Inserita in una società sempre più complessa la scuola italiana è stata attraversata negli ultimi dieci anni da riforme istituzionali, cambiamenti di ordinamenti, teorie pedagogiche e nuove tecniche didattiche influenzate dalle trasformazioni tecnologiche che hanno inciso sui processi e sugli stili di apprendimento degli allievi. Si è fatta strada l’idea che la funzione dell’intero sistema formativo sia di fornire forza-lavoro al mondo dell’impresa e dell’economia. È cambiato anche il linguaggio dell’amministrazione scolastica, si è sempre più affermato un modello di scuola-azienda che ha rovesciato le priorità della formazione e rafforzato i concetti di individualismo e competitività. Dalla nostra esperienza, la difficoltà spesso evidenziata dagli insegnanti è quella di coniugare la conduzione di classi sempre più numerose con i bisogni individuali degli studenti, soprattutto quelli che manifestano svantaggi. Per non sorvolare sulla funzione sociale e di uguaglianza delle opportunità del sistema scolastico ogni persona, normodotata o disabile che sia, deve arrivare a sviluppare al massimo le proprie doti. Il ruolo degli insegnanti potrà essere valorizzato con gli strumenti adatti a creare ambienti idonei all’apprendimento che potenzino simultaneamente gli aspetti cognitivi e sociali, affettivi e relazionali. Un insieme di tecniche di conduzione della classe che può essere adottato a supporto dell’interazione è L’apprendimento cooperativo che supera l’individualismo e la competizione. A differenza dell’apprendimento competitivo e di quello individualistico, l’apprendimento cooperativo può essere applicato a ogni compito, ogni materia e ogni curricolo. Esso può diventare un effettivo strumento di individualizzazione dell’insegnamento perché divide la classe in piccoli gruppi, permettendo di raggiungere gli obiettivi stabiliti attraverso percorsi più adatti ad ogni alunno. Il metodo, contemporaneamente, diventa occasione di integrazione tra allievi con differenti capacità, sia dal punto di vista cognitivo, che dal punto di vista relazionale, affettivo e motorio, perché permette ad ognuno di dare il proprio contributo. L’approccio strutturale dell’apprendimento cooperativo si fonda su cinque elementi essenziali: l’interdipendenza positiva, l’interazione diretta costruttiva, le abilità sociali, la responsabilità individuale e la valutazione del lavoro di gruppo. L’interdipendenza positiva si realizza quando l’obiettivo si raggiunge con il contributo effettivo di tutti i membri del gruppo per cui non può esistere successo individuale senza successo collettivo. L’interazione diretta costruttiva permette ai singoli di sostenersi a vicenda sia a livello personale che scolastico scambiandosi aiuto, informazioni, spiegazioni e incoraggiamento. Le abilità sociali sono necessarie per far funzionare bene il lavoro di gruppo e tutti i membri accettano la responsabilità di sostenere un ruolo di guida. La responsabilità individuale che media l’efficacia della cooperazione è il senso di responsabilità personale verso gli altri membri del gruppo. Essa implica la conclusione della propria attività e la facilitazione e il sostegno del lavoro degli altri. La valutazione del lavoro di gruppo è realizzata dal gruppo stesso che verifica se gli obiettivi sono stati effettivamente raggiunti e ne giudica la qualità. Per individuare le aree di intervento del progetto sperimentale della fondazione (educazione alla immagine, educazione al suono e alla musica, storia e geografia) si è fatto riferimento al Programma Ministeriale DPR 12.02.1985 n. 104 che recita:
L’ educazione all’immagine prende il via sul piano operativo con i linguaggi plastici e figurativi già sperimentati nel periodo della scuola materna. Il fanciullo si inserisce nella realtà sfruttando le proprie capacità sensoriali: toccando e vedendo apprende e capisce. Nell’ambito di questo rapporto con l’ambiente occorre, pertanto, potenziare tutti i canali espressivi legati alle esperienze cinestetiche, tattili e visive, in modo da offrire all’alunno l’occasione di fondere elementi diversi e di tradurli in forme nuove e significanti. I fenomeni acustici della natura, della civiltà urbana e contadina e la produzione musicale dei popoli dei differenti paesi ed epoche storiche sono il campo delle attività di esplorazione, conoscenza e apprendimento…
Nell’ambito di questo rapporto con l’ambiente occorre, pertanto, potenziare tutti i canali espressivi legati alle esperienze cinestetiche, tattili e visive, in modo da offrire all’alunno l’occasione di fondere elementi diversi e di tradurli in forme nuove e significanti. I fenomeni acustici della natura, della civiltà urbana e contadina e la produzione musicale dei popoli dei differenti paesi ed epoche storiche sono il campo delle attività di esplorazione, conoscenza e apprendimento…
In accordo con il consiglio di classe sono stati individuati sia gli obiettivi didattici che sociali sui quali lavorare. La costruzione del Vesuvio in scala, utilizzando materiali di riciclo e la simulazione di una eruzione, la riproduzione di voci, suoni e rumori durante l’evento del 79 d.C. sono stati gli obiettivi didattici. Le abilità sociali allenate durante il laboratorio si sono concretizzate nel tenere basso il tono della voce, controllare il tempo, incoraggiare i compagni. Gli obiettivi sono stati documentati, verificati e valutati attraverso schede di rilevazione compilate sia dagli allievi che dai conduttori dell’esperienza. Un cartellone affisso alla parete dell’aula ha reso visibile i risultati raggiunti nei singoli incontri. Il progetto è stato presentato al collegio dei docenti per condividere gli obiettivi e le strategie di intervento e ai genitori della classe III B. Per questi ultimi la presentazione è stata svolta in forma di laboratorio per coinvolgerli in maniera attiva alla metodologia. Successivamente si sono realizzati diversi incontri di programmazione e verifica delle singole lezioni con il consiglio di classe. La visita al Mav (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano è stato lo step conclusivo della sperimentazione. Fare una valutazione di efficacia sull’intero percorso formativo risulta prematuro perché è in fase di ultimazione la parte conclusiva del progetto: analisi della documentazione, incontri con il collegio dei docenti, con i genitori della classe coinvolta, raccolta e confronto sui dati di esito. Possiamo fare a caldo alcune considerazioni su quanto è successo nell’aula. È cresciuta la capacità dei bambini di sostenere il proprio ruolo sociale, cioè di incoraggiare il lavoro dei compagni, gestire il tempo e i modi per portare a compimento gli obiettivi didattici. È cresciuta la capacità di dare tempo e spazio ad ogni membro del gruppo, non solo a Luigi, ma anche ad altri bambini con problematiche emerse nei primi incontri di programmazione con le insegnanti. Ognuno di loro ha trovato un ambiente con regole chiare che ha favorito la propria modalità espressiva. Il nostro impegno sarà quello di riportare l’esito complessivo del progetto, per ora ci auguriamo che l’ambiente sia già stato sufficientemente contaminato da produrre qualche cambiamento nella quotidianità dei bambini e degli insegnanti della scuola di Gragnano.