La poesia è una descrizione toccante di chi come noi ha superato i settant’anni e affronta la nuova stagione non come un declino, ma con l’animo sgombro da ogni vincolo assaporando le gioie delle piccole cose. Nell’articolo La nuova giovinezza di Viola Giannoli per la Repubblica si legge che le settantenni hanno meno ansie, più tempo libero e maggiore soddisfazione della propria vita e della salute. Noi over settanta, autrici di questo articolo, proviamo a individuare i punti di forza e di debolezza che possono connotare il nostro agire e le nostre scelte in questa fase di passaggio verso la vecchiaia che riteniamo un’ulteriore fase di evoluzione se faremo delle nostre fragilità una risorsa. Potrebbe essere straordinaria la vita disimpegnata di noi over settanta! Riscatto, attivismo, gusto della libertà senza la premura del tempo contingentato dal lavoro e dagli impegni familiari! Dedicarsi a ciò che piace, sentire l’ansia dell’impegno passato e scivolare via per lasciare spazio alla pienezza del vivere. Viaggiare, coltivare interessi dimenticati o anche partecipare ad associazioni di volontariato e di promozione culturale. Quante opportunità possono rendere lieta e gratificante la nostra età in una rinnovata scoperta della Bellezza e dell’Amore per la vita!
A.U.S.E.R: UNA NOSTRA SFIDA NELLA REALTÀ LOCALE
Da diversi anni siamo socie dell’A.U.S.E.R., acronimo di autogestione e servizi. Il nostro territorio di riferimento è Pagani in provincia di Salerno. L’associazione per le sue finalità sociali di inclusione e di valorizzazione delle risorse umane, favorisce ottime opportunità di invecchiamento attivo per un considerevole numero di iscritte. Il nostro sodalizio al femminile predispone e partecipa ad attività di comune interesse, quali passeggiate, gite, cineforum, e altre di gruppo come lettura, canto e teatro. A conclusione delle attività le “auserine” che fanno parte del Coro e del laboratorio teatrale si cimentano in uno spettacolo che offre momenti imperdibili di socializzazione, di riflessione e di svago gioioso e giocoso. Le partecipanti, invece, al gruppo di lettura amano leggere, recensire e confrontarsi sui contenuti letterari di testi di autori italiani e stranieri che scelgono, leggono in privato per poi discuterne insieme. Pur affermando che nessuna rivoluzione tecnologica potrà mai alterare il rapporto d’animo di scelta reciproca tra il lettore e il suo testo, noi cogliamo l’utilità di trasformare un’attività solitaria in una esperienza di confronto e di socializzazione che arricchisce il pensiero e contrasta il declino cognitivo. Le donne che leggono — direbbe Daria Bignardi — sono pericolose, perchè non si annoiano mai e qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga: «se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro si innamorano di un altro libro e ti abbandonano».
LA SOLITUDINE ATTIVA
È uno spazio creativo e di apertura verso la nostra interiorità. Noi possiamo essere protagoniste dell’evoluzione in questa fase di passaggio della vita e trascorrere il tempo anche in una condizione di solitudine consapevolmente attiva, per proteggere il nostro benessere psico fisico, senza rinunciare alla vita dinamica, pronte a scendere in campo per fronteggiare le sfide che la nostra età ci presenta, siano esse di natura personale o nel cambio di ruolo familiare e sociale. Abbiamo tempo, considerato che l’aspettativa di vita in Italia e in particolare in alcune aree del nostro Paese è molto elevata.
LA SOLITUDINE PASSIVA
Dobbiamo, tuttavia tenere in conto che all’interno di questo fenomeno sicuramente positivo esistono situazioni di disagio che possono condizionare la qualità della vita in modo rilevante. Molte donne vivono sole, con una pensione insufficiente a soddisfare i propri bisogni e spesso sono affette da patologie che richiedono assistenza e cure costose. In una condizione di disagio economico diventa molto più complicato accettare che il proprio corpo cambi esteticamente o si ammali con scarse possibilità di cure; è più ricorrente l’ansia legata al pensiero della morte e lo scoraggiamento dovuto alla perdita di affetti e di amici.
DECLINO O RINASCITA?
Sulla scorta di un’immagine della terza età tra luci e ombre, è interessante scoprirla sul piano psicologico come una transizione dinamica che inevitabilmente comporta una ristrutturazione dell’identità personale e sociale (Erik Erikson). La cifra di questo processo è senz’altro la capacità personale di elaborazione e di consapevolezza della nuova condizione di vita. La percezione, dunque, della terza età e la relativa autovalutazione, variano in modo significativo da persona a persona perché riflettono le esperienze di vita vissuta, le condizioni di salute psico fisica, il contesto sociale di appartenenza e specifiche condizioni economiche. Le implicazioni delle dinamiche psicologiche afferiscono alla capacità dell’individuo di guardare indietro alla propria vita nell’accettazione di successi e fallimenti come percorso integrale della propria crescita (integrità dell’Io) e di proiettarsi verso occasioni e ulteriori opportunità di esperienze; al contrario l’incapacità di integrare il proprio vissuto nella nuova condizione genera un disagio psichico di perdita e di irreversibilità. In definitiva la terza età, nonostante l’avanzare dei limiti biologici, non è una condanna al declino ma un processo dinamico in cui la mente può sviluppare straordinarie capacità di adattamento creativo “la resilienza”. Questa interazione può trovare un suo equilibrio nel sostegno di una solida rete sociale
STRATEGIE SOCIALI DI SOSTEGNO ALLA TERZA ETÀ
«Che bella età, la nostra età» cantava Marcello Marchesi! La terza età può essere il tempo della nostra felicità, ma non lo è per tutte. Molti sono ancora gli ostacoli per una società nuova. L’agenda ONU 2030 il cui principio di base è: «Nessuno deve essere lasciato indietro» per l’inclusione punta su alcuni obiettivi: la salute e la prevenzione, l’eliminazione delle disuguaglianze di reddito, l’accessibilità urbana e progetti intergenerazionali per valorizzare il nostro patrimonio di conoscenze. Il progetto S.E.N.E.C.A., acronimo di Seniors for European Cultural Heritage(anziani per il patrimonio culturale europeo) pone in evidenza l’invecchiamento attivo. In Italia questo progetto, nel settore dell’assistenza sociale, è operativo a Milano da marzo di quest’anno con “Housing sociale” (Casa Seneca). Il suo obiettivo è quello di offrire una soluzione abitativa a persone di forte fragilità o in emergenza abitativa, ad anziani soli o famiglie in difficoltà economiche. Si può costruire una società inclusiva solo se noi tutte ultrasettantenni, custodi di valori e di conoscenze avremo il posto che meritiamo e soprattutto se le politiche sociali, a garanzia della dignità e della qualità di vita, assicureranno un sistema integrato di sostegno che spazi dall’invecchiamento attivo all’assistenza socio sanitaria. La vita è più deliziosa quando è in discesa, ma non ha ancora raggiunto il declino brusco. E noi io crediamoo che il periodo che sta sull’orlo del tetto, possieda piaceri propri”. (Lettera a Lucilio, De senectute Seneca)