Un’ulteriore forma di trasformazione, più agile, è rappresentata dal disegno in rilievo, adottato per rendere leggibile al tatto, in forma bidimensionale, le opere in collezione, uno strumento che rappresenta un valido supporto per la costruzione del pensiero visivo, mettendo in atto una trasformazione che non è solo un cambio di linguaggio – dal codice visivo a quello tattile – ma una vera e propria alchimia che coinvolge la materia stessa, in un dialogo sorprendente tra l’anima vibrante del dipinto e la palpabile realtà del rilievo. Al Museo Eidos, oltre alle ordinarie attività educative e didattiche, si portano avanti attività di ricerca sui processi cognitivi di costruzione dell’immagine mentale; rientra, tra i progetti più significativi, il percorso accessibile, dedicato alle persone con disabilità sensoriale, visiva e uditiva, realizzato per il Museo del Novecento di Milano. L’équipe multidisciplinare, composta dalle guide del museo tattile, storici dell’arte, tiflologi, educatori e pedagogisti, si è trovata di fronte alla sfida di reinterpretare opere stilisticamente diverse e complesse. L’obiettivo era la progettazione e realizzazione di strumenti tiflodidattici che fossero funzionali a comunicare valori di forma e contenuto estetico di opere d’arte contemporanea. Nello specifico, il progetto ha coinvolto nove opere pittoriche e una scultura.

Tra queste, capolavori come Il figliol prodigo di Giorgio De Chirico, Femme nue di Pablo Picasso, e ancora, Carrà, Morandi e Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, opera iconica del Museo del Novecento. Una prima fase di studio e analisi approfondita delle opere selezionate ha preceduto la realizzazione dei disegni in rilievo. Per rendere le opere intelligibili nei loro valori stilistici, formali e contenutistici è stata adottata la tecnica di restituzione P.I.A.F. (Picture in a Flash). Questa metodologia permette di ricavare linee in rilievo da un disegno realizzato su una particolare carta chiamata Stereocopy. Per alcune opere, considerata la loro complessità, sono state realizzate più tavole organizzate in set. Ciascun set è stato corredato di schede descrittive, realizzate in nero, in braille e in carattere ingrandito, con l’obiettivo di facilitare la guida all’esplorazione tattile attraverso l’uso di parole evocative dell’immagine mentale.

Quando un’opera pittorica viene trasformata in un disegno in rilievo, essa subisce una destrutturazione e una ricostruzione, cercando di preservare, per quanto possibile, l’essenza stilistica e concettuale dell’opera originale, pur consapevoli della riduzione inevitabile nel passaggio da un linguaggio visivo a uno tattile. I colori, elementi fondamentali della pittura, svaniscono, lasciando spazio alle variazioni di altezza che definiscono i contorni, le forme e le texture. Questa perdita di informazione cromatica viene compensata da punti, linee e superfici che si elevano dalla bidimensionalità del supporto per comunicare la forma essenziale degli oggetti e le loro relazioni spaziali. Ogni opera è stata reinterpretata per rispettare i princìpi della percezione tattile senza snaturarne l’essenza estetica. Ogni pennellata, ogni campitura di colore, ogni scelta compositiva è stata analizzata valutando attentamente il grado di leggibilità del rilievo e testando le riproduzioni con persone non vedenti, raccogliendo feedback fondamentali per affinare la traduzione. Prendiamo ad esempio Il figliol prodigo di Giorgio De Chirico. La sua atmosfera metafisica, giocata sulle prospettive di un contesto enigmatico, fuori dal tempo, abitato da figure stilizzate, ha richiesto una sintesi formale, capace di rendere percepibili le figure principali e le loro interazioni nello spazio. Le lunghe ombre e le architetture degli edifici sono state trasformate con variazioni di linee e texture che suggeriscono la profondità e la disposizione degli elementi nello spazio. Il cavaliere rosso (Cavallo e cavaliere) di Carlo Carrà è stato tradotto in un rilievo in cui le linee di forza e le diagonali esprimono il movimento e la velocità. Questa dinamicità, espressa dall’artista scomponendo in piani le figure, è stata resa attraverso forme sovrapposte e geometrizzate, permettendo al tatto di percepire la spinta propulsiva del destriero in corsa. L’opera futurista Forme uniche della continuità nello spazio di Boccioni, con il suo dinamismo plastico e la sua scomposizione del movimento, ha rappresentato un’ulteriore sfida. La trasformazione in rilievo è stata espressa attraverso il moltiplicarsi delle linee che informano della simultaneità con cui gli arti si muovono dinamicamente. La metamorfosi dalla pittura al disegno in rilievo è solo uno degli esempi di come il Museo Eidos si impegna a rendere l’esperienza artistica accessibile a un pubblico sempre più ampio, superando le barriere sensoriali e culturali. Esso non è solo un luogo di esposizione e di esplorazione ma un laboratorio vivo e creativo dove l’arte si trasforma e si traduce in nuovi linguaggi, aprendo inediti canali di comunicazione e di fruizione. Un ponte prezioso che connette mondi percettivi differenti, arricchendo la comprensione dell’arte e delle infinite modalità con cui essa può essere esperita.