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Educazione e inclusione

29 Aprile 2019
La società attraversa un nuovo grande passaggio storico conseguente alla trasmissione, alla memorizzazione e al recupero dell’informazione tramite i processi informatici e telematici.

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Educazione e inclusione

29 Aprile 2019
La società attraversa un nuovo grande passaggio storico conseguente alla trasmissione, alla memorizzazione e al recupero dell’informazione tramite i processi informatici e telematici.

Oltrepassate le invalicabili categorie dello spazio e del tempo, ogni individuo è in grado di fruire delle informazioni che nel mondo si producono, confrontandole fra di loro e con quelle del passato. La tecnologia è diventata il motore primario nel miglioramento degli standard di vita e nella riduzione delle disuguaglianze sociali, creando nuovi modi di pensare, dipendenze economiche e sociali, modificando la percezione del tempo e dello spazio. La cultura contemporanea, dunque, caratterizzata dalla complessità, richiede itinerari educativi che sappiano leggere, interpretare e dialogare con questa modalità globalizzante. La nuova cittadinanza planetaria, variegata per etnia, religione e stile di vita necessita di una riforma del pensiero che permetta di riconoscere e connettere i problemi del mondo. Attualmente vi è un’inadeguatezza profonda tra i saperi, disgiunti e frazionati, e la realtà, complessa, pluridisciplinare, multidimensionale, transnazionale. In questo panorama globalmente frammentato, sprovvisto di una cornice di senso che possa integrare la persona portatrice di bisogni, di valori e di ideali, come si inserisce il discorso sull’educazione? Il fine dell’educazione è la persona che, in una tensione dialettica di apertura, confronto e condivisione, si arricchisce della diversità dell’altro. La formazione è responsabilità e obiettivo da raggiungere della società tutta, ma cosa accade quando la persona è affetta da disabilità? La scuola italiana, a differenza di altre realtà internazionali, grazie all’opera di pedagogisti ed insegnanti rivoluzionari, è diventata luogo inclusivo, che tenta di rispondere ai bisogni educativi e formativi di tutti i bambini, anche di quelli speciali. Lo scenario storico-sociale attuale invece comporta in sé aspetti decisamente espulsivi e laceranti verso tutto ciò che viene identificato come diverso; si è tornati indietro di più di mezzo secolo e si ascoltano discorsi che fino a poco tempo fa avrebbero indignato l’opinione pubblica. Dove c’erano ponti ora si alzano muri; dove c’erano luoghi la cui ricchezza si basava sulle differenze e le diversità, ora questi medesimi aspetti sono considerati come pericolosi e da contrastare. Analogamente il bambino disabile, una volta ritenuto ricchezza e opportunità di crescita per l’intera comunità scolastica, ora è colui che diventa intralcio per lo svolgimento della didattica comune… L’apertura della scuola verso realtà specialistiche esterne è sicuramente un supporto alla scuola stessa per trovare strategie nuove e dedicate, finalizzate all’individuazione di una didattica inclusiva e a modalità di insegnamento che risultino efficaci e significative per tutti gli alunni. Spesso gli specialisti sono percepiti come controllori e non come alleati nell’azione di confronto e ricerca di strategie idonee ad una più efficace azione educativa. È utile una riflessione pedagogica profonda, che possa ri-pensare la scuola, sul senso stesso dell’esperienza scolastica, se essa sia costruzione di un sapere concettuale e legato all’istruzione, oppure formazione globale della persona contemplando aspetti etici, morali e sociali. Il significato profondo dell’inclusione non passa per aspetti teorici e declinazione dei massimi sistemi, ma dalla volontà delle persone che in questo processo sono chiamate e dalla quotidiana necessità di trovare strategie e metodologie adatte a rendere significativo l’insegnamento per quel bambino nella sua individualità. È necessario partire da ciò che si può fare, da ciò che si ha a disposizione, dalla valorizzazione delle risorse esistenti, dalla collaborazione tra persone, dalle competenze sia personali sia professionali e far convergere tutto verso obiettivi condivisi. Ciò significa per ogni insegnante affrontare queste nuove sfide con coraggio e creatività, attrezzandosi con strumenti adatti a capire verso quali prospettive incamminarsi per il futuro.

per citare questo articolo

Carmen Bruna Ibello:

Educazione e inclusione,

n. 10 - Dieci,

ISSN 2611-0210 Orione Cartaceo; ISSN 2611-2833 Orione online in formato accessibile

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In questo numero

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Se è vero che oggi la parola disabilità è ancora erroneamente usata, è anche vero che nell’ultimo decennio abbiamo assistito a una varietà di decodificazioni di questo termine che in ogni caso hanno attratto l’attenzione e messo l’accento su tutta una serie di problematiche che la persona diversamente abile deve affrontare.