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Vi raccontiamo 10 mesi di Gioco Bus

29 Aprile 2019

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Vi raccontiamo 10 mesi di Gioco Bus

29 Aprile 2019

Il progetto Gioco Bus che vogliamo raccontare, nasce da una domanda dei genitori: Cosa posso far fare a mio figlio a casa? siamo a Bosisio Parini, nel centro di Riabilitazione a Ciclo Diurno Continuo La Nostra Famiglia, frequentato da ragazzi con disabilità intellettiva per periodi di riabilitazione, educazione, scolarizzazione integrata. Il progetto Gioco Bus è attivo all’interno del gruppo preadolescenti e adolescenti, circa 58 ragazzi che quotidianamente sono presenti al Centro. A fronte della domanda posta in più occasioni, si decide di rilevare meglio i bisogni e i desideri dei genitori attraverso la somministrazione di questionari appositamente predisposti: si progettano contemporaneamente una tesi di laurea in educazione professionale sull’argomento e un servizio educativo chiamato Gioco Bus rivolto ai genitori e ai ragazzi. In questo articolo raccontiamo il lavoro svolto da febbraio a novembre 2016 (10 mesi). Il progetto tenterà di dare un supporto ai genitori che si sono dimostrati preoccupati delle modalità con cui il figlio impiega il tempo libero a casa, fornendo agli stessi degli spunti pratici.

COME GIOCANO E TRASCORRONO IL TEMPO LIBERO I RAGAZZI?

La maggior parte delle attività svolte a casa è di tipo passivo e scarsamente socializzanti come guardare la televisione e ascoltare la musica: ciò può essere dovuto al fatto che l’offerta di attività accessibili a persone con disabilità resta ancora limitata, oppure all’assenza di autonomie sociali (ad esempio utilizzare i mezzi pubblici) che permettono di usufruire di opportunità ricreative sul territorio. La maggioranza trascorre il tempo libero in casa da solo e con i familiari; pochi svolgono le proprie attività ricreative con gli amici. I genitori chiedono attività da condividere con i loro figli, le cui difficoltà intellettive determinano problemi in tutto ciò che per gli altri ragazzi è facile, come giocare. Il gioco che è la dimensione dove ogni bambino cresce felice, per loro è una fatica poco divertente: risulta difficile imparare e rispettare le regole, capire quando è il proprio turno, leggere le istruzioni, giocare con altre persone, insomma divertirsi. Gioco e disabilità sono due dimensioni della vita umana che vengono difficilmente considerate insieme, di cui è raro sentir parlare contemporaneamente: infatti spesso queste due tematiche vengono correlate in un’ottica quasi esclusivamente terapeutica, oppure messe in secondo piano. Non riuscire a giocare a causa delle difficoltà intellettive può privare i ragazzi di un’esperienza di crescita e di felicità. Il servizio Gioco Bus viene inaugurato in un’occasione speciale dove sono presenti genitori e ragazzi: su carrelli- bus sono esposti numerosi giochi di 15 giorni.

Alla restituzione del gioco, ragazzi e genitori compilano un breve questionario facilitato da immagini sul gradimento del gioco e ne scelgono un altro da provare insieme a casa. Intanto durante il tempo trascorso al Centro, vengono provati nuovi giochi, adatti alle varie caratteristiche dei ragazzi: imparano a giocare e, una volta compreso il gioco, è più facile divertirsi, stare con gli altri! Vengono ideate facilitazioni per spiegare le regole, anche illustrandole, oppure vengono adattate a seconda delle possibilità dei ragazzi di comprenderle e gestirle nella massima autonomia, così, sentendosi più sicuri nell’utilizzo del gioco, ne richiedono il prestito a casa, dove possono giocare insieme a genitori, fratelli, sorelle, amici. Nell’arco dei primi 6 mesi, vengono presi in prestito 105 giochi. La rilevazione dei dati raccolti attraverso i questionari somministrati a ragazzi e genitori consente di raccogliere osservazioni importanti che di seguito brevemente riportiamo. Molti genitori hanno dichiarato che grazie a Gioco Bus, hanno ricevuto l’input per giocare con i propri figli e condividere un tempo di qualità con loro: l’esperienza del Gioco Bus ha migliorato la gestione del tempo libero a casa. I ragazzi e le loro famiglie nella maggioranza dei casi hanno gradito il gioco poiché ritenuto divertente, innovativo, coinvolgente; solo in alcuni casi non è piaciuto poiché troppo difficile o con istruzioni complesse. I giochi in famiglia sono stati utilizzati con i genitori e con fratelli e sorelle; nessuno ha dichiarato di aver giocato da solo. Dai commenti emerge un giudizio complessivamente positivo e le motivazioni date riguardano la possibilità di sperimentare giochi nuovi ogni volta, senza doverli comprare e senza annoiarsi mai, l’occasione per divertirsi in famiglia e anche l’opportunità di svago dei genitori. Sono arrivati anche suggerimenti per nuovi giochi da inserire: i più gettonati sono stati quelli di magia e dei famosi quiz televisivi, il Monopoli, le carte da Uno, le costruzioni; inoltre in alcuni questionari è stato suggerito di inserire delle istruzioni semplificate per alcuni giochi. La classifica dei giochi preferiti dai ragazzi vede collocarsi nella Top 10: Jenga, Dobble, Halli Galli, Mercante in fiera, Uno, Essere o non essere, Labirinto magico, Il bruco ballerino, Il gioco dell’oca e Memory.

grafico gioco bus

Perché il Gioco Bus può essere una buona proposta educativa all’interno di un Centro di Riabilitazione?

La sperimentazione del Gioco Bus ha avuto un grande successo: durante il nostro percorso abbiamo raccolto critiche e suggerimenti riuscendo a migliorare alcuni aspetti che risultavano carenti. Il progetto sarà portato avanti e sviluppato, verranno stabiliti degli orari in cui gli educatori possono accompagnare i ragazzi al Gioco Bus, sperimentare con loro i diversi giochi e prenderli in prestito portandoli a casa per giocare in famiglia. Ai giochi già presenti ne verranno aggiunti altri e ad essi verranno abbinate delle istruzioni facilitate: inoltre verrà adibito uno spazio dedicato stabilmente ai giochi e al servizio di prestito a casa.

grafico gioco bus

IN COLLABORAZIONE
Gloria Valsecchi
Educatrice professionale, gestisce attualmente il servizio educativo Gioco Bus presso il centro “La Nostra Famiglia Bosisio Parini”, LC
Simona Vitalini
Educatrice professionale La Nostra Famiglia

per citare questo articolo

Enrica Milani:

Vi raccontiamo 10 mesi di Gioco Bus,

n. 10 - Dieci,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Se è vero che oggi la parola disabilità è ancora erroneamente usata, è anche vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una varietà di decodificazioni di questo termine che in ogni caso hanno attratto l’attenzione e messo l’accento su tutta una serie di problematiche che la persona diversamente abile deve affrontare.