Skip to content
In copertina per il numero 32 di Orione, Leggerezza, Omaggio a Carla Fracci, Illustrazione di Bruna Pallante - Dettaglio

|

Non complichiamo le cose  

12 Settembre 2024
Che compito arduo parlare di leggerezza. Che cosa significa? Cerchiamo di capirlo insieme. Spesso traduciamo questa parola con termini non appropriati e che non ne definiscono il significato, come ad esempio: superficialità, approssimazione. Invece stiamo soltanto parlando di semplicità, logica, flessibilità; tutte cose che applicate nel quotidiano portano ad uno stato di armonia.
In copertina per il numero 32 di Orione, Leggerezza, Omaggio a Carla Fracci, Illustrazione di Bruna Pallante - Dettaglio

|

Non complichiamo le cose  

12 Settembre 2024
Che compito arduo parlare di leggerezza. Che cosa significa? Cerchiamo di capirlo insieme. Spesso traduciamo questa parola con termini non appropriati e che non ne definiscono il significato, come ad esempio: superficialità, approssimazione. Invece stiamo soltanto parlando di semplicità, logica, flessibilità; tutte cose che applicate nel quotidiano portano ad uno stato di armonia.

 Non è per niente semplice utilizzare la leggerezza come stile di vita, dovremmo affidarci a un flusso, riconoscere di far parte di un sistema e metterci in connessione con esso. In pratica smettere di essere vivi e diventare vita. Siamo convinti che la vita dipenda da noi e che siamo noi a doverla organizzare, faticando ogni giorno affinché tutto sia come deve essere, cercando di appagare quelli che sono i nostri desideri spesso dipendenti dalle aspettative degli altri, di una società che poco ci appartiene. Troppo spesso incappiamo malauguratamente in degli incidenti di percorso, accade il “non previsto”che inevitabilmente ci porta a dover riorganizzare il tutto, cambiare programmi e ricominciare. In questo modo si crea uno stato di pesantezza, che infiamma, annebbia e rallenta il nostro essere, rendendo la vita più complicata e faticosa.

Noi in quanto umani non dovremmo far altro che seguire il flusso, vivere come vivono gli altri esseri di questo pianeta e seguirlo, seguirne il moto, studiarne i ritmi, viverlo e lavorare con esso e per esso, così da potenziarlo e potenziarci. Conosciamo perfettamente come è scandita la nostra settimana di lavoro, ma sappiamo poco o nulla di come funziona il mondo. Usiamo in modo inopportuno e spesso al contrario ciò che abbiamo a disposizione intossicando noi stessi e tutto il sistema di cui siamo parte. Questa modalità è ormai troppo radicata, non ci permette di capire che stiamo andando contro il flusso e che abbiamo ormai perso quegli istinti primordiali che troviamo negli altri abitanti del nostro pianeta. Tutto questo nel migliore dei casi ci porta a vivere male una vita che neanche abbiamo scelto noi. Spesso si arriva alla fine della vita terrena senza averla mai vissuta a pieno e averne capito il senso. Tutte belle parole ma in realtà come si fa? Basta che iniziamo a guardarci intorno, a osservare gli animali, le piante; imitiamoli per quanto possiamo! Sono, come noi, gli esseri più semplici di questo mondo, la differenza sta nella consapevolezza, noi non siamo consapevoli.

Il serafico San Francesco D’Assisi ci insegna ancora oggi argomenti attualissimi, come la via della semplicità e dell’essenzialità, c’è uno scritto inedito del cantautore Fabrizio De Andrè riemerso da un’agenda custodita presso la facoltà di lettere di Siena appartenente agli ultimi mesi di vita del cantautore che lo descrive perfettamente: «A che vale avere amato se nessuno se ne è accorto, anche se lo hai fatto per il bene di tutti, tu con la tua povertà, tu con la tua umiltà, hai saputo umiliarci». Il motto del Santo era: «Inizia dal necessario, passa al possibile e ti ritroverai ad aver fatto l’Impossibile». San Francesco è stato un grande esempio, ci ha mostrato come si fa, ma lui era un Santo, noi non lo siamo, non sono richiesti tutti questi sacrifici, accontentiamoci di vivere con consapevolezza questa vita e avviciniamoci il più possibile a quello stato di armonia menzionato prima.

Aboliamo tutta una serie di esigenze che sono soltanto della società, viviamo di quel che ci serve realmente. Uno stile di vita leggero abbatterebbe qualsiasi tipo di barriera, non ci sarebbero distinzioni tra gli individui ma solo diverse potenzialità. La diversità, la disabilità, sono condizioni ideate dall’uomo, che tenta di omologare tutto e taglia fuori chi non rientra in degli schemi preimpostati, che di naturale non hanno nulla e non apportano nessun beneficio al nostro sistema. Noi siamo solo un piccolo ingranaggio facente parte di una macchina energetica e fin quando non ci riconosciamo in questo ruolo, non vivremo mai quella leggerezza che ci permette di godere e essere partecipe delle bellezze di questa esistenza.

per citare questo articolo

Teresa Ferraiuolo:

Non complichiamo le cose  ,

n. 32 - Leggerezza,

settembre-dicembre 2024

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

INSERISCI COMMENTO ALL’ARTICOLO

In questo numero