Quando così non avviene, ecco che si cerca di sopraffare l’altro, in tutti i modi possibili, creando conseguenze che in questi ultimi tempi, sono venute fuori proprio come la punta di un iceberg. La condivisione reale e concreta e il suo pieno significato sono per me tutta altra cosa. La sua realizzazione può avvenire solo se veramente implica la rinuncia, di qualsiasi tipo essa sia, tra due persone. Mi viene in mente il logo della Giornata Mondiale dei Poveri, voluta da Papa Francesco, logo che rappresenta due mani, una tesa verso l’altra. A dire il vero, non so, tra le due, quale è la mano del povero. Povero è colui che chiede perché ha bisogno di qualcosa, ma per me, è povero anche colui che offre, perché ha bisogno di dare qualcosa. Di conseguenza, tutti siamo poveri e tutti abbiamo bisogno di condividere. La condivisione è l’elemento fondamentale e indispensabile, per creare una società nella quale vige un equilibrio socio-culturale ed economico che consenta a ciascuno di esprimersi e di sopravvivere, rinunciando e offrendo liberamente, per custodire sempre, la dignità di ogni essere umano.
