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C’era una volta…

2 Maggio 2019
C’era una volta… e si apre un mondo: si può viaggiare nel tempo, nello spazio, in luoghi lontani e sconosciuti, abitandoli con la propria fantasia.

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C’era una volta…

2 Maggio 2019
C’era una volta… e si apre un mondo: si può viaggiare nel tempo, nello spazio, in luoghi lontani e sconosciuti, abitandoli con la propria fantasia.

L’incipit con cui il pensiero libera nel bambino la sua capacità immaginifica, per costruire scenari inediti, vivere emozioni, formulare giudizi. La lettura non è solo un piacevole passatempo, è la fonte, per bambini e adulti, di esperienze sconosciute che si integrano con la propria realtà, mettendo le basi per costruire la propria cultura. Nelle fiabe i bambini possono distinguere in modo netto il bene dal male, possono vivere l’emozione della paura più terribile, scoprendo che è superabile, si possono identificare con il personaggio che più li rappresenta, vivendo con lui incredibili esperienze e forti emozioni, possono inoltre arricchire il proprio linguaggio di parole che, pur non appartenendo al loro quotidiano, diventano facilmente comprensibili, senza tante spiegazioni. Fino a qui tutto sembra facile, la lettura è associata al piacere dell’ascolto, alla curiosità di come va a finire la storia, all’osservazione incantata dell’immagine, poi viene la letteratura, come materia scolastica e qui le cose si complicano. Subentrano l’analisi logica, quella grammaticale, la ricerca sul vocabolario dei significati delle parole sconosciute, il sapere cosa era nell’intenzione dell’autore, la valutazione della comprensione del testo, rispondendo a domande precise. Il libro può diventare un oggetto nemico, fonte di fatica, in cui viene sacrificata la curiosità di scoprire cosa ci vuole dire, a favore di cosa si dirà al prof! Così I Promessi Sposi diventa una lunghissima storia da leggere in un anno, La Divina Commedia un’opera colossale, zeppa di cose da sapere, l’Iliade, l’Eneide e l’Odissea dei tomi pieni di personaggi di cui ricordare i nomi e i nessi parentali. Gli insegnanti si trovano nel difficile compito di seguire i programmi ministeriali, senza far perdere agli allievi il piacere della lettura! Ma chi questo piacere riesce a mantenerlo, avrà fra le mani uno strumento tanto semplice, quanto prezioso. Ciascuno può usare la lettura nel modo che gli è più congeniale: per soddisfare i propri bisogni di conoscenza o per immergersi in storie che fanno dimenticare la propria o meglio che fanno condividere con l’autore, al di là delle vicende narrate, emozioni simili, in un processo di identificazione e differenziazione dai personaggi, che danno il senso di una magnifica appartenenza al genere umano, al di là delle epoche storiche e delle esperienze vissute. La letteratura è una compagna di vita, allontana i pensieri faticosi, fa compagnia nei momenti di solitudine, allena la propria capacità critica e arricchisce la propria esperienza di vita: è un modo affascinante per conoscere se stessi, attraverso le storie di altri, che l’autore ci racconta. Penso che non si possa chiedere di più a dei pezzi di carta rilegata, che emanano un profumo di stampa, pieni di parole, che aspettano solo di sprigionare tutta la loro capacità comunicativa ed il loro potere di assorbire totalmente i nostri pensieri. I lettori non risolveranno leggendo i propri problemi esistenziali ma, come tutte le esperienze che mettono in contatto con il mondo dell’arte, possono vivere dei momenti di piacere durante i quali è legittimo dire:

E vissero felici e contenti…

per citare questo articolo

Stefania Lauri:

C’era una volta…,

n. 9 - La letteratura,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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