n. 32 - Leggerezza,

settembre-dicembre 2024

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

INSERISCI COMMENTO ALL’ARTICOLO

In questo numero