Forse questo era nelle intenzioni di chi li ha creati. Ma chi li ha creati? Questa è una domanda senza risposte certe, che si perde nei secoli. Entrati come gioco nelle corti rinascimentali e nelle bettole di tutta Europa, da qualche secolo, i Tarocchi sfidano chiese e credenze, sapere scientifico e visioni razionali, sono usati da maghi e streghe, ma attivano anche curiosità e ricerca psicologica. Sappiamo infatti che Jung [1] stesso ne era attratto e che ha cercato di farne una studio scientifico, come per il libro de I Ching, in relazione alla sincronicità e alle capacità dell’individuo di influenzare la realtà e, quindi, anche le carte, ma ha dovuto abbandonare l’esperienza, per mancanza di collaboratori e di mezzi. [2]
GUARDIAMOLI DA VICINO
Il sistema numerico dei Tarocchi è il sistema decimale occidentale. Tutto nasce dall’Uno e si conclude con il Dieci. In mezzo tutti gli avvenimenti: la vita quotidiana, gioie e dolori. Poi si ricomincia, infatti con il Dieci si conclude un ciclo e ne inizia uno nuovo. Il Dieci di Bastoni (fuoco, attività, costruzione artigianale e industriale) è il raccolto: vediamo un uomo, che raccoglie a mazzo tutti i suoi bastoni e si dirige con essi verso casa. Il Dieci di Pentacoli (danaro, costruzione spirituale, accumulo) è la realizzazione sociale e familiare: c’è tutta la famiglia raccolta in un contesto di benessere socio-affettivo ed economico. Il Dieci di Spade (dolori mentali, dubbi e infelicità) è la fine dell’ego di dolore, del vittimismo: l’uomo è morto, ucciso dai suoi stessi pensieri dolorosi, di cui può finalmente liberarsi, per consunzione, come si dice: “Ha smesso di soffrire”. Il Dieci di Coppe (emozione, amore, sentimento) è la realizzazione affettiva: due cuori e una capanna, papà, mamma e bimbi che giocano. Non a caso, quindi la Ruota della Fortuna è anch’essa il numero X, Dieci in cifre romane. Infatti rappresenta il cambiamento, come mutazione naturale, rotazione naturale delle cose. Se il Dieci dà un completamento, come abbiamo visto, un raggiungimento della completezza, poi… si cambia, la Ruota è sempre in movimento. Quando hai ottenuto un risultato, cambi progetto. I Tarocchi, come I Ching, sono un libro dei mutamenti.
NOTE
[1] Carl Gustav Jung (1875-1961) è stato uno psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero.
[2] L’esperimento proposto da Jung è descritto nel numero di marzo del 1998 del “Journal of Parapsychology”, in un articolo dal titolo The Rhine-Jung letters:distinguishing parapsychological from synchronistic events – J.B. Rhine; C.G. Jung, di Victor Mansfield, Sally Rhine-Feather, James Hall.
Fonte: associazione Le Tarot