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La grande bellezza, una scena dal film

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La bellezza nel cinema di Paolo Sorrentino

4 Maggio 2022
Truffaut non ha motivo di far mentire Depardieu al cospetto della Deneuve. Del resto, con lei anche Belmondo qualche anno prima ci rimaneva “adorabilmente” secco. , Mastroianni, per esempio, quando s’avvicina alla Ekberg nella Fontana di Trevi prova a lambirle il viso.
La grande bellezza, una scena dal film

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La bellezza nel cinema di Paolo Sorrentino

4 Maggio 2022
Truffaut non ha motivo di far mentire Depardieu al cospetto della Deneuve. Del resto, con lei anche Belmondo qualche anno prima ci rimaneva “adorabilmente” secco. , Mastroianni, per esempio, quando s’avvicina alla Ekberg nella Fontana di Trevi prova a lambirle il viso.

Truffaut non ha motivo di far mentire Depardieu al cospetto della Deneuve. Del resto, con lei anche Belmondo qualche anno prima ci rimaneva “adorabilmente” secco.1, 2 Mastroianni, per esempio, quando s’avvicina alla Ekberg nella Fontana di Trevi prova a lambirle il viso. Con le mani. Sembra un mago. Neanche la sfiora. Nemmeno la bacia più. La porta via.3 La Bellezza, direbbe un poeta austriaco, è una ferita. Cosa puoi farci? Semmai seguire il monito. «Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore. Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano». Perché la vita non va capita, così diventa una festa.4 Paolo Sorrentino col Cinema lo sta raccontando da un po’ agli spettatori. Il Monacello della scena iniziale nel suo ultimo film, candidato all’Oscar, probabilmente è proprio lui. Che sulla Bellezza c’ha già vinto agli Academy Awards. Il Regista del Vomero, in vent’anni di attività, ha realizzato un mosaico. Ogni tessera svela un pezzo d’esistenza. I timidi, si sa, alla bisogna diventano sfacciati. Hanno tenuto dentro troppe cose. Forse per questo sono così diretti, persino sboccati, certi suoi protagonisti. Per l’avvenenza di Olivia Magnani e Laura Chiatti, Toni Servillo e Giacomo Rizzo si inguaiano. Eppure sono due malavitosi di una certa età. Ma l’esperienza non conta nulla se la scambi con un brandello di meraviglia. Alcuni profumi ammantano i pensieri. Basta appena l’idea. Muta qualsiasi prospettiva. Lo ha suggerito nel roboante esordio narrativo. Esiste un senso del ridicolo che scappa via dalle gonne e dai pantaloni, come la vipera che vedemmo a Maratea. Perché sussiste una idea di unicità, di insostituibilità che non ci ha reso unici, dal momento che nessuno è unico, ma insostituibili sì. L’amore è insostituibilità.5 Allora questa inquietudine la devi capitalizzare. La meraviglia del mondo t’attraversa gli occhi. Li pervade. È come un’oasi in mezzo alla sabbia. Ti devi pigliare quante più secchiate d’acqua possibili. Se ci riesci fai pace con la vita. Uno a uno e palla al centro. Che non significa accontentarsi. Vuol dire accettare quello che arrivi davvero a mordere. L’ambizione somiglia soltanto alla velleità. Non ci spartisce niente. Cantanti, calciatori, faccendieri, mariuoli, cardinali, papi, politici, scrittori, rock star. Non c’è nessuno di noi, di loro, che non si senta goffo, inadeguato, mediocre. Canova richiama Elias Canetti e il potere della sopravvivenza. Si riferisce (con sagacia) a “Il Divo”.6 Sarà che la fuga dalla miseria umana ci circonda. Riguarda tutti. E scatta presto. Dai banchi di scuola dell’adolescenza precoce. La consapevolezza, almeno, permette di compierla senza troppi capitomboli. Siamo tutti sull’orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, pigliarci un poco in giro.La grande bellezza può essere un semaforo a Milano. All’incrocio tra piazza del Duomo e viaTorino. E tuo padre ti mette sulle spalle. C’è una gran folla.7 Sorrentino è l’Autore necessario di questi ultimi vent’anni. E sulla pieghevole da Direttore di scena ci tiene scritto solo “Paolo”.

BIBLIOGRAFIA E FILMOGRAFIA

1 François Truffaut: La mia droga si chiama Julie — 1969

2 François Truffaut: L’ultimo metrò — 1980

3 Federico Fellini: La dolce vita — 1960

4 Rainer Maria Rilke: Lettere a un giovane poeta — Adelphi — 1903-1908

5 Paolo Sorrentino: Hanno tutti ragione — Feltrinelli — 2010

6 Gianni Canova: Divi Duci Guitti Papi Caimani —  Bietti — 2017

7 Paolo Sorrentino: La grande bellezza — 2013

per citare questo articolo

Francesco Della Calce:

La bellezza nel cinema di Paolo Sorrentino,

n. 25 - Bellezze,

maggio-agosto 2022

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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Per chi progetta cose, dall’architetto che progetta case a chi, come me, progetta la comunicazione, il concetto di bellezza è indissolubilmente legato a quello di funzione d’uso: se una cosa funziona e raggiunge l’obiettivo per cui è stata pensata, allora è bella.

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Ho capito che avevo scelto la persona perfetta per parlare di Bellezza come ideale estetico, quando Mauro Situra, dopo pochi secondi dal nostro incontro, mi ha detto «Le etichette le mettiamo sulle bottiglie di vino, quando parliamo di bellezza parliamo di libertà, di interpretazione, di amore e di personalità».