Skip to content
Dettaglio di copertina, Omaggio a Lady Diana, Illustrazione di Bruna Pallante

|

L’educazione alla bellezza salverà il mondo

4 Maggio 2022
Nell’esperienza maturata nei ruoli di docente di Disegno e Storia dell’Arte e di Dirigente scolastico è emersa con forza l’importanza strategica che l’educazione alla bellezza e all’arte riveste in ambito scolastico.
Dettaglio di copertina, Omaggio a Lady Diana, Illustrazione di Bruna Pallante

|

L’educazione alla bellezza salverà il mondo

4 Maggio 2022
Nell’esperienza maturata nei ruoli di docente di Disegno e Storia dell’Arte e di Dirigente scolastico è emersa con forza l’importanza strategica che l’educazione alla bellezza e all’arte riveste in ambito scolastico.

Nell’esperienza maturata nei ruoli di docente di Disegno e Storia dell’Arte e di Dirigente scolastico è emersa con forza l’importanza strategica che l’educazione alla bellezza e all’arte riveste in ambito scolastico. Se, in ogni fase storica, l’arte ha inteso rappresentare l’idea di bellezza del proprio tempo e gli artisti hanno raffigurato persone, oggetti e paesaggi colti negli aspetti soggettivi o oggettivi della loro bellezza, l’educazione all’arte ha sempre rappresentato un importante strumento che ha consentito di avvicinare i giovani alla bellezza, rivelandosi un importante strumento di educazione olistica e fattore facilitatore del pieno sviluppo della personalità umana. L’arte aiuta, infatti, a comprendere meglio la realtà in cui viviamo e ci rende consapevoli dei problemi della società; consente di educare al rispetto per la diversità culturale e di acquisire competenze di cittadinanza attiva; favorisce l’acquisizione di capacità cognitive; sostiene la creatività e la formazione del pensiero divergente; avvicina gli alunni alla sintesi di aspetti teorici e pratici attraverso la dimensione laboratoriale; educa all’affettività, offrendosi quale fattore facilitatore del pieno sviluppo evolutivo di bambini e ragazzi. Nondimeno, uno degli aspetti più significativi dell’educazione all’arte nei processi di apprendimento è quello riferito alla sua capacità inclusiva, intesa quale opportunità di incidere positivamente sulle situazioni di svantaggio socio-culturale che caratterizzano tante delle realtà campane e nazionali. In questi contesti, l’incapacità d’uso dei tradizionali linguaggi della scuola (scritto e parlato) porta gli alunni segnati da esclusione sociale ed economica a percorrere un circuito vizioso (discriminazione – mancato inserimento – allontanamento e dispersione) che la scuola deve necessariamente invertire. La didattica dell’arte consente, infatti, al contesto scolastico di assurgere al ruolo di luogo culturale e pedagogico in cui è possibile sperimentare linguaggi non formali, come quello artistico, attraverso gli strumenti di una didattica ludica e creativa e mediante un approccio esclusivamente laboratoriale. Si prefigura, così, un percorso formativo globale, che restituisce all’alunno centralità nei processi di apprendimento e lo sostiene nell’espressione dell’atto creativo attraverso i propri sentimenti e gli stati d’animo, favorendo, nel contempo, l’acquisizione di competenze relazionali (sviluppo e controllo dell’autostima, stima negli altri e molte altre) e competenze di base e specialistiche, promuovendone, nel contempo, la reintegrazione nella comunità scolastica. Nondimeno, nei territori come quello campano, caratterizzati dalla presenza di importanti risorse storico-artistiche, l’educazione alla bellezza e all’arte consente di costruire nei giovani la consapevolezza del valore dei Beni Culturali, quale testimonianza del passato, inducendo il senso di responsabilità della loro conservazione, per garantire il diritto alla fruizione delle generazioni future e stimolare la necessità di valorizzare tale patrimonio, generando altra cultura. Se opportunamente inserita in dinamiche di sviluppo socio-economico-occupazionali virtuose, l’educazione all’arte consente agli studenti di avvicinarsi progressivamente a prospettive di evoluzione professionale e a profili occupazionali che spaziano da figure esperte, laureate e specializzate, a ruoli lavorativi connotati da maggiore operatività, in una molteplicità di settori: conservazione e restauro, catalogazione e digitalizzazione, promozione e valorizzazione. A testimonianza di ciò, il progetto N’arsinfabula sviluppato, nell’ambito del Piano Triennale delle Arti, dalla Direzione Didattica Statale 1° Circolo di Pagani da me diretta dal 01/09/2017 al 31/08/2020, in stretta collaborazione con la profesoressa Lorenza Di Fiore del corso di Teoria della Percezione e Psicologia della Forma e di Mauro Palumbo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha anche cofinanziato il progetto, ha visto i giovani alunni delle classi terze lavorare sulle biografie e sulle opere di sei artisti francesi del XIX secolo, con il tutoraggio degli studenti dell’Accademia. Il progetto ha previsto molteplici attività: dalla discussione guidata sulla vita di Gauguin, di Matisse o di Henri Rousseau alla realizzazione di piccoli racconti su queste biografie, dallo studio delle principali opere attraverso la rielaborazione di materiale strutturato e l’impiego di diverse tecniche artistiche alla realizzazione di illustrazioni e manufatti messi a corredo dei racconti, pubblicati in un volumetto. Il bellissimo video di documentazione racconta l’importanza di una importante esperienza di apprendimento informale e consente di carpire l’atmosfera calda e coinvolgente che ha accompagnato la realizzazione del progetto: alunni di 8-9 anni sorridenti che lavorano in maniera ordinata con pennelli e pittura, cantando a voce alta le canzoni del momento, sotto lo sguardo attento di approvazione dei giovani tutor. E, ancora a Pagani, il progetto N’arsincorpore, nell’ambito dei finanziamenti erogati dal MIUR con il Piano Triennale delle Arti, in collaborazione e con il cofinanziamento dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che ha visto gli alunni di sette classi quinte della Direzione Didattica Statale 1 Circolo e  di sette classi prime della Scuola Secondaria Statale 1° grado “A.Criscuolo” lavorare, attraverso un percorso laboratoriale di continuità didattica, sulla rappresentazione del volto e del corpo nella storia dell’arte. Una esperienza importante per i giovani alunni e studenti, che ha aperto significative prospettive su ritratto e autoritratto, sulla consapevolezza del proprio corpo, sugli aspetti percettivi, psicologici e culturali che emergono dai disegni dei bambini, produzioni fantasiose e coloratissime che hanno dato luogo alla pubblicazione di un volumetto e alla realizzazione di meravigliosi pannelli. E oggi, infine, nella Scuola Secondaria di 1 grado “G.A. Rocco” di Afragola, in un contesto territoriale ad elevata complessità, le attività di didattica dell’arte sono mirate a prevenire l’insuccesso scolastico, promuovere l’integrazione degli alunni a rischio di esclusione sociale e culturale e di dispersione e favorire lo sviluppo del senso di appartenenza e di affezione alla scuola, attraverso percorsi caratterizzati da linguaggi espressivi e artistici e modalità alternative a quelle tradizionali. In estrema sintesi, parafrasando l’affermazione attribuita al Principe Miškin, nel romanzo L’Idiota di Fëdor Dostoevskij: «La bellezza salverà il mondo», che allude al riscatto del mondo dalla violenza e dalla corruzione in cui versa grazie alla bellezza morale, del cuore e dell’anima, lo sguardo, seppur parziale, sopra rivolto all’approccio alla bellezza e all’arte nel contesto scolastico consente di affermare, in analogia, che «l’educazione alla bellezza salverà il mondo».

per citare questo articolo

Maria Grazia Silverii:

L’educazione alla bellezza salverà il mondo,

n. 25 - Bellezze,

maggio-agosto 2022

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

INSERISCI COMMENTO ALL’ARTICOLO

In questo numero

|

Per chi progetta cose, dall’architetto che progetta case a chi, come me, progetta la comunicazione, il concetto di bellezza è indissolubilmente legato a quello di funzione d’uso: se una cosa funziona e raggiunge l’obiettivo per cui è stata pensata, allora è bella.

|

Ho capito che avevo scelto la persona perfetta per parlare di Bellezza come ideale estetico, quando Mauro Situra, dopo pochi secondi dal nostro incontro, mi ha detto «Le etichette le mettiamo sulle bottiglie di vino, quando parliamo di bellezza parliamo di libertà, di interpretazione, di amore e di personalità».