Da lì abbiamo cominciato un viaggio, oserei definire “filosofico” e tremendamente affascinante, nel quale voglio portarvi.Mai come negli ultimi anni, il tema della bellezza è diventato un terreno complesso, rispetto al quale ci siamo tutti messi in discussione e dove ogni parametro è stato sovvertito in ragione di una visione nuova e lontana da schemi e imposizioni giunte dall’alto del pianeta moda. La bellezza diventa, nel nuovo millennio, il risultato di un più equo compromesso tra quello che è armonico alla vista e quello che è dentro l’animo e la libertà di espressione di ognuno di noi.Mauro Situra non è solo l’hair stylist più celebre di Milano e dello star sistem del nostro paese, lui è prima di tutto un uomo che ha fatto della bellezza il suo sogno e la sua forza. La bellezza è stata la sua guida e la sua strada. Gli è stato concesso il dono di saperla scrutare in ogni dove e di regalarla a qualunque tipo di donna incrociasse sulla sua strada. È questa la chiave per capire quanto sia un profondo conoscitore del concetto di bellezza.Era un ragazzino di periferia che – come lui stesso dice – «viveva nel luogo in cui nessuno vorrebbe mai nascere» ed è lì che ha cominciato a sognare la bellezza e a desiderare di esserne circondato. Questo moto interiore lo ha portato così in alto e così lontano, da renderlo un uomo senza rimpianti. Un uomo che vive la notte e il giorno al massimo. Che ama la vita fino a mangiarla a morsi. Un uomo che ha contribuito al mondo della moda internazionale, ai palcoscenici televisivi, ma che ha giurato fedeltà al vero alcova della bellezza: il Salone. È quello il luogo dove arriva qualunque tipo di donna. E per Mauro la bellezza può appartenere a tutti. Va solo indirizzata nelle mani giuste. E le sue lo sono e come. Gli bastano 3 passi e un primo sguardo a ogni donna che entra nel suo salone per interpretarla, capire cosa la renderà più “bella” e cosa la farà andare via con un sorriso. Spesso si dice che per troppi secoli il corpo femminile sia stato raccontato solo dagli uomini. E che questo ne abbia limitato l’analisi, perché guidato da giudizi e criteri di un ideale estetico rigido e rispondente alle esigenze dell’universo maschile e non di quello femminile. Ma è anche vero che dipende dall’uomo a cui si fa riferimento. E quando l’uomo in questione è un professionista della bellezza vissuta dal profondo, il quadro è variegato e ricco di riflessioni interessanti. Con Mauro siamo riusciti a fare proprio questo, a recuperare uno sguardo libero della bellezza, dando valore a quello che ci emoziona e ci allontana da pregiudizi, misure, pesi e forme. Con Mauro abbiamo attraversato più scenari, dagli anni ‘80 al nuovo millennio dove hanno sempre convissuto diversi ideali estetici e di sensibilità nei quali lui è riuscito a calarsi con personalità e identità senza confondersi con nessuno.
«Essere liberi, interpretare, esprimere la propria essenza, raccontare come si vive. La bellezza è questo. La bellezza è amore. Quello che ci portiamo dentro arricchisce quello che siamo. E in questo non c’è alcuna differenza tra donne e uomini. Dopo 40 anni di carriera e dopo aver attraversato anni ‘80, ‘90, e il nuovo millennio, mi concedo la presunzione di aver capito profondamente cosa sia la bellezza. Un creativo si sente appagato proprio quando riesce ad arrivare a tutti i tipi di donna. Non c’è quella magra, quella robusta, quella giovane o meno giovane. Non esiste estrazione sociale che possa condizionare la bellezza, né etnia, né orientamento sessuale. Esistono solo le vibrazioni che ognuno cela o manifesta e che vanno valorizzate».
Bellezza è stato anche parlare con Mauro. Lasciarsi cullare da questo mondo in cui tutto può trasformarsi in qualcosa di luminoso. In cui non si ha paura, perché possiamo trovare accoglienza e armonia ovunque. Se un uomo come lui — che ha creato il look di donne protagoniste di palcoscenici televisivi e passerelle internazionali — ci dice che gli piace tutto e che la bellezza ha il potere di potersi diffondere su chiunque, dobbiamo credergli e farne un nostro personale valore di coraggio ed entusiasmo. Con Mauro è stato inevitabile non legare il tema della bellezza agli anni della pandemia. Un dramma che ha avuto inevitabili ripercussioni nel nostro modo di mostrarci agli altri, con un viso «ridotto al 50%» così come lui stesso lo definisce.
«Forse mai come in questi due anni le donne hanno rinunciato a tutto tranne che alla cura dei capelli, che è stato il modo di comunicare e raccontare la propria bellezza non avendo più il sorriso a disposizione. In questi tempi ho fatto capo al lato del mio carattere più forte: la capacità di saper rischiare. Quello che pone noi creativi sul gradino più alto del podio è quando abbiamo coraggio. E l’ho avuto anche in questo periodo storico. Ho consolidato la mia idea che si debba essere sempre contemporanei, mai un passo indietro ma neanche avanti. Per essere all’avanguardia bisogna essere attuali. Se sei troppo avanti, sei indietro e non vieni capito. Io ho uno stile mio che amo e che sono riuscito a creare prendendo il meglio dagli anni ‘80, ‘90, dal passato e per renderlo attuale odierno e contemporaneo».
Mauro ha capito, sulla sua pelle, cosa significhi provare a brillare in un posto dove tutti non vogliono che tu lo faccia, perché significa rompere degli equilibri. Nascere nell’interland milanese — dove uscire dal gruppo significa automaticamente soffrire e non essere adeguato – gli ha dato la spinta di ricercare ogni giorno di più la bellezza.
Intesa prima di tutto come libertà di espressione e dopo come ricerca di armonia con se stessi e il proprio lato interiore. «Guardare le donne e vedere come si muovono e cosa desiderano. È sempre questo il primo passo. Per questo non ho mai seguito un filone. E anche se era faticoso, preferivo ascoltare quello che mi arrivava dalle persone e non dal contesto circostante. Anche quando nessuno ti capisce, se è quello in cui credi devi andare avanti. Ed è forse questo che trasferisco nel mio lavoro e nelle donne a cui curo il look».
La bellezza è anche vedere il bene al di là nel male, anche in tempi che propongono spettri e paure come quelli che stiamo percorrendo. Nonostante questo viaggio più nell’animo umano che nei lineamenti del viso e nelle forme del corpo, cado comunque nella tentazione di chiedergli se ha un modello di donna a cui si ispira o che considera armonia pura e bellezza in senso assoluto. Pur non rinnegando tutto quello appena detto, mi confessa che un nome ce l’ha e sono certa non ci farà sentire in colpa di essere caduti nella debolezza di aver voluto cercare un canone di bellezza. «Monica Vitti, sì. Lei è stata un grandissimo esempio per me».
